Marcello Lala

Marcello Lala

Consulente internazionale, giornalista, laureato in giurisprudenza e scienze della comunicazione, Membro di confindustria serbia, vive tra Napoli e Belgrado.

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Dal cuore dell’inferno di Mosul

di Marcello Lala

Mohammed Dylan è un giovane studente universitario musulmano di 21 anni della provincia di Anbar  ( al-Anbār è un governatorato dell’Iraq) e si trova in questi giorni ad Erbil città a 2 ore da Mosul, la mattanza è lì ad un soffio, si respira la morte e la sofferenza. Mohammed fa parte di una organizzazione umanitaria Adair che presta soccorso ai rifugiati in fuga dalle violenze di quei macellati che combattono sotto la bandiera dell’Isis

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Mohammed è anche un fotografo e le sue foto sono state la prima cosa che mi hanno impressionato. Bambini, gli occhi vivi e nello stesso tempo sperduti. Una infanzia vissuta in zone di guerra e campi profughi, un’infanzia negata. Per bilanciare tutto quel dolore che si vede costretto ad immortalare Mohammed ama anche ritrarre le bellezze della sua terra ed i colori struggenti che si rincorrono della Mesopotamia.

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Dove ti trovi ora Mohammed? Sono ad Erbil a 2 ore da Mosul, una brutta situazione, un enorme campo sfollati: si lavora senza sosta accogliendo chiunque arrivi: Questo è il mio lavoro e così riesco a pagarmi gli studi e le mie spese. Ma sento anche che è la mia missione. Gli sfollati sono alcune migliaia ma non abbiamo nulla o poco per aiutarli .

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E’ dura avere a che fare con i profughi in fuga dalle città dell’Isis? E’ durissimo, soprattutto, ascoltare le loro storie. Mi portano indietro con la mente quando io sono scappato da Daesh…  

 

Racconta… Il giorno in cui quelli dell’Isis entrarono nella mia città, io con la mia famiglia decidemmo subito di scappare, non avevamo scampo. Le strade erano chiuse e la guerra era porta a porta. Era uno sterminio. Durante la fuga lo scenario era da incubo, corpi sparsi lungo la strada di gente uccisa, donne bambini anziani, cadaveri da tutte le parti.  Non potrò mai dimenticare: mentre scappavamo alcuni colpi di pistola raggiunsero la nostra macchina,  ma grazie a Dio eccomi qui a raccontare.

Hayat Boumeddiene 'appears in Islamic State film' - 06 Feb 2015

Che cos’è l’Isis? Gli iracheni ed i siriani sanno molto bene cosa è l’Isis. Non centra solo la religione o la guerra tra sciiti e sunniti l’Isis è qualcosa di diverso: è tutti noi sappiamo da dove proviene. In Iraq l’Isis nasce origine dalle torture messe in atto nei carceri iracheni dagli americani…  Il cuore dell’odio nasce là, in quei campi terribili, in quelle prigioni e che sono fuggiti. Successivamente questi criminali sono stati sostenuti e “coccolati” da americani Arabia saudita, Qatar , Turchia  che sono responsabili di quello che sta accadendo e che è accaduto in questi anni.

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Come sai in Europa arrivano migliaia di migranti e rifugiati ogni giorno credi che questa gente un giorno tornerà nella propria terra quando tutto finirà Se io avessi l’opportunità di scappare in Europa lo farei subito. In Iraq e Siria non esistono i diritti del popolo ma solo dei governanti che regolarmente e storicamente abusano del loro potere. Nessuno tornerà indietro. Mai.

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Mohammed cosa pensi del terrorismo? Il terrorismo è  una industria internazionale messa in piedi per distruggere i nostri paesi.

E l’Isis? Criminali autorizzati e sostenuti dalle potenze straniere fino a quando serviranno, fin quando saranno utili ad un disegno.

Rimpiangete Saddam Hussein? Rimpiangiamo che le forze della coalizione hanno distrutto il nostro paese senza mai chiedere scusa per quello che hanno fatto. Questo rimpiangiamo.

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Cosa accadrà dopo la guerra del territorio siriano ed iracheno? Facile è sotto gli occhi di tutti, dopo aver distrutto l’Isis che è stato un mezzo per loro, Russia , Turchia, America , kurdi ed iraniani si divideranno il territorio. L’iraq e la siria di una volta non esisteranno più. Scompariranno.

Perché in Siria la tregua non funziona ed i bombardamenti sono così incessanti e violenti? In Siria sta accadendo ciò che accade in Libia dopo Gheddafi ed in Iraq dopo Saddam, ci sono oltre 100 fazioni in lotta fra loro e la situazione non è ancora matura per porre fine alla guerra. E allora si combatte senza esclusione di colpi, tutti contro tutti, non esiste la popolazione civile. Mosul, è solo questione di tempo, cadrà. L’Isis sarà cacciato dall’Iraq per volontà ben precisa e tutto dovrà accadere entro il 2017.

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Hillary Clinton

Subito dopo le elezioni americane? Probabilmente si. Ti ripeto questa guerra, l’Isis e tutto il resto non vengono dal nulla ma da una volontà internazionale di distruggere i nostri paesi. E a capo di tutto, in un modo o nell’altro ci sono gli Stati uniti.

Come immagini il tuo futuro?

Questa è la domanda più difficile al cui dare una risposta. Francamente, penso ad un futuro fuori dall’Iraq e lontano dai paesi arabi. Se avessi la possibilità di andare in Europa partirei subito. Ho visto troppo dolore troppa sofferenza troppe vite spezzate. Credo che nessuno dimenticherà mai tutto questo orrore se non dopo generazioni di pace. Se mai ci sarà una pace in questa terra.

 

 

 

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