di Mauro Ventura –
La presenza di un’unità coronarica dell’ospedale di Pozzuoli mimetizzata tra le palme del giardino mi metteva in un inquietante disagio. Ero appena giunto nel luogo dove mi avevano spedito per un trafiletto di cronaca. Io, ventitreenne inesperto e in possesso di una fresca laurea in giornalismo e comunicazione, ero lì per scrivere il mio primo prezzo.
Alle 19,30 era ancora presto per imbattermi nei protagonisti dell’evento che di primaverile aveva solo la data, 10 aprile 2019. A bilanciare il clima algido e ventoso il nome del locale: Lido Le Dune Chiudo la macchina, tiro un lungo sospiro ed entro con una mano in petto sui documenti che sicuramente qualcuno mi avrebbe chiesto di li a poco.
“Buonasera mi chiamo Mauro Ventura e sono qui per scrivere un articolo sul raduno di ex sessantottini di Chiaia, Napoli.”
“Prego si accomodi, intanto possiamo mostrarle i locali dove si svolgerà la manifestazione e se desidera qualcosa da bere passi pure al bar senza complimenti.”
“Grazie molto gentile e congratulazioni, è proprio un bel contesto”.
“Ce lo dicono tutti ma la nostra accoglienza non si limita alla location, abbiamo un ottimo servizio di ristorazione e non manca la buona musica. Ecco, questo è il salone principale e quello è il secondario dal quale si accede ad una delle nostre tre piscine.”
“E quelle sale più piccole contrassegnate come ‘A’ e ‘B’?”
“’A’ sta per animazione, o meglio, rianimazione, e ‘B’ sta per badanti. Entrambe le stanze sono al servizio dei nostri ospiti in arrivo.”
“?”
“In effetti corriamo un bel rischio ad accogliere un tale tipo di clientela”.
“?”
“La vedo perplesso, qualcosa che non va?”
“Mi avevano detto che era un raduno di sessantottini di Chiaia, i cosiddetti ‘chiattilli’ e pensavo ad un movimento extraparlamentare di quartiere…”
“Ah ah ah, scusi, ma lei da dove viene?”
“Ho studiato a Napoli ma sono di Foggia.”
“Capisco, allora dovrebbe leggersi un paio di articoli pubblicati sul rotocalco online ‘Ilnapoletano.it’”
http://ilnapoletano.org/2016/03/quelli-di-via-dei-mille/
http://ilnapoletano.org/2016/04/generazione-chiaia/
“Qui stasera si riuniscono alcuni ragazzi di Via dei Mille degli anni 60, ingenerosamente detti chiattilli, alias piattole sociali con poca propensione alla iniziative produttive.”
Dopo il breve e fulminante chiarimento cambia tutta l’impostazione dell’articolo e capisco il perché dell’ambulanza all’ingresso, che però nel frattempo era andata via per servizio.
L’incantesimo
Come in un film di Woody Allen scompare la persona che mi aveva accolto ad al suo posto appaiono un ragazzo ed una ragazza dai capelli lunghi e pantaloni a zampa d’elefante. Si avviano verso di me ma attraversano il mio corpo, come se io non esistessi; infatti non vedo più le mie mani, mi tocco, le sento ma non le vedo, avverto il suono dei miei passi che indietreggiano ma non vedo i miei piedi. A Whiter Shade Of Pale risuona nell’aria e non è il mio smartphone. Arriva dalla sala ma non vi sono altoparlanti; mi tocco ancora il petto le cose in tasca ci sono ma non esisto fisicamente. Mi seggo al bordo di un divano e penso che dopo tutto può essere solo una mia temporanea allucinazione e che magari questa nuova situazione avrebbe facilitato il mio lavoro di reporter.
Scoccano le 20:30. Lo capisco da un piccolo televisore a forma di cubo che in un angolo riservato manda in onda gli annunci serali con Nicoletta Orsomando. Come per incanto la prima sala comincia a riempirsi di ragazzi e ragazze, sono tutti mascherati da anziani ma si vede a un miglio che recitano benissimo la parte dei loro padri o dei loro nonni e la recitano benissimo anche se il loro linguaggio mi sembra tratto da uno di quei film di commedia all’italiana di Risi e Monicelli.
La possibilità di essere vivo, attivo ma invisibile improvvisamente mi rinvigorisce, mi alzo e accendo il mio cellulare per registrare tutto: suoni dialoghi, conversazioni sussurri e cori.
