Archivio della categoria: Rileggiamo

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Fini e l’”esondazione” del Sarno

di Paolo Isotta

Abbiamo tanti motivi per esser grati a Massimo Giletti per la sua trasmissione L’Arena, che poi ha dato troppo fastidio, e per l’attuale, Non è L’Arena, che ne riprende linea e contenuti su di una rete che ha avuto l’intelligenza di farla nascere. Io di solito non guardo la televisione, ma quando il 25 aprile il mio amico Gian Marco Chiocci mi avvisò che ci sarebbe stata una puntata dedicata alla ripugnante vicenda di Gianfranco Fini e dei suoi cari, alla quale partecipava anche lui, non me la persi. Continua a leggere

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Gerusalemme, la Capitale delle Capitali

di Fiamma Nirenstein –

La frenetica opposizione alla possibilità che Trump decida di riconoscere Gerusalemme come capitale o persino di trasferirvi l’ambasciata non è di principio come vuole apparire, e neanche religiosa come Erdogan contrabbanda nei suoi discorsi più da capo della Fratelli musulmani che da presidente turco, tanto meno risponde alla preoccupazione che scoppi un inferno. Continua a leggere

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Una fabbrica di processi inutili

 di Gerardo Mazziotti

“Il sistema giudiziario del nostro paese è una fabbrica inefficiente e costosa, che, se fosse privata, sarebbe fallita da decenni. Siccome è pubblica si continua a pompare risorse avendo cura che siano poche e che lo stato di inefficienza perduri”. Lo ha scritto nel 2007 il magistrato Bruno Tinti nel suo libro “Toghe rotte”. E ha detto che “l’inefficienza è la causa prima di un arretrato penale di oltre 3milioni e mezzo di processi destinati a estinguersi per prescrizione nella misura del 90%.”  Un dato inammissibile. Perciò la magistratura dovrebbe impegnarsi nell’accelerare al massimo questi processi anziché celebrarne di nuovi. Continua a leggere

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Eutanasia Napoli

di Anita Sciarra 

Napoli ha solo 60 giorni per evitare il suo fallimento. La Corte dei Conti campana – scrive Business Insider – ha fatto partire il conto alla rovescia che porta alla dichiarazione di dissesto dell’ente partenopeo perché del risanamento promesso dal sindaco Luigi De Magistris non si vede l’ombra. Continua a leggere

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Batticuore bluff

di Gianpaolo Santoro

Buio. Il Lupo aggrottò le ciglia, quasi cercasse uno slancio: le strinse strette strette, come quando si comprime una molla per farla scattare all’improvviso. Poi aprì gli occhi di colpo. Buio. Niente da fare: la situazione non era cambiata. Tutto grigio, un po’ nero. Era solo una sensazione forse. Sentiva intorno a sé un piccolo brusio, doveva esserci gente intorno a lui, ma non riusciva a riconoscere nessuno.

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Batticuore bluff

di Gianpaolo Santoro

Buio. Il Lupo aggrottò le ciglia, quasi cercasse uno slancio: le strinse strette strette, come quando si comprime una molla per farla scattare all’improvviso. Poi aprì gli occhi di colpo.

Buio. Niente da fare: la situazione non era cambiata. Tutto grigio, un po’ nero. Era solo una sensazione forse. Sentiva intorno a sé un piccolo brusio, doveva esserci gente intorno a lui, ma non riusciva a riconoscere nessuno. Continua a leggere

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De Luca infelix

di Roberto Della Seta e Francesco Ferrante

 Mentre la Campania brucia, con migliaia di ettari inceneriti da roghi dolosi appiccati per interessi criminali, l’amministrazione regionale guidata da Vincenzo De Luca vara una legge che salva dalla demolizione migliaia di immobili abusivi. Questi due fatti hanno molto in comune. Incendi dolosi e abusivismo edilizio sono tra i segni più evidenti dell’incuria di cui soffre da decenni il territorio campano. Disseminato di cemento illegale anche dove elementari esigenze di sicurezza abitativa imporrebbero di non costruire nemmeno un metro cubo (Vesuvio docet), senza l’ombra di un’azione di governo votata alla prevenzione del fuoco. Continua a leggere

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Questa di Marinella è la cravatta vera…

di Patrizia Vacalebri

“Si avvera un sogno: eravamo a Napoli e a Milano e cercavamo da tempo il locale giusto a Roma. Eccoci qui finalmente nel negozio dove era Hermes, in pieno Tridente, in una strada strategica. Inizia per noi una nuova avventura, perché vorremmo trasmettere un poco della nostra napoletanità ai romani, anche se avevamo già molti clienti nella capitale”. A parlare è Maurizio Marinella, erede del celebre marchio di cravatte made in Napoli, che inaugura il suo ‘agognato’ negozio romano, in via di Campo Marzio, a due passi dal Parlamento e dietro al salotto di Roma, piazza San Lorenzo in Lucina.

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