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Sovranisti & allenze

di Emiddio Novi

Stalin capì negli anni 30 che i comunisti senza alleati avrebbero sommato solo sconfitte. Per competere e fermare i fascisti, i partiti comunisti dovevano allearsi con i borghesi e se possibile anche con i ceti medi. Antonio Gramsci sempre in quegli anni formulò la strategia del blocco storico operai-contadini e l'alleanza larga con ceti su cui il Pci doveva esercitare l'egemonia che era un mix di convinzione e coercizione. Quanti si interrogano sul futuro del fronte nazionale in Francia devono riflettere sugli oltre dieci milioni di voti raccolti dalla Le Pen e prendere atto che è una forza enorme per un solo partito in una società complessa come quella francese. (L'articolo completo in Società - prima pagina)....leggi

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C’erano una volta
gli intellettuali …

 di Ottorino Gurgo

 C’erano una volta gli intellettuali. Vien quasi da chiedersi: e chi erano ? Uomini di pensiero, che hanno influenzato, spesso con punti di vista divergenti, ma sempre in maniera incisiva, la vita culturale e politica del nostro paese. Ne ricordiamo alcuni: Mario Pannunzio, Elio Vittorini, Giuseppe Prezzolini, Pier Paolo Pasolini, Ignazio Silone, Leonardo Sciascia, Norberto Bobbio. L’elenco potrebbe continuare. Tutti personaggi che hanno dato un contributo che non esiteremmo a definire essenziale per lo sviluppo dell’Italia, ma tutti, purtroppo, appartenenti a quella Prima Repubblica che – non ci stancheremo mai di ripeterlo – sarebbe ormai ora di rivalutare e per la quale, raffrontandola con l’attuale, ci sembra più che mai valido il motto che appariva scritto su quelle ceneriere di maiolico ormai in disuso: “Poco se mi considero, molto se mi confronto”. Continua a leggere

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Le guerre di Soros

di Emiddio Novi

Il turbofinanziere Soros si è precipitato da Gentiloni per proteggere le Ong   neoschiaviste. Quelli che accusavano di complottismo quanti da anni sostengono che la grande finanza sta conducendo una guerra etnica, economica e politica contro i popoli ora non possono negare l’evidenza. Perché guerra etnica, economica e politica è presto detto.  Continua a leggere

Ahmed al Tayyeb con Papa Bergoglio

Il Mosè palestinese
Il silenzio di Bergoglio

di Matteo Matzuzzi

Il presidente Abdel Fattah al Sisi si toglie gli occhiali da sole solo all’interno della sala dove incede la teoria di ospiti e invitati alla cerimonia d’accoglienza organizzata per il Papa di Roma, pellegrino nell’Egitto dove la convivenza millenaria tra cristiani e musulmani è ogni giorno resa più ardua dal fondamentalismo. Prima, all’esterno, tra guardie d’onore impettite e bandiere nazionali, Francesco ascolta l’Inno pontificio eseguito dalla non eccelsa banda delle Forze armate locali, che in passato aveva trasformato davanti a un François Hollande imbarazzato la Marsigliese in una nenia del tutto dimenticabile. Continua a leggere

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Male Nostrum
ping Ong di accuse

di Enrico Mentana

Non può diventare tutto pretesto per gli eterni scontri politici, con le solite granitiche certezze contrapposte. Sulla questione Ong-migranti leggo e ascolto professioni di fede insensate, accuse infamanti sparate nel mucchio che determinano reazioni uguali e contrarie.Certe difese pregiudiziali non hanno senso, in ogni sistema, ivi compreso quello dell’aiuto ai migranti, ci può essere chi lucra e chi specula: anzi, c’è senz’altro, dato che lo abbiamo già visto nelle pieghe di Mafia Capitale. Continua a leggere

