Archivio della categoria: Sfogliando

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Se questo non è nazismo…

di Emiddio Novi

I cinesi stanno rifondando il nazismo, partendo dal comunismo ultraegualitario delle guardie rosse maoiste. Lo fanno con una gradualità che in Occidente è del tutto inavvertita. Credono, gli intellettuali e i politologi, che il comunismo sia culturalmente e irrimediabilmente inconciliabile con una visione del mondo che s’impernia sul razzismo biologico.  Continua a leggere

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Totò non piaceva a Togliatti

di Paolo Isotta 

In questo cinquantenario della morte di Totò assai affrontato è stato il tema dell’incomprensione che gl’intellettuali hanno di lui avuta negli anni dai Quaranta ai Sessanta. Forse l’intellettuale tipico del trentennio, quand’anche non fosse “organico”, era portatore d’un’ideologia piccolo-borghese, a partire dal Nume al quale s’ispirava, Togliatti. Continua a leggere

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Crolla la casa degli Esposito

 di Lidio Aramu -

 Il Centro storico di Napoli è apprezzato dalla transumanza turistica per le facciate dei suoi palazzi nobiliari, per le piazze con le guglie barocche svettanti verso il cielo, per le chiese onuste di storia, ma soprattutto per il folclore – reso celebre da tante pellicole cinematografiche – che in questi luoghi si manifesta nelle forme più disparate, dalla sfogliatella al simulacro di Pulcinella. Continua a leggere

PAOLO VILLAGGIO COMPIE 80 ANNI, LA MORTE? SOPRAVVIVERO'

Il sabato del Villaggio

di Valerio Caprara

E’ morto un rivoluzionario, non è morto un attore. La prova regina è quella che nell’ora dell’addio vede prolificarsi le controfigure del professor Guidobaldo Maria Riccardelli, avide di accaparrarsi le spoglie del più coriaceo alfiere del politicamente scorretto, il cittadino Paolo Villaggio mai omologato nonostante il colossale successo e antidoto permanente alla deriva del Belpaese nel socialismo reale dello spettacolo. Continua a leggere

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Maradylan, ahimè un sogno…

di Adolfo Mollichelli -

 Premessa d’obbligo: è un periodo che sono incavolato con il mondo intero. Non ho più i punti di riferimento soliti. Deluso dalla politica sempre più lontana – e diversa – dalla politèia, prezioso grecismo con il quale si indicava l’organizzazione come bene comune di tutti i cittadini. Chiacchiere e tabacchere ‘e legno ‘o Banco ‘e Napule nun ‘e ‘mpegna: l’adagio mi frulla nella mente ogni qual volta mi capiti di ascoltare i concetti vuoti – e spesso latitanti di congiuntivi elementari – che partono da labbra incastonate in volti inespressivi che i tg di mamma Rai ci propinano in nome di una falsa par condicio. Sempre le stesse tiritere. Sempre gli stessi soggetti a condurre trasmissioni che – fortuna che lo zapping è libero – sanno di posticcio: ronzii di vespe fastidiose, predicozzi di conduttori miliardari, lezioni gomorriste. Continua a leggere

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L’Illuminismo della differenza
E l’Oscurantismo del Bds

di Gianmarco Pondrano Altavilla *

Gli ultimi mesi della nostra vita pubblica hanno visto Napoli al centro di avvenimenti e scontri politici che ne hanno offuscato la secolare reputazione di città aperta e ricca nella diversità. L’indegna guerriglia scatenata in concomitanza con la presenza di Matteo Salvini in città e l’appoggio di certa politica cittadina al boicottaggio culturale di Israele sono solo alcuni tra i molteplici esempi di una deriva, che dietro le bandiere di una supposta ideologia di tolleranza, ha condotto e sta conducendo sempre di più Napoli verso un’incultura della chiusura e della tacitazione di chi la pensa diversamente da noi.  Continua a leggere

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Una Repubblica fondata
sul lavoro nero

di Ottorino Gurgo

Un nuovo caso ha scosso il mondo politico sino a costringere il governo a far ricorso al voto di fiducia e a mettere addirittura in discussione la sopravvivenza della legislatura: il caso dei voucher, i buoni che permettono di regolarizzare il cosiddetto lavoro occasionale. La loro “storia” è nota: contestati dalla Cgil di Susanna Camusso, i voucher sono stati oggetto di una richiesta di referendum abrogativo dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale. Per evitare la consultazione popolare, i voucher sono stati aboliti dal governo che li ha ora riproposti, sia pure in forma diversa, nella “manovrina”. Continua a leggere

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Ladro di sogni

di Marcello Veneziani

Lo confesso: il mandante delle accuse a Fini sono io. Io e tutti quei ragazzi che hanno creduto nella destra, investendoci la vita. Noi, che possiamo comprendere i trasformismi, ma che non gli perdoneremo mai di aver svenduto i nostri sacrifici al cognato. Io so chi c’è dietro le carte che accusano Fini. So chi le ispira, conosco bene il mandante. Non c’entra affatto con Palazzo Chigi, i servizi segreti, il governo di Santa Lucia. È un ragazzo di quindici anni che si iscrisse alla Giovane Italia. Sognava un’Italia migliore, amava la tradizione quanto la ribellione, detestava l’arroganza dei contestatori almeno quanto la viltà dei moderati, e si sedette dalla parte del torto, per gusto aspro di libertà.

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