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L'ombra delle urne

di Ottorino Gurgo

Nel promuovere il referendum costituzionale, Matteo Renzi proclamò, senza mezzi termini che, qualora i No avessero prevalso, non avrebbe esitato a dimettersi, adombrando addirittura la possibilità di un abbandono della vita politica. Oggi ha cambiato idea: la legislatura – ha detto - dovrà proseguire sino alla sua scadenza naturale, vale a dire sino al 2018. (L'articolo completo in Società - prima pagina)....leggi

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L’appello dei sindaci “stranieri”

di Emiddio Novi

Tre sindaci, tre grandi capitali del mondo. Bill de Blasio (Partito Democratico), sindaco di New York, Sadir Aman Khan (partito laburista), sindaco di New York e Anne Hidalgo (partito socialista) sindaco di Parigi hanno con un appello comune voluto aprire le porte delle loro città agli immigrati. Bill de Blasio ha nonni materni italiani di Sant’Agata de’ Goti  (provincia di Benevento), Sadiq Aman Khan  ha origini pakistane, Anne Hidalgo è una spagnola naturalizzata francese. Eppure New York, Londra e Parigi vivono situazioni molti difficili… Continua a leggere

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Il bocciato voltagabbana

di Eduardo Palumbo

E’ il più bocciato candidato a sindaco che si ricordi. Due volte si è presentato al ballottaggio per la carica di primo cittadino a Napoli, due volte la città gli ha sbattuto in faccia la porta. Il voto popolare ha sempre ragione. Ma questa volta ha avuto due volte ragione. Non tanto per aver rieletto il modesto De Magistris, ma per aver nuovamente bocciato Lettieri. Il sindaco che si è candidato alla guida di Napoli con uno schieramento del centrodestra si è trasferito armi e bagagli, dall’altra parte del fiume: alla corte di Renzi. Si sussurrava da tempo, ora è confermato.  Complimenti. Non c’è che dire Continua a leggere

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Il governattore

di Corrado Ocone

 De Luca e i grillini sono la speculare immagine della crisi in cui è incorsa la politica nel nostro Paese. Come si fa, infatti, ad accusare i grillini di mancanza di dignità e di senso delle istituzioni quando a propria volta si è così sopra le righe? A un politico è permesso tutto, anche di essere sanguigno e duro contro i suoi avversari, e ovviamente di essere fazioso e di parte, ma quando viene a ricoprire un ruolo istituzionale, piccolo o grande che sia, deve dismettere i suoi panni e assumerne altri Continua a leggere

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Nastasi? Non si può restare Muti

di Paolo Isotta

Salvatore Nastasi nominò se steso commissario al Teatro dal 2007 al 20104 ; e nella qualità effettuò imponenti lavori di restauro, costati, si dichiara, sessantacinque milioni: quelli che gl’indotti chiamano “ristrutturazione”. In effetto di distruzione tali lavori vanno chiamati: giacché, incurante delle voci degli storici dell’arte e degli uomini di cultura che lo supplicavano di non farlo – e secondo me proprio perché tanto autorevolmente s’era tentato di dissuaderlo: per mostrare che solo lui comandava – egli fece distruggere la cassa risonante che si trovava sotto il palcoscenico. Ora sotto di esso c’è il cemento. La sala è diventata sorda

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E alla fine Boccia boccia Renzi

 di Angelo Vaccariello

Alla fine anche i “ragazzi di Renzi”, come qualcuno affettuosamente chiama il nuovo direttivo di Confindustria, si sono dovuti arrendere ai numeri. Sono arrivati, per la verità, buoni ultimi: dopo il Fondo Monetario Internazionale, l’Istat e persino il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Dai ragazzi di via Pàl a quelli di via Palle, come per alcuni mesi sono stati chiamati quelli di viale Astronomia, a fianco del governo e della politica economica di Renzi.  Ma a tutto c’è un limite, davanti all’evidenza non c’è nulla da fare. La brutta notizia di giornata è il tonfo dell’export  (-7,3 per cento), un calco di ampia intensità sia per l’area extra Ue (-8,8 per cento ) sia per l’area Ue (-6,1 per cento) Continua a leggere

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Ragione, democrazia, cuore. NO

Il “napoletano” è nato per essere un giornale d’opinione, una vetrina dove ognuno può apertamente e liberamente dire come la pensa. E continuerà ad essere così. Vogliamo che sia così. Ma se è in ballo la Costituzione riteniamo doveroso fare anche noi la nostra piccola parte. Per noi la Costituzione è un patto solenne che unisce un popolo sovrano: è la guida, il modello scelto per stare insieme.  Il napoletaNO si schiera contro questa riforma non condivisa, pasticciata, mascherata e confusa, con malafede presentata come l’ultima spiaggia per lo sviluppo ed il futuro del Paese. La Costituzione si può anche cambiare. Ma in meglio, non in peggio. Queste modifiche della Costituzione sono sbagliate nel metodo e nel merito. Ed allora le strade della ragione, della democrazia e del cuore portano tutte a votare NO al prossimo referendum costituzionale.

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