Archivio della categoria: Primo Piano

Mike-Bongiorno-Umberto-Eco

L’Eco delle gaffe

di Gerardo Verolino

Dopo aver fatto l’ennesima brutta figura affermando che avrebbe incontrato all’estero i suoi “alter ego” (ma l’elenco degli sfondoni è lungo: dal collocare il dittatore cileno Pinochet in Venezuela al confondere il sociologo Luciano Gallino con lo psicologo Gallini, dallo sbagliare per tre volte di seguito il congiuntivo nella stessa frase all’esibirsi in un discorso in inglese alla Kennedy’s School che neanche Alberto Sordi “Meniconi” dell’americano a Roma, ma la lista va continuamente aggiornata) all’onorevole gaffeur di Maio, un ispirato Goffredo Buccini, sul “Corriere della sera” ha consigliato di insistere con gli strafalcioni per darsi un’immagine familiare e rassicurante, applicando alla lettera la  teoria dell’uomo qualunque di Umberto Eco-esplicitata nel celebre “Fenomenologia di Mike Bongiorno”- per diventare un’icona pop come il presentatore italoamericano. Continua a leggere

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Ma di fiducia si muore …

 di Ottorino Gurgo

 Dobbiamo confessare che abbiamo sempre avvertito il fascino della minoranza, anche perché, come affermava Cornel West, eminente intellettuale americano, l’obiettivo di una democrazia “è quello di salvaguardare i diritti della minoranza ed evitare la tirannia della maggioranza”. Il coinvolgimento della minoranza nella messa a punto di una legge elettorale – la legge, cioè, che regola lo svolgimento del più importante evento in un sistema democratico – è assolutamente essenziale. Continua a leggere

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L’alba di morte del Ghetto

C’è una lapide sulla facciata della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte a Via del Portico d’Ottavia, quasi di fronte alla Sinagoga. Ricorda che “qui ebbe inizio la spietata caccia agli ebrei”. Qui, in un’alba di 74 anni fa, si radunarono i camion e i soldati addetti alla “Judenoperation” nell’area del ghetto, dove ancora abitavano molti ebrei romani. Il centro della storia e della cultura ebraiche a Roma stava per vivere il suo giorno più atroce. Continua a leggere

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La legge Scelba e la legge Scema

di Gerardo Mazziotti -

Ai lati del seggio presidenziale della Camera dei Rappresentanti degli Usa campeggiano dal 1789 due grandi fasci littori. Esattamente uguali a quelli che nel 1925 furono posti ai lati del seggio presidenziale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni. I padri fondatori degli Stati Uniti d’America decisero di mutuare dall’antica Roma tutta la simbologia della nuova nazione. Continua a leggere

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Ladro di sogni

di Marcello Veneziani

Lo confesso: il mandante delle accuse a Fini sono io. Io e tutti quei ragazzi che hanno creduto nella destra, investendoci la vita. Noi, che possiamo comprendere i trasformismi, ma che non gli perdoneremo mai di aver svenduto i nostri sacrifici al cognato. Io so chi c’è dietro le carte che accusano Fini. So chi le ispira, conosco bene il mandante. Non c’entra affatto con Palazzo Chigi, i servizi segreti, il governo di Santa Lucia. È un ragazzo di quindici anni che si iscrisse alla Giovane Italia. Sognava un’Italia migliore, amava la tradizione quanto la ribellione, detestava l’arroganza dei contestatori almeno quanto la viltà dei moderati, e si sedette dalla parte del torto, per gusto aspro di libertà.

