Archivio tag: Napoli

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Maradylan, ahimè un sogno…

di Adolfo Mollichelli -

 Premessa d’obbligo: è un periodo che sono incavolato con il mondo intero. Non ho più i punti di riferimento soliti. Deluso dalla politica sempre più lontana – e diversa – dalla politèia, prezioso grecismo con il quale si indicava l’organizzazione come bene comune di tutti i cittadini. Chiacchiere e tabacchere ‘e legno ‘o Banco ‘e Napule nun ‘e ‘mpegna: l’adagio mi frulla nella mente ogni qual volta mi capiti di ascoltare i concetti vuoti – e spesso latitanti di congiuntivi elementari – che partono da labbra incastonate in volti inespressivi che i tg di mamma Rai ci propinano in nome di una falsa par condicio. Sempre le stesse tiritere. Sempre gli stessi soggetti a condurre trasmissioni che – fortuna che lo zapping è libero – sanno di posticcio: ronzii di vespe fastidiose, predicozzi di conduttori miliardari, lezioni gomorriste. Continua a leggere

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L’Illuminismo della differenza
E l’Oscurantismo del Bds

di Gianmarco Pondrano Altavilla *

Gli ultimi mesi della nostra vita pubblica hanno visto Napoli al centro di avvenimenti e scontri politici che ne hanno offuscato la secolare reputazione di città aperta e ricca nella diversità. L’indegna guerriglia scatenata in concomitanza con la presenza di Matteo Salvini in città e l’appoggio di certa politica cittadina al boicottaggio culturale di Israele sono solo alcuni tra i molteplici esempi di una deriva, che dietro le bandiere di una supposta ideologia di tolleranza, ha condotto e sta conducendo sempre di più Napoli verso un’incultura della chiusura e della tacitazione di chi la pensa diversamente da noi.  Continua a leggere

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La città del nulla

di Gerardo Mazziotti

Il sindaco Luigi deMagistris non perde occasione per magnificare gli straordinari progressi di Napoli grazie alla sua amministrazione. Basta sentirlo ogni sera dagli studi di una emittente televisiva cittadina, che è diventata il suo “Istituto Luce”. Ma la realtà è ben diversa da quella che lui espone perché non uno dei problemi veri di questa disgraziata città è stato risolto. E’ sufficiente citarne solo alcuni. Continua a leggere

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Uno per tutti, Totti per uno

di Adolfo Mollichelli

Un occhio al Cupolone, un altro alla Lanterna. Non si poteva fare altrimenti nel giorno della sfida a distanza tra Napoli e Roma. Sulla poltrona d’onore s’è seduto Spalletti. Su quella più giù Sarri che dovrà affrontare l’incognita del preliminare Champions con il fastidio di dover anticipare raduno e preparazione. Non è stata sufficiente la solita goleada a consacrare l’ennesima vittoria esterna. Sancita dai quattro moschettieri: Porthos-Hamsik (e che volete, il più grosso è lo slovacco), Aramis-Callejon, Athos-Mertens e Dartagnan-Insigne. A rendere effettivo il chiasma: uno per tutti, tutti per uno. Continua a leggere

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Morte di un architetto. Napoletano

di Gerardo Mazziotti -

Sono d’accordo con Sandro Raffone che gli architetti sono in genere eccellenti affabulatori capaci di coinvolgere gli studenti, convincere i clienti e suggestionare i politici ; però c’è un ambito in cui l’eloquenza non colpisce : è il cantiere napoletano dove tutt’oggi vige una gerarchia ferrea e dove gli architetti sono misurati e giudicati in modo implacabile. Continua a leggere

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Il mare di Bagnoli
non bagna Napoli

di Paolo Isotta

Sono iscritto al Partito Radicale; gli altri organismi dei quali faccio parte sono la “Luca Coscioni”, la “Lipu”, il “WWF” e un circolo nautico. Però l’anno scorso sono stato a votare alle primarie napoletane del Partito democratico (quello che i cretini chiamano “i democrat”) e ho votato per Antonio Bassolino, per il quale ho fatto anche il po’ di propaganda che mi era possibile. Domenica alle primarie dello stesso partito per scegliere il candidato Presidente del Consiglio a votare non sono andato. Non sono andati anche parecchi napoletani di spicco: per esempio l’avvocato Claudio Botti e il filosofo Roberto Esposito, ch’era mio compagno di banco al ginnasio. E nemmeno Bassolino. Continua a leggere

Sacrario dell’emigrante ignoto

L’armoniosa anarchia fallica

 di Lidio Aramu

 E’ risaputo: il patrimonio monumentale napoletano non trova spazio nei pensieri della cittadinanza e dei vertici istituzionali locali che dovrebbero gestire e tutelare la ricchezza culturale della città in termini comunitari. A testimoniarlo le indifese statue vandalizzate, senza soluzione di continuità nell’indifferenza generale, da un’orda barbarica autoctona. In questa interminabile gara allo scempio, la locale Soprintendenza spesso sembra rappresentare un valore aggiunto. Continua a leggere