Archivio della categoria: Sfogliando

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L’Illuminismo della differenza
E l’Oscurantismo del Bds

di Gianmarco Pondrano Altavilla *

Gli ultimi mesi della nostra vita pubblica hanno visto Napoli al centro di avvenimenti e scontri politici che ne hanno offuscato la secolare reputazione di città aperta e ricca nella diversità. L’indegna guerriglia scatenata in concomitanza con la presenza di Matteo Salvini in città e l’appoggio di certa politica cittadina al boicottaggio culturale di Israele sono solo alcuni tra i molteplici esempi di una deriva, che dietro le bandiere di una supposta ideologia di tolleranza, ha condotto e sta conducendo sempre di più Napoli verso un’incultura della chiusura e della tacitazione di chi la pensa diversamente da noi.  Continua a leggere

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Una Repubblica fondata
sul lavoro nero

di Ottorino Gurgo

Un nuovo caso ha scosso il mondo politico sino a costringere il governo a far ricorso al voto di fiducia e a mettere addirittura in discussione la sopravvivenza della legislatura: il caso dei voucher, i buoni che permettono di regolarizzare il cosiddetto lavoro occasionale. La loro “storia” è nota: contestati dalla Cgil di Susanna Camusso, i voucher sono stati oggetto di una richiesta di referendum abrogativo dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale. Per evitare la consultazione popolare, i voucher sono stati aboliti dal governo che li ha ora riproposti, sia pure in forma diversa, nella “manovrina”. Continua a leggere

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Ladro di sogni

di Marcello Veneziani

Lo confesso: il mandante delle accuse a Fini sono io. Io e tutti quei ragazzi che hanno creduto nella destra, investendoci la vita. Noi, che possiamo comprendere i trasformismi, ma che non gli perdoneremo mai di aver svenduto i nostri sacrifici al cognato. Io so chi c’è dietro le carte che accusano Fini. So chi le ispira, conosco bene il mandante. Non c’entra affatto con Palazzo Chigi, i servizi segreti, il governo di Santa Lucia. È un ragazzo di quindici anni che si iscrisse alla Giovane Italia. Sognava un’Italia migliore, amava la tradizione quanto la ribellione, detestava l’arroganza dei contestatori almeno quanto la viltà dei moderati, e si sedette dalla parte del torto, per gusto aspro di libertà.

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Dio dov’era?

di Antonio Gnoli  -

Vive in un’ ampia casa nel cuore di Roma. Lui è Nelo Risi (fratello del più celebre Dino). Lei Edith Bruck: la sola che è rimasta di sei tra fratelli e sorelle. Edith è una donna straordinaria. Intensa come poche. Bella, come se il tempo l’abbia ripagata per tutto quello che ha dovuto subire. Ha scritto un libro notevole su Nelo, La rondine sul termosifone edito da La nave di Teseo. È un titolo strano. Bizzarro. Come fa una rondine a posarsi su un termosifone? Ma nella visione alterata di un malato di Alzheimer tutto diviene plausibile: poetico a volte e terribile più spesso. Continua a leggere

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Un affresco in nero

Un affresco in nero” (edito da il seme bianco) l’ultimo lavoro di Franz Krauspenhaar, è una sorta di affresco caravaggesco nel quale un famoso pittore contemporaneo, un Francis Bacon italiano, mentre sta per morire di un male incurabile racconta a una sua giovane assistente tutta la sua vita, dalla nascita nelle campagne lombarde durante la guerra, passando per il dopoguerra, gli anni del boom e gli altri decenni, sempre trascorsi a Milano.  Continua a leggere

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Questa di Marinella è la cravatta vera…

di Patrizia Vacalebri

“Si avvera un sogno: eravamo a Napoli e a Milano e cercavamo da tempo il locale giusto a Roma. Eccoci qui finalmente nel negozio dove era Hermes, in pieno Tridente, in una strada strategica. Inizia per noi una nuova avventura, perché vorremmo trasmettere un poco della nostra napoletanità ai romani, anche se avevamo già molti clienti nella capitale”. A parlare è Maurizio Marinella, erede del celebre marchio di cravatte made in Napoli, che inaugura il suo ‘agognato’ negozio romano, in via di Campo Marzio, a due passi dal Parlamento e dietro al salotto di Roma, piazza San Lorenzo in Lucina.

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Il mare di Bagnoli
non bagna Napoli

di Paolo Isotta

Sono iscritto al Partito Radicale; gli altri organismi dei quali faccio parte sono la “Luca Coscioni”, la “Lipu”, il “WWF” e un circolo nautico. Però l’anno scorso sono stato a votare alle primarie napoletane del Partito democratico (quello che i cretini chiamano “i democrat”) e ho votato per Antonio Bassolino, per il quale ho fatto anche il po’ di propaganda che mi era possibile. Domenica alle primarie dello stesso partito per scegliere il candidato Presidente del Consiglio a votare non sono andato. Non sono andati anche parecchi napoletani di spicco: per esempio l’avvocato Claudio Botti e il filosofo Roberto Esposito, ch’era mio compagno di banco al ginnasio. E nemmeno Bassolino. Continua a leggere

Sacrario dell’emigrante ignoto

L’armoniosa anarchia fallica

 di Lidio Aramu

 E’ risaputo: il patrimonio monumentale napoletano non trova spazio nei pensieri della cittadinanza e dei vertici istituzionali locali che dovrebbero gestire e tutelare la ricchezza culturale della città in termini comunitari. A testimoniarlo le indifese statue vandalizzate, senza soluzione di continuità nell’indifferenza generale, da un’orda barbarica autoctona. In questa interminabile gara allo scempio, la locale Soprintendenza spesso sembra rappresentare un valore aggiunto. Continua a leggere