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Un affresco in nero

Un affresco in nero” (edito da il seme bianco) l’ultimo lavoro di Franz Krauspenhaar, è una sorta di affresco caravaggesco nel quale un famoso pittore contemporaneo, un Francis Bacon italiano, mentre sta per morire di un male incurabile racconta a una sua giovane assistente tutta la sua vita, dalla nascita nelle campagne lombarde durante la guerra, passando per il dopoguerra, gli anni del boom e gli altri decenni, sempre trascorsi a Milano.  Continua a leggere

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La premier dame Bibì

di Carlotta D’Amato

 Quando ho visto Brigitte per la prima volta a braccetto di Emmanuel Macron non mi sono resa conto della notevole differenza d’età a dire il vero. Complice l’abbronzatura, la figura esile, l’abbigliamento sportivo ma elegante (come solo le francesi sanno essere), il caschetto biondo e sicuramente il fatto che stessi facendo altro, mi pareva che l’ex insegnante di scuola cattolica più chiacchierata del Pianeta non dimostrasse appieno i suoi 64 anni. Continua a leggere

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Morte di un architetto. Napoletano

di Gerardo Mazziotti -

Sono d’accordo con Sandro Raffone che gli architetti sono in genere eccellenti affabulatori capaci di coinvolgere gli studenti, convincere i clienti e suggestionare i politici ; però c’è un ambito in cui l’eloquenza non colpisce : è il cantiere napoletano dove tutt’oggi vige una gerarchia ferrea e dove gli architetti sono misurati e giudicati in modo implacabile. Continua a leggere

Febbraio 1975 festa di Carnevale alla Giungla. in prima fila Patrizia Triunfo, Patrizia Reichlin, Margaret Vinacci, Mino, Lucio Stella, Roberto Naldi ,Bruno Pelli, semi nascosto Salvatore Cardillo

Quelli della notte
che non ci sono più

di Mino Cucciniello

 In seguito ad una grave crisi petrolifera, il primo dicembre del 1973 in Italia entrò in vigore la legge sull’austerity. Cioè una serie di restrizioni per il risparmio energetico: tra le tante c’era anche quella che obbligava tutti i locali pubblici a dover chiudere entro e non oltre la mezzanotte. Lo stesso orario era stabilito anche per far scattare il divieto assoluto di circolazione alle auto, che andava in vigore dal sabato notte sino alla mezzanotte della domenica. Continua a leggere

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Il mare di Bagnoli
non bagna Napoli

di Paolo Isotta

Sono iscritto al Partito Radicale; gli altri organismi dei quali faccio parte sono la “Luca Coscioni”, la “Lipu”, il “WWF” e un circolo nautico. Però l’anno scorso sono stato a votare alle primarie napoletane del Partito democratico (quello che i cretini chiamano “i democrat”) e ho votato per Antonio Bassolino, per il quale ho fatto anche il po’ di propaganda che mi era possibile. Domenica alle primarie dello stesso partito per scegliere il candidato Presidente del Consiglio a votare non sono andato. Non sono andati anche parecchi napoletani di spicco: per esempio l’avvocato Claudio Botti e il filosofo Roberto Esposito, ch’era mio compagno di banco al ginnasio. E nemmeno Bassolino. Continua a leggere

Rileggiamo

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Questa di Marinella è la cravatta vera…

di Patrizia Vacalebri

“Si avvera un sogno: eravamo a Napoli e a Milano e cercavamo da tempo il locale giusto a Roma. Eccoci qui finalmente nel negozio dove era Hermes, in pieno Tridente, in una strada strategica. Inizia per noi una nuova avventura, perché vorremmo trasmettere un poco della nostra napoletanità ai romani, anche se avevamo già molti clienti nella capitale”. A parlare è Maurizio Marinella, erede del celebre marchio di cravatte made in Napoli, che inaugura il suo ‘agognato’ negozio romano, in via di Campo Marzio, a due passi dal Parlamento e dietro al salotto di Roma, piazza San Lorenzo in Lucina.

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