Senti senti
“Ué che bella gente Non capisco perché siamo venuti qui mentre potevamo fittare ‘la Mela’ o addirittura il cinema Alambra che è in dismissione e senza poltrone
…
“Guarda chi c’è, ma non eri andato a Roma per il concerto dei Beatles?”
…
“Finalmente ti rivedo, domenica dopo la messa a Santa Teresa mi avevi detto che mi avresti chiamato, sei sparito e pure il numero è sull’elenco”
…
“Ciao ho saputo che ‘Refrain’ si trasferisce a Largo Vasto.”
…
“Stamattina sono stata da Cerenza un taglio ed un’acconciatura particolari ti piace?”
“Io preferisco Attardi, è più lontano ma lavora meglio.”
…
“Che bei mocassini Saxone! Li hai presi da Magli?”
“No ora ce l’ha anche Daria, costano solo qualche lira in più.”
…
“Guarda quella smorfiosa, sta ancora all’Umberto e frequenta i ragazzi del bar Aegidius.”
“E che significa? Anche al Little Bar ci sono ragazzi più grandi e poi Moccia è troppo affollato.”
“Ma quale, quello delle pizzette o il bar?”
…
“Sei pronto per sabato, guarda che la partita al Denza è alle 14:00 non fare tardi, perdi il ‘140’ come al solito, magari ti vengo a prendere con la 500 anche se siamo già in quattro.”
…
“Ecco qua ci sei pure tu, ci speravo tanto ma ora non possiamo parlare magari ci prendiamo domani un caffè da Picardi o preferisci Principe così siamo più tranquilli”
…
“Voi state sempre in mezzo alla strada, meglio tra i libri di Deperro, Marotta e Macchiaroli”
…
“Mi hai portata qui dove non conosco nessuno, io sono del Mercalli e qua sono tutti dell’Umberto, Denza, Pontano e Nunziatella, mammamia.”
“Guarda che la maggior parte delle ragazze vengono dal Sacro Cuore e da Maria Ausiliatrice”
…
“Che bella giacca, Marino o Monetti?”
“No, Adriano Adriani, io lo preferisco”
“Mah!”
…
Sai che domenica Altafini non gioca è stato squalificato”
…
“Occhio al gradino ‘peccerè’ con queste lenti a contatto vedi meno di prima, ti ho detto, va’ da “Novelli” e fatti un paio di occhiali normali”
…
“Stasera ci siamo quasi tutti forse perché non ci sono film da vedere: il Metropolitan ospita un congresso, il Corona ormai ha chiuso, il Fiamma e l’Arlecchino sono in sciopero, all’Amedeo fanno solo film di Maciste e il Delle
Palme ormai è un teatro”
…
“Bella bella questa camicia su misura, scommetto fatta da Maria al vicoletto Belledonne”
“No, Gildo Cristian, ora fa anche camicie da uomo in via Vittoria Colonna di fronte al Palazzo Scarpetta vicino a d’Avenia”
…
“Hai provato il babà e la testa di moro, è più buona di Principe e forse anche del bar Fontana”
…
“Volevo scriverti una lettera ma poi ho pensato che tua madre poteva leggerla”
“Non cercare scuse, ti ho visto davanti al Liceo Internazionale con quella vrenzola. Spalomma!”
…
“Ho visto che ti sei fatto la ‘Gilera 6 giorni’ ma non era meglio la Vespa 125, più tranquilla e a basso consumo?”
“Ma quando mai! vuoi mettere …”
…
“(megafono) Un momento di attenzione, le cicche delle sigarette prima di gettarle per terra vanno spente altrimenti ci appicciamo tutti”
…
“Marò tengo ‘na famm’, sto digiuno da ieri sera, quella pizza da Umberto era buona ma un po’ pesante”
“No, noi andiamo da Gigino ‘o fetente, è più buona e si spende meno”
…
“Pure tu qui?! Stavamo scarsi”
“Vattenn’ tu! e ammocate ‘na uallera”
…
“Adesso o mi restituisci la fedina o vado a dire a tua madre che fumi”
“Tanto lo sa già”
“Sa anche degli spinelli?”
…
“Che hai in faccia, hai fatto a mazzate?”
