di Giulio Meotti
La notizia oggi non è tanto che ci sono stati altri 97 morti per 463 decessi totali in poco più di due settimane. O che ci siano altri 1.797 nuovi contagi per un totale di 9.172. O che le borse stiano crollando o che si andrà verso un mese di stop delle scuole.
La notizia più grave è che quando uno stato non riesce ad attuare neppure le misure di quarantena che dichiara fondamentali per fermare un’epidemia che in un giorno ha ucciso 130 persone; quando ci sono morti, evasioni di massa e rivolte nei carceri di tutto il paese e tanti invocano in queste ore una amnistia (criminali!); quando ieri il nostro presidente della Repubblica interveniva sulla festa delle donne e quando oggi il ministro Boccia apriva la conferenza stampa della protezione civile in ritardo di trenta minuti e parlando degli impianti sciistici, significa che lo stato non c’è già più, direbbe Carl Schmitt.
Oggi è qui che l’Italia deve fare un colpo di reni, sempre se li ha ancora. Perché a forza di gridare al “fascista” quando non ce ne era bisogno adesso temiamo di prendere decisioni draconiane che salvaguardino l’Italia. Balliamo sul Titanic. Sembra che non abbiamo più istinto di conservazione e di sopravvivenza.







