Archivio mensile:giugno 2018

Ma siamo diventati razzisti?   
   Crescono in Europa  antisemitismo e insofferenza e fastidio per i migranti

  
    
 di   Gerardo Verolino

Ma siamo diventati razzisti?

di Gerardo Verolino –

Il cardinal Ravasi, un mite biblista, per aver scritto su Twitter una frase evangelica “Ero straniero e non mi avete accolto” è stato riempito di insulti. Dopo poco anche Papa Bergoglio ha ricevuto la stessa sorte per aver scritto sul suo profilo Twitter “Condividiamo con gesti concreti di solidarietà il cammino dei migranti e dei rifugiati”. “Ospitali tu in Vaticano” gli hanno risposto. O “Te li porti in Argentina, nella tua patria. L’Italia non è la discarica dell’Africa”. Continua a leggere

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Vomitevole Grandeur

di Emiddio Novi

Macron nega se stesso. Telefona al premier Giuseppe Conte. Si rimangia tutto. E torna il sereno tra Parigi e Roma. Ma la giornata di follia transalpina rimane. Quel “vomitevole” con cui è stata definita la prima rivendicazione di sovranità da parte italiana sarà scolpito nella nostra memoria storica. Ai francesi è sembrata una procazione il rifiuto da parte nostra del rapporto ancillare che Germania e Francia avevano imposto all’Italia. Continua a leggere

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Il guardiano del Colle

di Ottorino Gurgo 

Se leghisti e pentastellati hanno pensato di essere riusciti a mettere a tacere il Quirinale, dopo le travagliatissime vicende delle settimane scorse, hanno evidentemente sbagliato i loro calcoli. Sergio Mattarella non ha abbassato la guardia. Tutt’altro. Ed è più che mai deciso ad esercitare sino in fondo il proprio compito di “grande controllore” degli atti e dei comportamenti dell’inedita maggioranza insediatasi alla guida del paese. Continua a leggere

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Matrioska mundial

di Adolfo Mollichelli

Scatta il mondialone di Putin. Ci siamo. Anzi: ci sono loro. Tutte le Nazionali più blasonate tranne l’Italia quattro volte campione che il presidente federale delle banane affidò al ct gorilla. Sessant’anni dopo la prima volta, Svezia ’58, l’anno magico che fece conoscere all’orbe terraqueo Edson Arantes do Nascimiento: Pelé. Squadre iscritte 32, partite da disputare 64, giorni di gara 31, città ospitanti l’evento 11, ouverture 14 giugno, finale 15 luglio.  Continua a leggere

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Sorelle d’Italia, l’Italia s’è desta

di Adolfo Mollichelli

 Viva le donne! C’è qualcosa che non va nel modo di concepire lo sport se la Gazza – che leggo da una vita – dedica all’Italia del calcio femminile un riquadro in prima…a piede di pagina. Le azzurre avrebbero meritato ben altra visibilità. Perché hanno battuto il Portogallo (3-0) a Firenze e si sono qualificate per il mondiale che si disputerà il prossimo anno in Francia.

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Rosita Puca, Lilly Leone, Antonella Cavuoti

Centodieci e lode

di Mino Cucciniello

Il Grand Hotel Excelsior di Napoli ha compiuto centodieci anni e la famiglia Borselli, proprietaria dello storico albergo, ha voluto festeggiare questo importante traguardo raggiunto con una grande festa alla quale hanno partecipato tantissimi rappresentanti del mondo istituzionale, imprenditoriale e culturale della città. L’Excelsior, si andò ad aggiungere agli altri hotel già presenti su via Partenope, nella primavera del 1908, quando venne costruito il nuovo quartiere di Santa Lucia che si estese verso il mare con le nuove via Generale Orsini e via Nazario sauro. L’Albergo sia per la sua imponenza sia per la sua vicinanza a Palazzo Reale di Piazza Plebiscito , fu subito scelto da Casa Savoia, come residenza per i propri illustri ospiti di transito a Napoli. Continua a leggere

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Non ci resta che piangere

di Adolfo Mollichelli -

Un-due-tre. Mancini, elegante e composto anche sotto la pioggia, ha compiuto il suo trittico di prova. Salam Arabia Saudita (e sunnita), allons enfants de la patrie, i tulipani sfioriti d’Olanda. Provare, provare, provare. Dice così la donzella quattrocentesca che gioca con una palla tra le mani al messere Troisi a cavallo di messere Benigni. Chissà perché m’è venuto alla mente – pensando all’italica nazionale – a Non ci resta che piangere. Ma provando e riprovando il nostro ct qualcosa s’inventerà. Ne sono (quasi) certo. Continua a leggere

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Il mercato dell’orrore

di Gerardo Verolino –

Nei giorni scorsi a Novegro, in provincia di Milano, a Militalia, la più grande fiera di cimeli di guerra, è stata venduta per 11 mila euro la divisa di un deportato ebreo del campo di concentramento di Dachau, ancora sporca delle macchie del suo sangue. “È la seconda-ha detto il venditore-la prima l’ho venduta ad un museo di Vancouver”. Continua a leggere