Archivio mensile:aprile 2016

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Bellino, anzi bellissimo

 di Gaetano Borrelli

Negli anni Settanta il mio  primo maestro, Enrico Marcucci,  pubblicava una grande (per dimensioni e contenuti) rivista patinata in occasione del  Lotteria. Turismo e ippica, i temi trattati. Si chiamava Gran Premio. A me, giovane apprendista, Marcucci affidava il compito di “rompere le scatole” ad Angelo e Ruggero Rossi,  titolari dell’ “Arte Tipografica”, la storica tipografia di Palazzo Marigliano Continua a leggere

Sergio Fiore, Noni Volpe mauro Ventura e Sasà Cardillo Festa hawaiana al Castillo

Generazione Chiaia

 di Mauro Ventura

“L’appartenenza a Chiaia, non ti molla più, come il profumo del latte materno, del primo bacio, della violetta antica”. Compii 18 anni a Roma, a scuola, la festa per la maggiore età fu mutilata dei miei amici di via dei Mille. Ho frequentato tutto il liceo tra la Salaria e Piazza di Spagna dopo un breve iniziale tentativo al Liceo Umberto. Le passeggiate dunque per Via dei Mille erano i miei respiri napoletani, le domeniche, non tutte, e i periodi di ferie scolastiche Continua a leggere

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Destra e sinistra
ormai non esistono più

 di Ottorino Gurgo

Il parallelo sfaldamento della destra e della sinistra (la prima è letteralmente a pezzi; la seconda è lacerata da permanenti contrasti interni destinati, con ogni probabilità, ad esplodere clamorosamente quando, in ottobre, si svolgerà il referendum sulla riforma della Costituzione) induce a domandarsi se queste due categorie che hanno da secoli fatto da contrappunto alla vita politica, esistano ancora nel nostro paese

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La dichiarazione di guerra

di Alberto Toro

Quando l’urna era ancora calda, Vincenzo Boccia con il governo degli industriali praticamente spaccato in due, appena eletto nuovo presidente di Confindustria, prometteva toni moderati e condivisione.” Si apre una stagione nuova. Le complessità che abbiamo di fronte non ci permettono il lusso di litigare all’interno: questa Confindustria riuscirà a costruire un percorso di evoluzione, continuità e di cambiamento. Riusciremo a costruire e a dare l’esempio di come si fa sistema”. Insomma quello che non era riuscito Squinzi, l’avrebbe fatto lui Continua a leggere

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A carte scoperte

di Eduardo Palumbo

Salvini va da Donald Trump, l’uomo che ha sbaragliato tutti, democratici e repubblicani insieme. Berlusconi (congela Bertolaso) e va da Alfio Marchini, Arfio il palazzinaro che ha il pallino della politica e che onorando il padre voleva fare le primarie del Pd e, rifiutato, ora si ritrova come “indipendente” dall’altra parte, cioè nel centrodestra italiano. Denis Verdini va da Renzi, al Nazareno, per rifare il Patto, questa volta senza il Cavaliere (almeno per il momento) e per formalizzare ufficialmente il ruolo di Ala nell’ambito della maggioranza di governo, per chiudere la farsa dell’appoggio che c’è ma non si dice

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Il cardinal Graziano e i Casalesi

di Enzo Ciaccio

 “Solo una sana e consapevole libidine/salva il giovane/ dallo stress e dall’azione cattolica” canta Zucchero. Ma non è detto. Prendiamo il caso di Stefano Graziano ambizioso (e duttile) 40enne, ex democristiano di sinistra “tutto casa e azione cattolica”, nato ad Aversa ma “figlioccio” politico dell’irpino Ciriaco De Mita, presidente autosospesosi del Pd Campania finito nei guai per l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa. Con i Casalesi per la precisione. Continua a leggere