Archivio della categoria: Copertina

Mezzogiorno di fuoco
  Sassuolo–Napoli 2-2/ Errori e recriminazioni: gli azzurri falliscono l’assalto al secondo posto   
      
 di Ernesto Santovito

Mezzogiorno di fuoco

di Ernesto Santovito

Sarri si sa ama la notte. “Giocare a mezzogiorno mi fa schifo”. Il profeta con la tuta l’aveva detto un mese fa che lui questa partita all’ora dell’aperitivo non  la voleva giocare. Eppure sino ad ora per il suo Napoli  mattiniero le statistiche stagionali erano lusinghiera, vittorioso due volte su due, esattamente l’opposto del Sassuolo sconfitto tre volte su tre. Mezzogiorno di fuoco doveva essere e mezzogiorno di fuoco è stato. Continua a leggere

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La guerra dei sei mesi

di Emiddio Novi

Donald Trump si è arreso al sistema. Dopo quattro mesi di feroce conflitto con i poteri forti, Trump ha preso atto che ormai la Casa Bianca era un fortino assediato da cui partivano ordini che nessuno ascoltava. Anzi per fargli capire che non contava nulla i senatori e i congressisti ( i deputati americani) si sono concessi due settimane di vacanze primaverili. Continua a leggere

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Preti contro preti

di Carlo Alberto Paolino

Altro che ramoscello d’ulivo, altre che domenica delle Palme, altro che segno di pace. Don Edward Pushparaj, il vice parroco indiano della chiesa  Sant’Antonio a Montesilvano, durante l’omelia, dopo la lunga lettura del vangelo sulla passione di Cristo alle parole del Signore ha aggiunto le sue. “Papa Francesco in quattro anni ha fatto solo del male alla Chiesa”. Il comportamento del Pontefice che nella settimana santa aveva fatto la lavanda dei piedi a fedeli anche di altra religione, ed in particolare ad una donna musulmana, aveva superato il colmo.   Continua a leggere

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Un chiodo nell’anima

di Gianpaolo Santoro

C’è un passo nell’Apocalisse, quello straordinario documento dove Oriana Fallaci intervistava se stessa, che mi è rimasto impresso in modo indelebile. Un chiodo nell’anima. “…M’era parsa un’icona quell’immagine diffusa da Hamas. Una voluta imitazione dei dipinti dove Maria Vergine appare col Bambino Gesù al posto del kalashnikov. Al posto dell’Rpg (un lanciagranate portatile anticarro di fabbricazione russa ndr) una colomba. Imitazione voluta, si, e subito m’erano tornati alla mente i bambini palestinesi che negli anni Settanta (io li ho visti) l’Olp di Arafat addestrava nei campi del Libano o della Giordania. Bambini così piccoli, spesso, ricordo, che il kalashnikov lo reggevano a fatica e l’Rpg non riuscivano a infilarlo dentro la canna…” Continua a leggere

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Doppietta Insigne e pepe

di Ernesto Santovito

Lorenzino, con la faccia da bambino, si sta prendendo a dispetto di tutto e di tutto il Napoli del dopo Higuain, una squadra senza un vero leader e se lo sta prendendo gol dopo gol, meches dopo meches, riflessi nei capelli e nell’animo di una tifoseria che, diciamo la verità, non l’ha mai amato del tutto, per quella diffidenza che spesso accompagna il ragazzino della porta accanto. Nemo profeta in patria, una verità raccontata in tutti e quattro vangeli che sentenzia che “Nessuno è profeta nella propria patria”. Continua a leggere

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La resa dei conti

di Adolfo Mollichelli

Bello e impossibile il Napoli si leva lo sfizio di battere la Juve che si guadagna la finale del 2 giugno (festa della Repubblica, c’è ancora) avversaria la Lazio dell’Inzaghi buono in panchina: Simone meglio di Pippo. Bello, perché gioca con la levità e l’intensità di un Barcellona. Impossibile, perché tanta bellezza rischia di essere sterile. Partita emozionante, maschia (si usa dire), in realtà piuttosto cattivella da entrambi le parti. Quante emozioni un calcio ad un pallone. E agli stinchi. Continua a leggere

Il palo di Mertens a porta vuota

Fischi & fiaschi

di Adolfo Mollichelli

Come tutti gli eventi caricati a pallettoni – stampa, tv, social, tifosi malati e non – la partita della storia del tradimento e dell’odio all’improvviso sbocciato nel caldo di luglio è stata avara di emozioni. Il Salomone del calcio (non esiste? e chi se ne frega) ha deciso per la divisione della posta in palio. Tutti felici e contenti. Intanto, la Juve si ritrova la Roma più vicino e il Napoli il fiato della Lazio sul collo. Centocinquanta Paesi collegati, il mondo ci guarda – e vede ben poco – e ascolta: fischi, fischi, fischi per Higuain ribattezzato Giudain.  Continua a leggere

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Renzi e De Magistris, “i ladri di Napoli”

di Paolo Isotta

In esordio, una premessa. Oggi si abusa dell’aggettivo “populista”. Il “populismo” è un movimento politico preciso con proprie caratteristiche il quale ha, per esempio, portato nella Russia zarista all’abolizione della servitù della gleba. Salvini, Grillo, De Magistris (e, aggiungo io, in parte Berlusconi e Renzi), definiti sprezzantemente “populisti”, magari lo fossero! Sono invece “demagoghi”, giacché si rivolgono alla piazza sollecitandone gl’istinti, a volte bassi, a volte sacrosanti, ma sempre illudendola con promesse che non potranno mantenere mai e della illusorietà delle quali sono perfettamente consci. Continua a leggere