Archivio mensile:giugno 2017

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Il Mondo, la Terra e gli Schiavi

di Emiddio Novi

Turni di 24 ore, sei giorni su sette. 12 ore di lavoro per turno. Vietato sedersi nelle 12 ore di lavoro. I dormitori sono in fabbrica. Perché si è convocati a ricoprire un turno di lavoro anche mentre si dorme. La Apple e tutte le multinazionali innovative impongono questi ritmi e questo schiavismo produttivo ai loro operai cinesi. Il salario è di 1,85 dollari l’ora. Le multinazionali americane non pagano le tasse in Patria. Se la Fiat le paga in Olanda, gli americani preferiscono l’Irlanda, un paradiso fiscale dove le tasse sono quasi azzerate.  Per garantire e difendere questo schifo, un anno fa intervenne il presidente Obama per impedire che i suoi amici evasori fiscali fossero gravati in Europa da un migliaio di miliardi di tasse. Mille miliardi. Continua a leggere

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La merda a 24 carati

di Paolo Isotta

Incominciò ad aprile e terminò il 24 luglio 1976. Un anarchico, insieme di destra e di sinistra, genio del crimine “senz’armi né odio né violenza” e del surrealismo vitale, Albert Spaggiari, capisce che scavando nelle fogne di Nizza si può arrivare al caveau della Societé Générale. Là ci sono le cassette di sicurezza, coi valori, i gioielli, i lingotti. Lui, Albert, la pensava così: “Credo che ogni atto contro la società sia un’azione politica. Al primo posto il furto – non parlo del furto abietto che consiste legalmente o illegalmente nel rapinare i poveri, ma del Furto. Allo stesso tempo virtù ereditaria e arte tradizionale … e suprema speranza dell’uomo di raggiungere il suo scopo con i propri mezzi.” Continua a leggere

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Le scugnizze della musica

  Federica Ottombrino e Marilena Vitale, le due scugnizze della musica, reduci dal successo sul web del videoclip ‘O mele, per la regia di Chiara Borzacchiello, prodotto su etichetta Europhone Records da Gennaro de Concilio con Cinzia Fonticelli, con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Arcangelo Michele Caso, hanno intrapreso un percorso di crescita, di palco in palco e di successo in successo (mercoledì 21 giugno saliranno sul palco della Festa della Musica, nella suggestiva cornice di piazza del Gesù). Ecco il racconto del loro percorso artistico ed umano attraverso un’intervista concessa al Napoletano.

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Il cavallo di Donald

 di Ottorino Gurgo

Abbandoniamo, almeno per un attimo, le dispute e i pettegolezzi un po’ provinciali della politica italiana e volgiamo lo sguardo all’Europa per notare che spesso le cose sono, nella realtà, diverse da come appaiono. L ’avvento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti è stato  considerato dai più, soprattutto nel nostro Continente, come un autentica sciagura. Ebbene: sono trascorsi soltanto pochi mesi da quella elezione e i fatti si stanno incaricando di confermare che tutti i timori che accompagnarono la ascesa al vertice della maggiore potenza mondiale da parte del candidato repubblicano erano più che giustificati. Continua a leggere

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L’Illuminismo della differenza
E l’Oscurantismo del Bds

di Gianmarco Pondrano Altavilla *

Gli ultimi mesi della nostra vita pubblica hanno visto Napoli al centro di avvenimenti e scontri politici che ne hanno offuscato la secolare reputazione di città aperta e ricca nella diversità. L’indegna guerriglia scatenata in concomitanza con la presenza di Matteo Salvini in città e l’appoggio di certa politica cittadina al boicottaggio culturale di Israele sono solo alcuni tra i molteplici esempi di una deriva, che dietro le bandiere di una supposta ideologia di tolleranza, ha condotto e sta conducendo sempre di più Napoli verso un’incultura della chiusura e della tacitazione di chi la pensa diversamente da noi.  Continua a leggere

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La solitudine del Magnifico

 di Adolfo Mollichelli

Nomen omen: Insigne. E che cosa volete di più? E poi quel Lorenzo al quale viene facile aggiungere l’appellativo di Magnifico. Un predestinato. Che però ha dovuto sottostare alle Forche Caudine (a proposito: auguri Benevento) di critiche anche abbastanza feroci. Perché Napoli è bella e cara ma da sempre nemica dei suoi figli migliori. Scettica, ama molto di più quelli che vivono extra moenia. In tutti i campi. Un giorno all’improvviso tutti ad osannare little big man, il frattese petisso, ‘o piccirillo. Mi vien da ridere pensando alle stoccatine a ripetizione che gli rivolgevano i criticonzi di tv e carta stampata: bravo, però non incide; molto tecnico ma si ostina con quel tiro a giro; un campioncino ma segna poco e fatica in copertura. Me la ridevo, perché ho sempre creduto nelle virtù del piccoletto (per chi non ci credesse, prego consultare i miei articoli in emeroteca o sul sito che con tanta pazienza mi ospita). Continua a leggere