di Ottorino Gurgo
Non ancora domo, a dispetto dell’età avanzata (82 anni suonati) e delle molte vicissitudini che hanno accompagnato la sua esistenza, Silvio Berlusconi ha fatto irruzione con gran frastuono in quello che egli stesso ha definito “il teatrino della politica”. L’annuncio della sua candidatura alle prossime elezioni europee, come tutti gli osservatori più attenti hanno rilevato, è mosso da un intento ben preciso: sparigliare i giochi e mettere in difficoltà il suo “amico-nemico” Matteo Salvini.
Ci spieghiamo. Il Cavaliere ha invitato con molta determinazione il leader leghista a rompere l’alleanza con i cinquestelle per ridare smalto e vigore alla coalizione di centrodestra, ma. di fronte a questo invito, Salvini nicchia.
Il suo dissenso dalla linea di Luigi Di Maio è pressoché totale e, tuttavia, egli esita a rompere con lui per non mettere a rischio la posizione di potere che ha conquistato.
Presentando alle elezioni europee la sua candidatura, Berlusconi mira a riportare in alto Forza Italia, penalizzata per non aver potuto presentare agli elettori la sua candidatura nelle più recenti consultazioni.
La domanda, allora, è questa: che farebbe Salvini se davvero Forza Italia dovesse ottenere nelle elezioni europee, una percentuale di consensi a doppia cifra ?
Berlusconi sembra intenzionato a non retrocedere dalle sue posizioni. Condurrà la campagna elettorale all’insegna della più aspra polemica nei confronti del governo contestandone in particolare la politica economica e l’antieuropeismo. Nel contempo, tuttavia, non scioglie l’alleanza con il Carroccio con il quale si presenterà unito alle prossime elezioni regionali, a cominciare da quelle più imminenti, in Abruzzo e Sardegna.
Ma – lo ripetiamo – che accadrebbe se, nel voto europeo, Forza Italia dovesse effettivamente far registrare una crescita dei propri consensi che le consentisse di dare a Salvini una sorta di ultimatum imponendogli di uscire dall’equivoco del “doppio binario” che lo vede elettoralmente alleato con il partito di Berlusconi e con Fratelli d’Italia e al governo insieme con i cinquestelle ?
Solo dopo il voto europeo sapremo quale sarà la scelta di Salvini che Berlusconi, con la sua mossa, sembra aver messo nella condizione di dover finalmente uscire dall’equivoco nel quale – mantenendo i piedi in due staffe – da troppo tempo indugia.
Insomma, quella tra il Cavaliere e il suo dirimpettaio è una vera e propria partita a scacchi della quale ignoriamo la conclusione.
Una cosa, però, sappiamo sin d’ora con certezza e ci piacerebbe che ne avessero consapevolezza anche gli elettori che vedono nel leader pentastellato una sorta di “uomo della Provvidenza”. Ed è che la scelta, qualunque essa sarà, non sia ispirata soltanto da ragioni di potere. Ma non sarà così perché il motto salviniano ci sembra sempre più: “Francia o Spagna; basta che se magna “. Cioè: sto con chi mi garantisce maggior potere.
In questo modo si muovono, del resto, tutti (o quasi) i leader politici. Lo diciamo pur sapendo che la nostra affermazione sa di qualunquismo lontano un miglio. Ma, a volte, anche il qualunquismo esprime una verità.











