Archivio tag: Maradona

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Maraduro. El pibe de odio

di Javer Ceriani *

Pubblichiamo la lettera al Clarin di Javer Ceriani, giornalista argentino che lavora a Miami, su Maradona. Una requisitoria spietata che incarna il sentimento di grande parte dell’Argentina. Un Paese che ha più odiato che amato el pibe de oro, e non solo oggi quando ormai è la parodia di un campione e fa sceneggiate e feste di piazza, marchette dove balla e canta come un comico qualsiasi, basta pagare. L’Argentina ha respinto Maradona anche quando era un grande calciatore: ricordo a Buenos Aires quando per sposarsi dovette affittare la tenda di un circo, tutti gli alberghi ed i grandi circoli ai quali si era rivolto non vollero “sporcarsi” ospitando la sua festa. Ricordo gli sputi e le grida delle centinaia di persone fuori dell’ufficio del Registro Civil per le nozze. Si sfiorò una gigantesca rissa. Per Maradona vale quello che della sua vita scrisse Edoardo Galeano, cantore del calcio: “gioco, vinse, pisciò, fu sconfitto”. (gps) Continua a leggere

Napoli - Pescara

Barbagol nel giorno di Diego

di Adolfo Mollichelli

 Tre gol al Pescara, il solito gol al passivo, cinquantesima rete di Mertens, sesto sigillo di Hamsik che eguaglia il suo score personale dell’intero campionato scorso, E, soprattutto, la seconda rete in due presenze di Tonelli. Decisivo per il successo sulla Samp. Decisivo come apripista contro il generoso Pescara. Conservato il terzo posto, miglior attacco del torneo (45 gol), si va a Milano ad affrontare i rossoneri per ricacciare indietro un’ambiziosa aspirante alla zona Champions. Continua a leggere

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Overdose zuccherina con Siani

di Valerio Caprara

Mettiamola così: da una parte l’uomo dagli occhi azzurri e l’espressione malandrina e l’attore padrone della battuta e della scena, il personaggio mai volgare, un po’ comico e un po’ romantico, il vendicatore nazionale del botteghino perduto e il beniamino della napoletanità che sta per officiare nel tempio del San Carlo lo spettacolo scritto con Maradona e interpretato dallo stesso in memoria e onore dello scudetto vinto dagli azzurri; dall’altra i critici che passano per essere astrusi, arcigni e invidiosi del successo. Continua a leggere

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Dal San Paolo al San Carlo, sceneggiata azzura

  di Gerardo Mazziotti

Sono decisamente contrario all’idea di Alessandro Siani di “celebrare” Diego Armando Maradona al San Carlo il 16 gennaio. Allo stadio del Vomero ebbi modo di ammirare Luiz LaPaz, il primo giocatore nero del campionato italiano, attaccante uruguaiano dal fisico possente che giocò nel Napoli dal 1947 al ’49. In una memorabile partita col Modena segnò una rete da oltre 40 metri che mandò in visibilio i quindicimila spettatori. Continua a leggere

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La caduta degli dei

di Valerio Caprara

Eliminato dalla Champions League, raggiunto in testa al campionato, terza sconfitta consecutiva (e non accadeva da 13 anni), quarto ko nelle ultime 5 partite, il Barcellona dell’era Messi (realizzato il gol numero 500) vive un incubo, il peggiore periodo di sempre. E pensare che in Catalogna si sognava il “triplete bis” e di essere i primi in assoluto a bissare il successo di Champions Legaue, impresa mai riuscita da quando nel 1992 la vecchia, mitica  Coppa dei Campioni ha cambiato nome e faccia. Nel giorno della caduta degli ci sembra giusto rispolverare il sogno, Barca Dreams. Per tutti quelli che amano il calcio Continua a leggere

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Il tulipano della Catalogna

di Adolfo Mollichelli

Chiedetemi chi era Johan Cruijff. Potrei darvi numerose risposte. Il profeta del gol come lo definì Sandro Ciotti. Il Pelé bianco come lo definì Gianni Brera. E mi viene da dire che Pelé è stato il Cruijff nero. Oppure il drone che non c’era ancora. Perché “filmava” il gioco come se lo vedesse dall’alto. O anche l’espressione più sublime di un fuoriclasse unico al servizio del calcio totale. O il Nureyev con scarpette bullonate. Perché si muoveva con grazia e raffinatezza estreme, ogni sua giocata era un passo di danza Continua a leggere

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Il canguro & lo struzzo

di Eduardo Palumbo

Fallisce la mediazione. E fallisce anche il colpo di mano. Il canguro, questa volta, non viene subito passivamente. Ed allora si cambia. Dal canguro si passa allo struzzo, meglio mettere la testa sotto la sabbia e non votare. La notte porta consiglio, e chissà cos’altro ancora. Il capogruppo di sinistra unita De Petris propone il rinvio della seduta. I falchi della Cirinnà che da giorni invocano il voto, cambiano idea: il Senato decide lo slittamento Continua a leggere