Archivio della categoria: Sfogliando

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Negozio che va
negozio che viene

di Mino Cucciniello

Quest’anno per la primavera – estate 2017 il quadrilatero dello shopping del lusso, che racchiude via dei Mille, piazza dei Martiri, via Carlo Poerio e via Carducci ma anche strade adiacenti, propone per la prossima stagione grosse novità che non riguardano solo la nuova moda che sarà protagonista degli imminenti mesi estivi, ma riguarda soprattutto l’apertura di nuovi negozi che sono andati ad occupare i locali rimasti desolatamente vuoti per l’addio di storici brand cittadini. Continua a leggere

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Una risata intimamente tragica

di Paolo Isotta

Il 15 aprile 1967, verso le tre del pomeriggio, scendevo a via Roma dal Corso Vittorio Emanuele attraversando i vicoli dei “Quartieri”. Dai “bassi” uscivano donne in lacrime. Singhiozzavano. “È mmuorto Totò!”. E s’abbracciavano per compianto e condoglianza, come quando un genitore, un congiunto, entra nel regno donde non si torna. Di quel pianto tutta l’aria vibrava, come d’una nota musicale. In pochi minuti Napoli ne fu pervasa. Si estendeva dal Vesuvio a Posillipo ai Campi Flegrei. Appresi così, sedicenne, che il mio idolo non c’era più. Come l’avevano saputo, quelle donne? Nei “bassi”, sul comò, accanto al San Giuseppe o alla Madonna sotto la campana di vetro, c’era la radiolina a transistors dalla quale gli uomini, la domenica, seguivano la partita di calcio. E di bocca in bocca si trasmisero il lutto. Continua a leggere

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Boncompagni, quando l’uomo
è un bambino andato a male

di Enrico Mentana

Penso che poche persone abbiano vissuto una vita intensa e straordinaria come quella di Gianni Boncompagni. Si potevano passare molte ore ad ascoltare i suoi ricordi, il mare scoperto a 14 anni, gli amori, il lavoro come divertimento (in radio), e poi al contrario come noia (in tv), e soprattutto l’interminabile successione di scherzi, beffe e cazzeggio della sua età dell’oro. Continua a leggere

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Ma la Metropolitana
la stanno facendo
o la stanno cercando?

  di Lidio Aramu

A proposito dei numerosi cantieri e della lunghezza estenuante dei tempi della costruzione del Metrò, a Napoli, circola una simpatica spiritosaggine: “Scusate, ma la Metropolitana la stanno facendo o la stanno cercando?”. In realtà la battuta centra i due aspetti fondamentali del procedere negli scavi: recuperare laddove è possibile le tessere della memoria storica della città sepolte nel sottosuolo partenopeo e arricchire la rete della mobilità con un’importante infrastruttura, la quale potrebbe risolvere le annose problematiche della viabilità cittadina. Continua a leggere

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La Luna e le 5 stelle

di Enrico Mentana

Se uno fa il giornalista, e non l’ultrà renziano o grillino, sa benissimo sia che l’inchiesta Consip resta in piedi con tutte le sue ombre, sia che si è aperta un’altra vicenda altrettanto grave. Non si può proprio dire che per effetto del caso-Noe si sgonfia l’indagine sugli appalti. Ma non si può negare che sulla macchina delle indagini attivata dal Noe per conto della procura di Napoli si addensano altri pesanti dubbi. Riguardano l’adulterazione degli elementi, attraverso la modifica di dati di fatto, la costruzione di accuse solo basate su tali dati modificati, e la sapiente divulgazione proprio di quegli elementi alla stampa Continua a leggere

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La strage dei cristiani
I versetti del Corano

di Carlo Alberto Paolino

Cinquanta morti, un centinaia di feriti. Nella domenica delle Palme, l’ennesima strage di cristiani, questa volta in Egitto. Due bombe firmate dall’Isis. Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha ordinato il dispiegamento di unità speciali delle esercito per garantire la sicurezza nei luoghi più sensibili del Paese. La prima delle due esplosioni è avvenuta davanti chiesa copta Mar Girgis a Tanta, a nord del Cairo, la seconda davanti alla chiesa di San Marco ad Alessandria  dove il papa copto, Tawadris, aveva detto messa poco prima. E’ una strage senza fine. Che non avrà fine. Continua a leggere

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Il sindaco napulegno

di Pierpaolo Pinhas Punturello

Esiste il napoletano ed esiste il napulegno. Al napoletano appartengono la capacità poetica, l’estro partenopeo, l’ingegno, la fantasia e il cuore grande. Al napulegno appartengono la retorica piccolo borghese, la cultura della minima e spicciola sopravvivenza, la logica di casta, il cuore anaffettivo. Il napoletano ha radici ed ali, sa vivere nella sua città, così come altrove e porta dentro di sé gli orizzonti internazionali della sua città, ne conosce la lingua dialettale e sa essere figlio di Partenope ovunque nel mondo, rendendo Napoli fiera di lui ovunque egli vada.Il napulegno vive a Napoli e vive nel mondo con la logica di un’appartenenza tribale, parla il dialetto ma non lo usa come lingua, non è figlio di Partenope ma figliastro e non è un elemento di orgoglio internazionale, quanto piuttosto un elemento di sospiri, se non di vergogna. Continua a leggere

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Il clan Assad, terrore e potere

di Akil Marceau

La tragedia della Siria dura da sei anni e ormai fa parte della nostra dieta quotidiana globale. Non passa giorno senza che i mass-media internazionali ci ricordano di questa guerra e dei suoi orrori, da ultimo l’attacco con armi chimiche contro i civili a Idlib. Più di 320.000 persone sono state uccise, in questi anni di guerra civile, metà della popolazione è sfollata dalle proprie città o profuga fuori dal paese. Continua a leggere

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Tre volte Napoli

di Valerio Caprara

Di cine-napoletanità, è noto, si può anche morire (e raccogliere le briciole del botteghino). La vena dei talenti autoctoni e i riflessi della quotidianità romanzesca fanno credere che a uno sceneggiatore o a un regista basti mettere la mano fuori dalla finestra per acchiappare storie e personaggi da inscatolare in contenitori filmici qualsiasi; e se poi succede che il prodotto sia impresentabile, si può sempre darne la colpa ai nemici del Nord o ai sicari interni dello #sputtananapoli. Continua a leggere