“No, non ho visto la porta a vetri di Rubinacci”
“Ho capito, ti hanno dato una capata in bocca”
…
“Ciu ciu ma ti sei fatta bellissima, ti presento la mia donna”
“( sussurrato) Ué non fare lo stro, io non sono la tua donna, non ti frusciare e poi quella è proprio un cesso, la chiamano ceramica-Pozzi”
…
“(megafono) Attenzione ragazzi ricordatevi che sabato al Sagapo’ suoneranno i Thunder Boys e che stasera non sono potuti venire”
“E chi se ne fotte, io vado allo Stereo, è più tranquillo”
…
“Oilà pupatella, vuoi ballare?”
“Pupatella lo dici a soreta e poi con te non ballo, sabato alla Mela mi hai scassato un alluce”
…
“Lo sapevi che stanno organizzando per quest’estate in Danimarca, femmine a murì.”
“Non c’è bisogno di andare a Stoccolma per acchiappare, qua ne trovo quante ne voglio”
”Ignorante, Stoccolma sta in Norvegia”
…
“Senti, io mi vergogno di andare da Lancellotti a comprare i preservativi, è un amico di mio padre.”
“E allora vai a Piazza Amedeo da Colucci e poi, scusami, non è meglio che tuo padre vengaa saperlo che non sei ricchione?”
“Che volgarità!”
…
“i miei stanno cambiando tutti i mobili, quel vecchiume finalmente va via, hanno ordinato tutto da Petrì”
“Capirai! Se volevano rimodernare potevano prendere i mobili svedesi da Barrelli”
…
“Balliamo, su balliamo, questa è l’ultima dei Beatles si chiama ‘Tecno’”
“Ma che dici? È ‘Satisfaction’ dei Rolling Stones”
“Comunque io preferisco i Beatles”
…
“Che bello che è Vittorio Gassman, io l’ho visto a via Frattina, sembrava una statua”
“Meglio Mastroianni, meno presuntuoso”
…
“Oddio mi sono dimenticata di dire a mia madre dove stiamo, dammi due gettoni ci sarà un telefono …”
Fine dell’incantesimo
D’improvviso qualcuno mi pesta un piede e mi chiede scusa, sono di nuovo visibile ed il mio Smartphone si spegne, fine della batteria e fine dell’incantesimo. Non è un ballo in maschera, si respira comunque aria di festa, è una compagnia allegra, qualcuno un po’ triste; taluni si abbracciano perché si riconoscono, altri fingono ma si abbracciano ugualmente, nomi e soprannomi volano per le sale.
I passi sono lenti ma leggeri, si balla, si ride si scherza e si scattano foto. Non sono gli stessi, è normale. Non ci sono tutti, è normale.
La memoria è viva e questo non è normale, una sorta di magia fa sì che l’incontro avvenga come tra persone che magari si erano incontrate solo un mese prima … non tanti anni fa; magia di una città, di un quartiere, di una spensieratezza conservata intatta. Ma che belli ‘sti vecchietti, spero di essere così come loro fra tanti anni, sì, come loro, e di nuovo con loro.
Personaggi e interpreti (di se stessi) Serena Albano, Ciccio Ambrosino, Maurizio Ambrosio, Marcella Antinori, Massimiliano Baldi, Isidoro Balsamo, Otto Buccafusca, Larry Caldwell, Gigi Cappabianca, Franco Celotto, Alfonso Casella, Renato Colucci, Luciana Davide, Ico De Conciliis, Alfredo de Crescenzo, Daniele De Luca, Danila de Simone, Enzo De Simone, Beppe Donadio, Emanuele Fabiani, Roberto Farina, Franco Feluca, Giulio Ferone, Susy Gaudieri, Federica Ghilardi, Guido Gnocchi, Daniele Greco, Oscar Graziani, Marino Graziussi, Fabio Improta, Diana Iorio, Evi la Volpe, Anna Maria Lubrano, Marina Lo Schiavo, Renato Mannato, Ninì Marotta, Giancamillo Mazzarella, Antonio Molis, Ornella Mungo, Filippo Parisio, Roberta Piscitelli, Roberto Polese, Francesco Pio Porta, Rita Puca, Genni Riccio, Jonnhy Signorini, Alfredo Spadaro Guerra, Gabriella Spetrino, Lucio Stella, Gianfranco Talarico, Lucio Toscano, Italo Tripoti, Rino Ummarino, Mauro Ventura. E altrettanti altri.



























