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Avanti populisti, alla riscossa...

di Emiddio Novi

Dopo la scissione del Pd s’è aperta un'autostrada per portare al potere i populisti italiani. Banchieri, lobby delle multinazionali e saccheggiatori francesi, tedeschi e cinesi sono impauriti e con i loro giornali e media spingono per una ricomposizione della rottura; si sono accorti che Renzi col suo delirio di onnipotenza sta facendo il gioco persino di Berlusconi. Ad Arcore il patriarca, che nei momenti di lucidità rimane il più intelligente di tutti, lo ha capito. Ed è arrivato persino a rinunciare al ritorno a Palazzo Chigi. Tanto quello che conta è vincere. Gli altri populisti, i grillini, sono fasulli e sovradimensionati dai sondaggi. (L'articolo completo in Società - prima pagina)....leggi

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Bandiera rissa trionferà

di Gian Antonio Stella

«E si combattono non come un popolo imparentato, non come avversari prossimi, ma come nemici estranei, di stirpe straniera, infierendo reciprocamente con tanta crudeltà…» Fatta la tara a tutte le differenze di epoca e di gravità, lo scontro nel Pd ricorda davvero, almeno un po’, lo sconcerto del biografo di Federico Barbarossa, Rahewino, davanti all’ostilità che divideva fra loro le genti lombarde: ma come possono odiarsi tanto? Certo, lo scontro non riguarda tutti. Anzi, sono in diversi gli uomini di buona volontà che ci provano, in questa che potrebbe essere l’ultima assemblea del partito, a trovare una mediazione. A implorare gesti di apertura da una parte e dall’altra. Niente da fare. «Ormai c’è troppo rancore. Troppo…», sospira Luigi Berlinguer. Continua a leggere

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Facciamoci del male

di Ottorino Gurgo

Rimbalza quotidianamente sulle pagine politiche dei giornali una “non notizia”: la “non notizia” è quella che dà per prossima una scissione nel Pd e la definiamo “non notizia”, seguendo una vecchia regola: quella secondo cui un cane che morde un uomo non fa notizia, mentre fa notizia un uomo che morde un cane. Il che vuol dire che, per esser notizia, un evento deve avere carattere di straordinarietà. Ma quale carattere di straordinarietà ha una scissione a sinistra, se è vero che di scissioni è lastricata l’intera esistenza di questa parte politica ? Continua a leggere

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Le mani su Expo

di Manuela d’Alessandro

Abbiamo trovato negli uffici del Comune di Milano le carte che giustificano gli affidamenti diretti a imprese beneficiarie dei fondi Expo per migliorare la giustizia milanese. Un  bel ‘tesoretto’ di diversi milioni di euro che è stato distribuito a fortunate aziende o enti scelti senza una gara, diremmo quasi “sulla fiducia”.   Continua a leggere

Strage di Natale a Berlinozzz

Migranti jihadisti
il silenzio della Germania

di Soeren Kern *

Secondo un reportage della televisione pubblica tedesca, i leader politici tedeschi e i funzionari della sicurezza nazionale sapevano che i jihadisti dello Stato islamico stavano entrando in Europa sotto le mentite spoglie di migranti ma hanno ripetutamente sottovalutato la minaccia, a quanto pare per evitare di alimentare sentimenti contrari all’immigrazione. Continua a leggere

Primo Piano

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L’eroe misconosciuto

di Lidio Aramu

 Avevo più volte posato lo sguardo sulla pila di volumi in bella mostra sulla mia scrivania, ma la precarietà del mio stato di salute m’impediva di leggerne un solo rigo, ciò nonostante un libro con l’immagine di uno stormo di aerosiluranti italiani dal titolo “L’avventurosa vita di mio padre, Arduino Buri, il siluratore della Nelson” scritto da suo figlio, Giuliano Buri, m’incuriosiva particolarmente. Continua a leggere

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Beati i palloni
che hanno giocato con Baggio

di Adolfo Mollichelli

Auguri Robi per i tuoi primi cinquant’anni. Auguri, inimitabile campione e uomo di dolcezza infinita. Semplice, genuino, cordiale, gentile. E va bene, una volta andasti contro te stesso, quando Arrigo Sacchi ti sostituì nel catino del Yaints Stadium di New York e tu, uscendo, gli rivolgesti l’ormai celebre: “Ma questo è matto!”. Nulla al confronto con la durezza con la quale io – baggiano tutta la vita – ho apostrofato chiunque osasse mettere in dubbio la tua grandezza. Imperavi e dividevi, altroché se dividevi! Durante il mondiale americano, tra noi inviati al seguito della Nazionale, si formarono tre veri e propri clan: gli scettici, i baggiani, gli antibaggiani. Continua a leggere

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