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Grillo Mao

di Emiddio Novi

Le tarantelle di Grillo e dei suoi followers dovrebbero indurre a qualche riflessione sui milioni di elettori che nonostante tutto lo seguono, lo votano e credono possibile affidare il futuro del Paese a una setta di forsennati smanettatori che vivono nella virtualità digitale. Nel M5S domina la logica di appartenenza delle guardie rosse della rivoluzione maoista. In Cina centinaia di milioni di giovani agitando e memorizzando il libretto rosso di Mao fecero fuori tutta la vecchia classe dirigente comunista accusandola di deviazionismo borghese. Il risultato di quella follia collettiva si è visto dopo poco più di trent'anni. (L'articolo completo in Società - prima pagina)....leggi

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Ma i Bastardi di Gomorra…

 di Valerio Caprara

E’ in linea con il canone e il gusto tipico Rai/Mediaset, è un giallo rigorosamente vintage, è per adesso premiatissimo dall’audience. Ma chiunque abbia deciso di concedersi una tranquilla escursione critica al termine della prima puntata della serie I bastardi di Pizzofalcone tratta dai bestseller di Maurizio De Giovanni e andata in onda lunedì sera s’è ritrovato sgraziatamente tirato per la giacca da manipoli di feroci tifosi e incontenibili duellanti. Continua a leggere

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L’astuzia della ragione

di Corrado Ocone

Capisco lo stato d’animo di Giuliano Ferrara perché, nel mio piccolo, è anche il mio. Donald Trump non mi piace, quasi a pelle, cioè prima di tutto per un motivo estetico e direi quasi antropologico: le persone con il ghigno e accigliate, o che si prendono troppo sul serio, le persone di pancia (un altro è Grillo), non sono il mio tipo. Preferisco altri tipi umani: quelli sobri e borghesi, ad esempio, ma anche certe personalità burbere ma schiette, più ancora di tutte quelle raffinate e sottilmente ironiche che un tempo erano il fiore all’occhiello di una colta borghesia napoletana che più non è dato vedere. Ne uccide più una raffinata ironia che mille Vaffa! Continua a leggere

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L’infedele

di Enzo Ciaccio

“Non sono attaccata alla poltrona”. Ma, come si è visto, la Fedeli non è fedele alla parola data. Straperde il referendum e diventa ministro. Champagne. Senatrice dal 2013 è iscritta al gruppo misto “delle mogli raccomandate”. E’, infatti,  la consorte di Achille Passoni, eletto nel 2008 a palazzo Madama e dal 2015 capo della segreteria tecnica di Marco Minniti. Eletta e “blindata” in Toscana grazie a Bersani, poi è rimasta folgorata dalle slide  Renzi. Ma chi è questa signora con i capelli più rossi di quelli della Boccassini che con disinvoltura e molta più sfrontatezza del Trota (il figlio di Bossi) vantava una laurea tarocca? Continua a leggere

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Una seduzione chiamata Vargas Llosa
premio Nobel, ma non per colpa sua

di Paolo Isotta

Mario Vargas Llosa è un grande della letteratura mondiale e ha dato grandi prove della sua profondità tragica, oltre che della sua finezza di pensatore. È un politico coraggioso e amante della libertà. palermitano, essendomene la notizia sfuggita. Ha ricevuto il premio Nobel ma non è colpa sua. Ma è straordinario che a ottant’anni si possa scrivere un romanzo come questo Crocevia.  Esistono scrittori capaci di darti una gioia quasi fisica per le storie che inventano e per come le raccontano. L’emblema di questa categoria è per me Mario Soldati. Continua a leggere

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Il freddo dentro

di Emiddio Novi

A leggere i giornali sembra che i senzatetto vogliano morire assiderati. Quelli che dovrebbero salvarli dal grande gelo affermano che loro si impegnano per dar un riparo. “Ma molti rifiutano l’aiuto”. Insomma i sette morti di questo freddo siberiano se la sarebbero cercata.  Questa società egoista e avida non vuole essere afflitta da complessi di colpa.  Continua a leggere

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Dal San Paolo al San Carlo, sceneggiata azzura

  di Gerardo Mazziotti

Sono decisamente contrario all’idea di Alessandro Siani di “celebrare” Diego Armando Maradona al San Carlo il 16 gennaio. Allo stadio del Vomero ebbi modo di ammirare Luiz LaPaz, il primo giocatore nero del campionato italiano, attaccante uruguaiano dal fisico possente che giocò nel Napoli dal 1947 al ’49. In una memorabile partita col Modena segnò una rete da oltre 40 metri che mandò in visibilio i quindicimila spettatori. Continua a leggere

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Chiara, il cantore dell’eros

di Paolo Isotta

Il Colosso di Rodi, l’immensa statua di bronzo, era una delle meraviglie del mondo antico. Un terremoto un giorno lo distrugge: in pezzi, affonda. I genitali, fallo e scroto, vengono ripescati e, quattro secoli dopo, Tito Cornasidio, procuratore ad Antiochia di Settimio Severo, li acquista per la sua villa sull’Aventino. Il pezzo è “fedele fino all’inverosimile quanto alla rispondenza col vero, eppure libero e sovrano nell’espressione, che era di una forza, di una compostezza, di una maestà del tutto degna del dio.” Continua a leggere

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Marta e il Maestro

di Ottorino Gurgo

Dal “diario immaginario” di Pirandello, tratto da “Marta e il Maestro”  edito dalla Casa editrice Leucotea.

Mercoledì 7 ottobre 1925 È la fine, è la fine. Mi domando, chiuso nella mia stanza al “Plinius”, se continuare a vivere abbia per me ancora un senso o se non farei bene a porre fine, una volta per tutte, a questa mia disperata esistenza. Forse ho perduto per sempre la mia Marta in questa atroce notte di Como perché è accaduto quel che non sarebbe mai dovuto accadere. Continua a leggere

Rileggiamo

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“Ancora tu: ma non dovevamo vederci più?

di Tomaso Montanari

Renzi aveva giurato di “lasciare la politica”, ed è quello che sta succedendo. Perché, smentendo se stesso in modo così clamoroso, e dunque perdendo la faccia in modo irreversibile, Renzi lascia la politica e svela platealmente la sua appartenenza al “lato oscuro della forza”: cioè al potere per il potere, all’eterno gioco di corridoio, alla congiura e all’intrigo. Continua a leggere