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Il Cristo Che

di Adolfo Mollichelli

Chiedetegli chi erano i Beatles ed i ragazzi di oggi vi risponderanno subito, Chiedetegli chi fu Guevara e molti esiteranno. Penny Lane è più vicina di Villagrande. Lo mostrarono al mondo in una fotografia straziante. Stava di piedi come il Cristo del Mantegna. Con le mani amputate. Per ordine del dittatore boliviano Barrientos per dare modo alla polizia argentina di identificarlo con il riscontro delle impronte digitali. Era il corpo martoriato di Ernesto Guevara de la Serna, il Che, giustiziato il 9 ottobre del 1967 nel villaggio andino de La Higuera, il posto dei fichi. Il 14 maggio aveva compiuto 39 anni. I corpi del Che e di sei dei suoi compagni furono gettati in una fossa comune. Furono ritrovati trent’anni dopo, il 28 giugno del 1997. Da allora il Che e i suoi guerriglieri riposano in un mausoleo nella città di Santa Clara.

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I presidenti serpenti

 di Ottorino Gurgo

C’è un antico aforisma secondo il quale “l’ambizione dell’uomo è come il serpente che, visto un elefante, se lo vorrebbe mangiare: qualunque metà raggiunga, non è mai soddisfatto “. Ci torna alla memoria, questo aforisma, nell’osservare il frenetico attivismo dei presidenti dei due rami del Parlamento, Pietro Grasso e Laura Boldrini. Continua a leggere

Il colpevole silenzio sul negazionismo di sinistra   

   Un saggio accende i riflettori su quello che sino ora era stato giudicato un fenomeno minoritario

Il colpevole silenzio
sul negazionismo di sinistra

di Giovanni Cerro

Il negazionismo di sinistra non ha mai destato un’attenzione sistematica da parte della storiografia in quanto è stato in genere considerato un fenomeno minoritario, di fatto circoscrivibile all’Italia e alla Francia nel periodo compreso tra gli anni Sessanta e Ottanta e legato ad alcune frange radicali dotate di scarsa influenza sul dibattito politico. Il denso saggio Negazionismo a sinistra. Paradigmi dell’uso e dell’abuso dell’ideologia (Trieste, Asterios, 2017, pagine 174, euro 18) che ora Francesco Germinario, noto per le sue ricerche sulle fonti dell’antisemitismo europeo e sulla cultura politica dell’estrema destra, dedica al tema costituisce una preziosa eccezione in questo panorama, segnalandosi per acutezza interpretativa e lucidità di analisi. Continua a leggere

Primo Piano

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Ma com’è triste il San Carlo
nudo e ferito anche il giorno della prima

 di Mino Cucciniello

Con qualche  minuto di ritardo dopo le diciannove, orario stabilito per l’alzata di sipario, si è inaugurata la duecentottantesima  stagione di opera e balletto del Real Teatro di San Carlo. Il teatro più antico d’Europa da tre anni, purtroppo,  mostra le sue ferite (sulle facciate esterne di piazza Trieste e Trento e sull’omonima strada), ricoperte da una rete di protezione, messa a proteggere i passanti da eventuali cadute di pietre, come quei valichi di montagna con i cartelli “attenzione caduta massi”…  Che tristezza. Continua a leggere

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Il “mostro” del nord, la coscienza è pulita…

di Gerardo Verolino

Il leader della Lega Nord, Salvini posta sul suo profilo facebook, ripreso poi da tutti i giornali, un selfie con alcuni calciatori della squadra di calcio partenopea, Insigne e Callejon e col vicepresidente del Napoli Edoardo De Laurentiis. Salvini era a Castelvolturno per una manifestazione politica e si è ritrovato nello stesso albergo della squadra azzurra. Immediatamente, una parte della rete esonda indignazione (Salvini sette anni fa girò un video come tifoso del Milan di sfottò ai napoletani) mentre qualche rappresentante della stampa scrive articoli di fuoco contro l’odiato nordista. Continua a leggere

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Siam pronti alla morte…

di Gerardo Mazziotti

Non poteva che lasciare basiti la decisione del Senato di approvare una legge, già passata alla Camera, che assume come Inno Nazionale quello scritto nel 1847 dal giovane Goffredo Mameli e che i parlamentari del 1946 avevano adottato provvisoriamente. E’ evidente che i deputati e i senatori della Repubblica non l’hanno letto oppure ritengono irrilevante che si tratta di un inno storicamente datato, quando “eravamo calpesti e derisi”. E  che questo ripetuto invito a “ stringersi a coorte per combattere fino alla morte” è in un palese contrasto con l’ articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra. Continua a leggere

Rileggiamo

ISRAEL-PALESTINIAN-JERUSALEM-CONFLICT

Gerusalemme, la Capitale delle Capitali

di Fiamma Nirenstein –

La frenetica opposizione alla possibilità che Trump decida di riconoscere Gerusalemme come capitale o persino di trasferirvi l’ambasciata non è di principio come vuole apparire, e neanche religiosa come Erdogan contrabbanda nei suoi discorsi più da capo della Fratelli musulmani che da presidente turco, tanto meno risponde alla preoccupazione che scoppi un inferno. Continua a leggere