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105497 Francesco Cossiga, il 'picconatore'

La politica del tiro al piccone

 
di Gerardo Verolino
 

Dieci anni fa si teneva il primo Vaffaday cioè il momento in cui Grillo si fece un po' guru, un po' santone, un po' politico ed imbracciò il piccone per abbattere il "sistema" che riteneva marcio. Il primo picconatore dell'era politica moderna viene, universalmente, riconosciuto nell'ex presidente Cossiga che, all'inizio degli anni '90, nel trambusto della fine rovinosa della vecchia repubblica e nella transizione verso la seconda, pensò bene, lui ex mite uomo democristiano, di prendere a picconate (oggi diremmo a sportellate) il vecchio assetto di potere, di cui era stato parte integrante, dapprima come ministro dell'Interno, poi come presidente del Consiglio, infine come Capo dello Stato, per fare spazio ad un nuovo assetto che, a suo parere avrebbe spazzato via l'ottusa Nomenclatura. continua a leggere...

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La premier lesbica
che sta cambiando la Serbia

di Marcello Lala

Chi conosce Belgrado sa che il Gay Pride ormai non sconvolge più l’esistenza dei Serbi ormai da anni. Ma quella che si è disputata qualche giorno fa, se pur con qualche incidente provocato da qualche nostalgico omofobo nazionalista, ha avuto un significato particolare. Perché questa volta si è trattata di una manifestazione abbracciata dalle massime istituzioni del Paese. Continua a leggere

Il corpo di Aldo Moro

I segreti del “lodo Moro”

di Paolo Guzzanti

Tocchiamo ferro: tutto può succedere, ma è un fatto che solo l’Italia finora è stata risparmiata da stragi del terrorismo islamico come quelle che hanno insanguinato Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Belgio e Stati Uniti. Sappiamo dall’intelligence che sono in arrivo tremila terroristi specializzati per l’attaccare l’Europa, e che i servizi segreti sono impegnati in una guerra estrema fatta di tecnologia e intercettazioni. É un dato di fatto che l’Italia la sta facendo franca da decenni, rispetto agli altri Stati colpiti dal terrorismo. Continua a leggere

Primo Piano

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Batticuore bluff

di Gianpaolo Santoro

Buio. Il Lupo aggrottò le ciglia, quasi cercasse uno slancio: le strinse strette strette, come quando si comprime una molla per farla scattare all’improvviso. Poi aprì gli occhi di colpo.

Buio. Niente da fare: la situazione non era cambiata. Tutto grigio, un po’ nero. Era solo una sensazione forse. Sentiva intorno a sé un piccolo brusio, doveva esserci gente intorno a lui, ma non riusciva a riconoscere nessuno. Continua a leggere

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Antifascisti
Ma “amano” le leggi fasciste

 di Gerardo Mazziotti

Il fascismo della dittatura, delle leggi razziali e della disfatta militare è morto il 25 luglio del ’43. Ed è stato sepolto il 28 aprile del ’45 quando venne ucciso Benito Mussolini per evitare che venisse catturato dagli americani o dagli inglesi e che venisse sottoposto a un processo. Assieme a lui venne vigliaccamente fucilata Claretta Petacci che aveva la sola colpa di essere la sua amante. Un crimine del quale l’antifascismo non si è mai vergognato. Talché il fascismo mussoliniano non esiste più. Continua a leggere

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The Idiot

di Valerio Caprara

Nel momento più intenso della guerra fredda tra cinema italiano e cinema americano, inasprito dall’egemonia della critica post-neorealistica, il nome e i film di Jerry Lewis rappresentavano uno dei punti di massima polemica. Infatti al grande successo e alla straripante popolarità di The ID (come lo chiamavano i fan abbreviando l’affettuoso nomignolo “The Idiot” ) in patria, corrispondeva da noi la diffusa idea di un comico banale, insulso, esponente perfetto della tipica demenzialità americana. Continua a leggere

I cimiteri italiano ed austro-ungarico nell'isola dell'Asinara. Cimitero italiano caduti Grande Guerra

I dannati dell’Asinara

di Giuseppe Crimaldi -

Nel 2014 la Nuova Sardegna si è occupata con un pregevole articolo, che riprendo, di questo misfatto tutto italiano. “I diari e le testimonianze dei sopravvissuti ci consegnano immagini spaventose di quella interminabile marcia, durata settantasette giorni, tra neve e fango senza ricoveri di alcun genere e senza cibo, se non erbe. I serbi non si preoccupavano certo del vitto dei prigionieri, privati di ogni avere, di coperte e mantelli e costretti a spalare la neve. I morenti venivano abbandonati per la strada. Continua a leggere

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Quando il giornalismo
era un’altra cosa

di Mimmo Carratelli

Si è spento il giornalista Sandro Castronuovo. Aveva 83 anni. È stato il mio amico più caro. È stato un giornalista di razza, come si diceva ai nostri tempi. Il mestiere nel sangue, nel cuore. Uno stile di scrittura asciutto, incisivo. Voglio ricordarlo sul “Roma” che è stato il nostro giornale quando i direttori si chiamavano Alfredo Signoretti e Alberto Giovannini. Quel giornale era una famiglia. Giornalisti e tipografi: una cosa sola, uniti da un grande entusiasmo. Continua a leggere

Rileggiamo

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Il generale Corno Lee

 di Gerardo Verolino

Sarà per l’effetto delle scie chimiche. O semplicemente a causa dei gas di scarico automobilistici, ma l’estate del 2017, passerà alla storia come una delle più paranoiche e bizzarre che abbiamo avuto in Italia e nel Mondo. Basta guardare all’America, un Paese ricco e in buona salute, pervaso da un’orda iconoclasta che sta mettendo in discussione tutti i suoi eroi in nome di un supposto politically correct per cui, la gente, si sente in diritto di discutere i comportamenti più o meno legittimi di un eroe come il generale confederato Robert Lee, e di abbatterne la statua. Continua a leggere