Archivio della categoria: Primo Piano

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Shimon Peres , l’uomo della Pace

di Gianpaolo Santoro

Con Shimon Peres se n’è andato un pezzo di storia. Non di Israele di cui era stato tra l’altro primo ministro e Presidente della Repubblica, ma del mondo. E’ andato via un grande uomo. Il conciliatore. Uno statista e un uomo d’azione, per larghi tratti della sua vita amato e celebrato più in Europa, più in America ed in parte del mondo arabo che nel suo paese. Le urne gli sono state quasi sempre ostili, al punto che lo chiamavano “the loser”, il perdente. Eppure  come ha ricordato puntualmente Benjamin Netanyahu “non c’è un capitolo nella storia dello Stato di Israele, in cui Shimon non abbia preso parte”. Si, se n’è andato   l’ultimo dei padri fondatori dello stato ebraico, l’ultimo “hakazen”, grande vecchio Continua a leggere

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Ilary meglio di Hillary…

di Valerio Caprara

Hillary ha vinto il primo round televisivo per le presidenziali americane? Sarà. Di certo Ilary ha vinto il Grande Fratello del calcio ed ha parlato come la Lupa, sfogandosi a cuore aperto contro il tecnico ed il presidente.  Come se non fossero bastate le randellate di un ciclonico Toro (a proposito, che classe la standing ovation del pubblico per l’illustre veterano),  il sottoscritto ossessivo tifoso romanista ha dovuto subire anche quelle inferte dalla signora Blasi al già precario equilibrio di una società ormai gestita più con i bollettini della Borsa che con il fuoco della passione. Continua a leggere

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Indivisibili, invisibili

di Valerio Caprara

Edoardo De Angelis, dopo avere rifinito la naturale vocazione passando da “Mozzarella Stories” a “Perez”, ha gestito la full immersion in un limbo che corre il rischio di diventare attrattivo proprio perché estremamente repulsivo con accresciuta padronanza professionale, proficua intesa con i giovani e competenti produttori e una discreta spinta narrativa Continua a leggere

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La disavventura

 di Adolfo Mollichelli

Ouverture a Bari dell’Italia di Ventura. Come lo fu per Conte. Lo stadio San Nicola come il Petruzzelli. Amichevole di lusso, con il debutto della Var (Video assistant referee) insomma la moviola in campo. Avversaria la Francia che ha dovuto cedere al Portogallo, in casa a Parigi, lo scettro di campione d’Europa. Unico test prima che si cominci a fare sul serio, da lunedì in Israele, nel girone di qualificazione al mondiale di Russia 2018. Gruppo che comprende anche
(soprattutto) la Spagna, l’Albania, la Macedonia ed il Liechtenstein. Solo la prima passa. Non è certo che ci siano gli spareggi per la seconda classificata. Subito per chiarire: solo il pensiero che si possa fischiare la Marsigliese fa rabbrividire e vergognare. Va male la prima di Ventura. Sconfitta secca. Continua a leggere

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E Padoan boicotta Israele…

di Franco Meda

Ognuno la pensa come vuole. Ci mancherebbe. Certo che vedere la figlia del ministro più importante del governo Renzi, quello dell’economia e delle finanze, protestare contro le politiche del governo, guidare la rivolta dei migranti ed essere schierata apertamente contro Israele ed a favore della Palestina, non può non destare impressione. Imbarazzo. Ad essere buoni

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Il paradiso abitato dai diavoli

di Corrado Ocone

 Ora anche il tradimento di Higuain. Ma c’è speranza per questa città e per il suo popolo, per il “paradiso abitato diavoli“? Certo, la storia non è cieco determinismo e tutto può accadere perché tutto cambia e muta. Ciò che è sicuro è che si può cambiare solo con un oggi inimmaginabile rivoltamento delle coscienze, una rivoluzione morale, non certo cullandosi nel mito infantile della “napoletanità” Continua a leggere

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L’uomo nero

di Emiddio Novi

Dal melting pot, dal crogiolo di etnie, religioni e culture, ai fuochi di guerra civile. L’America di Obama segna il fallimento delle ideologie arcobaleno del politicamente corretto. Un Paese che all’improvviso sembra non aver dimenticato i 650.000 morti della guerra civile che oppose il Sud al Nord ed evoca le piaghe del passato Continua a leggere

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I partigiani anti Brexit

di Corrado Ocone

Il primo passo che avrebbe dovuto compiere una informazione seria, prima e dopo del voto, era separare, nella misura del possibile, i fatti dalle opinioni; quindi, cercare di mettere a confronto le diverse opinioni o tesi, quelle favorevoli e le contrarie al Brexit, rigorosamente documentate e argomentate, in modo che ognuno avesse qualche strumento in più per farsi la sua di idea. Che, dovrebbe essere sottinteso, era legittima indipendentemente da quale essa fosse Continua a leggere