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Il Cristo Che

di Adolfo Mollichelli

Chiedetegli chi erano i Beatles ed i ragazzi di oggi vi risponderanno subito, Chiedetegli chi fu Guevara e molti esiteranno. Penny Lane è più vicina di Villagrande. Lo mostrarono al mondo in una fotografia straziante. Stava di piedi come il Cristo del Mantegna. Con le mani amputate. Per ordine del dittatore boliviano Barrientos per dare modo alla polizia argentina di identificarlo con il riscontro delle impronte digitali. Era il corpo martoriato di Ernesto Guevara de la Serna, il Che, giustiziato il 9 ottobre del 1967 nel villaggio andino de La Higuera, il posto dei fichi. Il 14 maggio aveva compiuto 39 anni. I corpi del Che e di sei dei suoi compagni furono gettati in una fossa comune. Furono ritrovati trent’anni dopo, il 28 giugno del 1997. Da allora il Che e i suoi guerriglieri riposano in un mausoleo nella città di Santa Clara.

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No, non erano fascisti rossi

di Giuliano Ferrara -

Ho saputo che era stato rapito nell’atrio della Federazione comunista di Torino, di ritorno da un viaggio a Roma per una riunione alle Botteghe Oscure. Sono passato davanti a via Caetani, che dalle Botteghe Oscure è a due passi, la mattina in cui i suoi assassini l’hanno depositato come un agnello in una Renault rossa, perché andavo a prendere il tassì per Fiumicino tornando a Torino dove vivevo e lavoravo come dirigente comunista e responsabile dell’antiterrorismo. Erano passati cinquantacinque giorni, il tempo dell’unica vera tragedia nazionale vissuta dalla mia generazione. Continua a leggere

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Il suicidio della pacificazione

di Emiddio Novi

La grande finanza, come i Cinquestelle, sogna una società anestetizzata dal reddito di cittadinanza. Grillo propone una società senza lavoro perché, dice, abbiamo una capacità produttiva che è di gran lunga superiore alle nostre necessità “. E allora nel nostro futuro ci saranno, secondo Grillo, due società. Ci sarà la minoranza di quelli lavoreranno e saranno produttivi. Poi, tutti gli altri, che vivranno di assistenza. Continua a leggere

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Le rughe di Silvio

di Ottorino Gurgo – 

 Era inevitabile che al centro dell’attenzione post-elettorale fosse la clamorosa sconfitta del Pd con le conseguenti dimissioni di Matteo Renzi dalla segreteria del partito. Ma c’è un’altra sconfitta, provocata dal risultato delle urne che, pur non attirando in egual misura l’attenzione dei media, va sottolineata ed è destinata ad incidere considerevolmente nei futuri sviluppi della situazione politica: è quella di Silvio Berlusconi. Continua a leggere

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Quando eravamo Tony Manero

 di Mino Cucciniello

Ci sono film che rappresentano una intera generazione, fotografano nitidamente un’epoca, esaltandone le aspettative, le problematiche sociali, le dinamiche, le speranze, le mode. Uno di questi, al di fuori di ogni dubbio, è stato La febbre del sabato sera (Saturday Night Fever). Quel leggendario completo bianco, con gilet, pantaloni a zampa di elefante e camicia nera aperta sul petto, che John Travolta indossa nell’iconica scena di ballo con Karen Lynn Gorney sulle note romantiche di More than a woman dei Bee Gees, gruppo a non sempre stimato come si sarebbe dovuto, come si può dimenticare?

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Estate Metropolis

di Mino Cucciniello

L’estate è prossima ed ecco che la Maison Bacarelli di via Carlo Poerio presenta la sua nuova collezione primavera – estate 2018 intitolata “Metropolis”, e per farlo sceglie come location l’Hbtoo, che si trova sulla spiaggia di Bagnoli  tra l’isolotto di Nisida e Pozzuoli. Di fronte rimbalza fascinoso il golfo di Napoli con i suoi colori meravigliosi. E proprio una vera esplosione di colori è stata la sfilata proposta dalla griffe napoletana, che ha presentato una vasta gamma di modelli ad iniziare da quelli sportivi per proseguire con quelli da cocktail sino a quelli da gran sera e concludendo, come da consuetudine per ogni sfilata che si rispetta, con i tradizionali abiti da sposa.  Continua a leggere

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Malati di tifo & Buffonate

di Adolfo Mollichelli

So’ cose ‘e pazzi. Il trio Oni-Ini-Oni (Meloni-Salvini-Berlusconi) che suscita ilarità. Ma l’avete visto il Cavaliere che mima il Salvini che legge e che poi dice agli alleati (?) andate che chiudo io e parla di democrazia violata dai pentastellati? E gli occhi da folle del braccio destro di Gigino (Di Maio) che ride sempre e non saprei che cosa c’è da ridere. Con un mondo impazzito e chissà fino a quando durerà. Fino al trumputin o putintrump! E forse il meno folle è proprio Kim jong-un (due, tre). La tragedia del popolo siriano Quei fanciulli dal volto sfregiato dal terrore. E tu immenso Fedor (Dostoevski) che sostenevi che nessun ideale vale le lacrime di un bambino tormentato senza colpa. Continua a leggere

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A passeggio con Antonio…

di Lidio Aramu

 Non avevo bisogno di conferme della continuità della vita oltre la morte, ma quel giorno, rimettendo in ordine i tantissimi libri della mia personale biblioteca accadde un fatto singolare. Mi accingevo a spolverare lo scaffale quando, dalla colonna di libri, cadde dinnanzi ai miei occhi un testo a me particolarmente caro in quanto ritengo di esserne stato in qualche modo l’ispiratore. In una dei tanti onomastici del santo di Padova, avevo regalato ad Antonio Parlato il Federico II Imperatore di Ernst  Kantorowicz. Continua a leggere

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Populisti? No “pauperisti”

 di Gerardo Verolino

Il primo atto dell’onorevole Fico, neopresidente della Camera, è stato quello di farsi vedere seduto in autobus in direzione Montecitorio. Proprio come fa Papa Bergoglio, che lui cita ad esempio, quando vuole mostrarsi, non sulla comoda Papamobile da Capo dello Stato, ma seduto, nelle ultime fila, di un semplice autobus di pellegrini, lui umile fra gli umili. Naturalmente i due eventi sono solo delle messe in scena ad uso e consumo degli spettatori che entrambi vogliono stupire con la loro condotta spartana. Continua a leggere

Rileggiamo

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Il vile & L’inchino

 di Adolfo Mollichelli -

E’ indice di stupidità ritenere di avere una risposta per ogni domanda ed è indice di saggezza trovare una domanda dopo una risposta (Milan Kundera). E si dice anche che giornalisticamente è un dovere porre delle domande ed è cortesia rispondere. Lascio un po’ tutti a riflettere sulla celebre frase del grande scrittore ceko. Continua a leggere