Archivio della categoria: Copertina

Mertens gol

I Trettré del gol

di Adolfo Mollichelli

Il Napoli gioca a tennis. E raggiunge la Juve che aveva messo in tavola tre delizie sfornate da Dybala e l’Inter che il giorno prima aveva cucinato maluccio la sua pietanza in quel di Crotone, sul cui campo s’affaccia l’ospedale per la gioia di infermieri, medici, paramedici e malati che si reggono in piedi. In verità gli azzurri sono primi grazie alla sontuosa differenza reti. Continua a leggere

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Nahum ebreo del Pd
“La legge Fiano è un errore”

di Alberto Giannoni –

Daniele Nahum, ex vicepresidente della Comunità ebraica di Milano e dirigente Pd (ex responsabile cultura), il suo giudizio sulla legge Fiano sull’apologia di fascismo? Lele Fiano è mosso da opinioni nobili e io capisco il punto di vista suo e di chi è favorevole alla legge, davvero. Ma devo dire che io reputo controproducente una legge del genere. Lo penso anche del reato di negazionismo: hanno un effetto opposto, possono far scaturire un meccanismo negativo. Uno dei rischi più grossi è che, vietando un’opinione, la rendi… Continua a leggere

i nd ex

Sarri e Allegri, i “provinciali”

di Adolfo Mollichelli

Bilancio italiano in Europa e stavolta la Merkel non c’entra (anche perché è ben messa in carne) e però è un dato di fatto che l’Europa dei big ci abbia bocciato e che quella minore ci abbia sorriso. In Champions due batoste per Juve e Napoli e un pari casalingo della Roma aiutata dai santi in paradiso sollecitati dal Vaticano. Tre vittorie sontuose in Europa League. Cinque reti del Milan a Vienna, tre della Lazio in Olanda, tre dell’Atalanta all’Everton di Rooney. Continua a leggere

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La legge Scelba e la legge Scema

di Gerardo Mazziotti -

Ai lati del seggio presidenziale della Camera dei Rappresentanti degli Usa campeggiano dal 1789 due grandi fasci littori. Esattamente uguali a quelli che nel 1925 furono posti ai lati del seggio presidenziale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. I padri fondatori degli Stati Uniti d’America decisero di mutuare dall’antica Roma tutta la simbologia della nuova nazione. Continua a leggere

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Un po’ di Pepe al campionato

di Adolfo Mollichelli

 Ecco le tre sorelle insieme, lassù. Il Napoli raggiunge in vetta la Vecchia Signora e l’Internazionale (cinese) che non è più l’inno che da ragazzo mi commuoveva. Le prime due si apprestano al ballo in Europa, la terza dovrà accontentarsi delle lezioni filosofiche di Spalletti sotto i portici della Pinetina. A Bologna la dotta, nella serata che preannuncia la buona notte della terza di campionato rinasce una stella. E’ grossa, visibile ad occhio nudo. Si chiama José Manuel Reina Pàez detta Pepe. Continua a leggere

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La fine dei sogni americani

di Emiddio Novi

Trump ha decretato la fine delle migrazioni incontrollate negando la cittadinanza americana a 800mila giovani figli di immigrati irregolari, giunti negli Stati Uniti spesso da soli e appena adolescenti. Li definivano “dreamers (sognatori)” perché sognavano la cittadinanza americana e una direttiva di Obama li proteggeva dal rischio del rimpatrio. I media fanno appello alla generosità del popolo americano, alla sua storia di popolo di immigrati, alla natura stessa della specificità del melting pop che integra e accoglie. Continua a leggere

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E se domani…

di Mino Cucciniello

Ma non da meno di quelli di via Toledo furono i bagni di folla riservati a Mina sia a Capri quando cantava al Villa Verde sia ad Ischia dove era necessario che il suo trasferimento dall’Excelsior, l’albergo ischitano dove alloggiava, al Castello il famoso locale che la ospitava, doveva avvenire via mare per l’impossibilità di percorrere il ponte che unisce il Castello Aragonese con Ischia Ponte. Era un serpente umano, letteralmente stracolmo di fans che da molte ore prima si erano andati a prendere un posto sotto le stelle  per ascoltare il concerto. E lo stesso avveniva anche a mare . Un nugolo di barche si sistemavano nello specchio di mare antistante il locale: era l’altra faccia del concerto sulle onde. Continua a leggere

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Sapore di sòla

di Gerardo Verolino -

Anche Gino Paoli è stato colpito dal morbo della “guzzantite”, cioè quella strana malattia che colpisce gli uomini dello spettacolo, in larga misura cantanti ed attori, rigorosamente “de sinistra” ad intervenire su tutto quanto riguardi l’attualità o la politica, tranciando giudizi, prendendo posizione, sposando una causa, ma, soprattutto,  pontificando ex cathedra. Continua a leggere