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Una risata intimamente tragica

di Paolo Isotta

Il 15 aprile 1967, verso le tre del pomeriggio, scendevo a via Roma dal Corso Vittorio Emanuele attraversando i vicoli dei “Quartieri”. Dai “bassi” uscivano donne in lacrime. Singhiozzavano. “È mmuorto Totò!”. E s’abbracciavano per compianto e condoglianza, come quando un genitore, un congiunto, entra nel regno donde non si torna. Di quel pianto tutta l’aria vibrava, come d’una nota musicale. In pochi minuti Napoli ne fu pervasa. Si estendeva dal Vesuvio a Posillipo ai Campi Flegrei. Appresi così, sedicenne, che il mio idolo non c’era più. Come l’avevano saputo, quelle donne? Nei “bassi”, sul comò, accanto al San Giuseppe o alla Madonna sotto la campana di vetro, c’era la radiolina a transistors dalla quale gli uomini, la domenica, seguivano la partita di calcio. E di bocca in bocca si trasmisero il lutto. Continua a leggere

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Il clan Assad, terrore e potere

di Akil Marceau

La tragedia della Siria dura da sei anni e ormai fa parte della nostra dieta quotidiana globale. Non passa giorno senza che i mass-media internazionali ci ricordano di questa guerra e dei suoi orrori, da ultimo l’attacco con armi chimiche contro i civili a Idlib. Più di 320.000 persone sono state uccise, in questi anni di guerra civile, metà della popolazione è sfollata dalle proprie città o profuga fuori dal paese. Continua a leggere

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Venezuela a pane e acqua

di Carlo Alberto Paolino   

Prende posizione sulla situazione venezuelana  anche il nuovo presidente degli Stati Uniti d’ America Donald Trump, definendo il paese latinoamericano come un posto meraviglioso ferito mortalmente e terribilmente dal socialismo imposto prima da Chavez e poi dal suo vice, l’attuale presidente Nicolás Maduro. In  un meeting  a  Miami  Trumpp ha elogiato i Latinos ed ha detto  che continuerà ad aiutarli ad essere persone libere ed a combattere con loro decenni di socialismo che hanno condotto la Repubblica Bolivariana ad una crisi profonda e per molti, irreversibile. Continua a leggere

Sanremo: De Filippi, presenterò gli eroi del quotidiano

Amici, Sanremo. Da Radio Maria a Tele Maria

di Carlotta D’Amato e Iolanda Siracusano

L’hanno definito il festival di unità nazionale, Rai e Fininvest nel nome della non belligeranza, prima che arrivano i francesi, tanto Sanremo è sempre Sanremo, approfittiamo oggi domani chissà. Tutti a fare i conti in tasca a Conti, intanto la vecchia solfa della canzone nazionalpopolare giunta alla sessantasettesima edizione guadagna un milione e mezzo di euro a puntata, spira forte il vento del populismo, in onda il “Patto del telecomando”, meglio guadagnarci tutti, in un modo o nell’altro qualcosa no? Ed ecco allora il festival col valletto, t’amo pio Bova, il cane eroe che soppianta quelli che cantano da cani, Tenco che se potesse non toccherebbe Ferro, Diletta e di lotta del pallone, Ricky “Un, dos, tres, un pasito pa’delante, Maria..” col cucchiaio e, soprattutto, con l’altra Maria, la Sanguinaria, bianca, fredda con l’unico timore che si vedano le mutande, calcare anche il palcoscenico della città dei fiori, con suoi Amici fra i baby concorrenti e gli Uomini & Donne del pentagramma (anche se radiofestival ha rivelato che  sventola soprattutto l’arcobaleno) “spupazzarsi” dietro le quinte. Manca c’è Posta per te, ma non è detto siamo solo all’inizio. Da Radiomaria a Telemaria. La  messa è cominciata, andate in pace… La storia della serata, la raccontano Carlotta D’Amato e Iolanda Siracusano. Sipario. (g.p.s) Continua a leggere

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Straordinaria offerta de “Il napoletano”
La Storia del Mezzogiorno

Una eccezionale offerta de “il napoletano” ai suoi lettori: “La Storia del Mezzogiorno”  (curata da Rosario Romeo e Giuseppe Galasso a sole 595 euro, invece del prezzo di copertina di 2.234 euro). Il Sud raccontato in diciannove volumi attraverso il contributo dei massimi studiosi ed esperti: la più grande e completa opera mai realizzata sul Mezzogiorno. Continua a leggere