Archivio dell'autore: Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Il Pappagallo  
   Due squadre e un portafoglio, la fattoria di De Laurentiis che alleva calcio senza cuore  
   
 di Adolfo Mollichelli

Il Pappagallo

di Adolfo Mollichelli

Gennaro gli apparve in sogno e gli disse: c’è un ciucciariello che non ha più il padrone. E Lui entrò in un’aula di tribunale e lo fece suo per una manciata di fave. Nicola gli è apparso in sogno e gli ha detto: c’è un galletto che s’è smarrito fuori della stia. E Lui è andato e l’ha fatto suo per un pugno di riso cotto e l’ha regalato al figlio. Che è ‘nu piezz ‘e core. Arlecchino serviva due padroni. L’asinello ed il gallo ne hanno uno in comune. Una sorta di fattoria degli animali con Aurelio Primo al posto di Orwell. Continua a leggere

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L’eroe dei due mondiali

 di Adolfo Mollichelli

 La conoscenza è antica. Fin dai primi passi suoi fuori campo, cioè da allenatore. Come secondo di Arrigo Sacchi detto Righetto e pure l’ayatollah di Fusignano. Ce lo trovammo accanto nella tribunette americane durante l’Usa Cup ’92. Era armato di registratore e “fissava” nella mente e nella bobina i movimenti dei calciatori in azione. Dati preziosi che avrebbe girato a Righetto che ne avrebbe fatto tesoro. Certo che era una radiografìa abbastanza pallosa, quella cui era costretto il buon Ancelotti, detto Carletto. Continua a leggere

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La farfalla col mitra

di Adolfo Mollichelli -

E’ come il caveau della banca più ricca del mondo. Per nome ha scelto una sigla che sa di bus circolare: CR7. E’ bello, alto, impettito, muscoloso e si diverte a giocare al pallone come pochi. E’ tutto esageratamente extralarge nel mondo reale, che appare virtuale, di Cristiano Ronaldo da Funchal, santificata grotta dell’isola di Madeira. Dati scientifici alla mano dicono di lui che sia un fenomeno. Continua a leggere

Alé le Bleus, grazie Croazia. Dopo solo il diluvio 
 Mondiale delle sorprese e delle delusioni, salvato dalla consistenza tecnica delle finaliste

  
    
 di  Adolfo Mollichelli

Alé le Bleus, grazie Croazia. Dopo solo il diluvio

di Adolfo Mollichelli

 Tetelestai. Tutto è compiuto. La frase biblica ci sta tutta perché anche a Mosca il cielo s’è squarciato sui protagonisti del mondiale, detto di Putin. E infatti lo zar era l’unico ad essere protetto da un ombrello durante il diluvio che ha inzuppato Macron, la bella bionda presidentessa croata e tutti gli altri vip e meno vip durante la cerimonia di premiazione. Continua a leggere

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La piccola & la grandeur

di Adolfo Mollichelli -

 Via l’Africa, via l’Oceania, via l’America del sud. E’ il mondiale dell’Europa. L’Ultima stella, ma direi stellina, il Neymar e il suo Brazil pentacampeòn. ‘O Ney non sarà mai ‘o Rey. Pelé finiva per le terre perché gli avversari non sapevano che cosa fare per fermarlo. ‘O Rey quando decideva di vincere da solo, ci riusciva. Neymar le botte pure le prende ma le sue sceneggiate sono superiori di gran lunga all’entità del danno subito. E poi, provoca il marcatore di turno. E buon per lui che non ha mai avuto a che fare con i muscoli tosti di un Gentile, di un Montero o di un Bruscolotti che metteva sull’avviso il fuoriclasse di turno: questa è la linea che ti consiglio di non superare, poi fai come credi, a Napoli ci sono ottimi medici. Continua a leggere

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La caduta degli dei

di Adolfo Mollichelli

Vado controcorrente: questo mondiale mi sta divertendo e piacendo. Perché la caduta degli dei, lo sta rendendo finalmente umano. A casa i dieci palloni d’oro in due: Messi e Ronaldo. La pulga e il bus di linea CR7. Da palloni d’oro designati non necessariamente per i loro grandi meriti sul campo a palloni sgonfiati: gli sponsor, il merchandising, la pubblicità che è l’anima del commercio e tutto muove. E che palle! (chiedo venia). E adiòs Spagna mia. Dopo dieci anni di successi. E che lagna però ‘sto tiqui taca che mi faceva sbuffare anche quando lo praticava il Barcellona. Guardiolisti di tutto il mondo, convertitevi. Continua a leggere

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Matrioska mundial

di Adolfo Mollichelli

Scatta il mondialone di Putin. Ci siamo. Anzi: ci sono loro. Tutte le Nazionali più blasonate tranne l’Italia quattro volte campione che il presidente federale delle banane affidò al ct gorilla. Sessant’anni dopo la prima volta, Svezia ’58, l’anno magico che fece conoscere all’orbe terraqueo Edson Arantes do Nascimiento: Pelé. Squadre iscritte 32, partite da disputare 64, giorni di gara 31, città ospitanti l’evento 11, ouverture 14 giugno, finale 15 luglio.  Continua a leggere

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Sorelle d’Italia, l’Italia s’è desta

di Adolfo Mollichelli

 Viva le donne! C’è qualcosa che non va nel modo di concepire lo sport se la Gazza – che leggo da una vita – dedica all’Italia del calcio femminile un riquadro in prima…a piede di pagina. Le azzurre avrebbero meritato ben altra visibilità. Perché hanno battuto il Portogallo (3-0) a Firenze e si sono qualificate per il mondiale che si disputerà il prossimo anno in Francia.

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Non ci resta che piangere

di Adolfo Mollichelli -

Un-due-tre. Mancini, elegante e composto anche sotto la pioggia, ha compiuto il suo trittico di prova. Salam Arabia Saudita (e sunnita), allons enfants de la patrie, i tulipani sfioriti d’Olanda. Provare, provare, provare. Dice così la donzella quattrocentesca che gioca con una palla tra le mani al messere Troisi a cavallo di messere Benigni. Chissà perché m’è venuto alla mente – pensando all’italica nazionale – a Non ci resta che piangere. Ma provando e riprovando il nostro ct qualcosa s’inventerà. Ne sono (quasi) certo. Continua a leggere