Archivio della categoria: Società

12583675_10207374662078052_2120478912_n-624x911

E qui casca l‘asina…

 di Gianpaolo Santoro

Comincio a credere che Matteo Renzi abbia selezionato la sua classe dirigente facendo le primarie dei cialtroni. E dei bugiardi. Forse a sua immagine e somiglianza. Dopo la rossa che ci tiene a farsi chiamare ministra, ci mancherebbe, ma che non ci tiene a falsificare il suo curriculum, ecco la sagace Madia, secondo qualcuno “la più sprovveduta che ci sia….” La ministra prediletta di casa Napolitano dopo essersi incazzata ed aver minacciato querele è stata colta di nuovo con le mani nella marmellata. E ora anche chi l’ha difesa a spada tratta ha fatto un bel passo indietro, come l’Imt di Lucca che ha deciso di aprire una “procedura istruttoria ufficiale sul caso”. Continua a leggere

mattar ella-693556

Il nuovo miracolo italiano

di Emiddio Novi

Nel 2016 abbiamo esportato per un valore di 417 miliardi di euro. Esportiamo più di quanto importiamo. Tanto è vero che la bilancia commerciale nel 2016 ha registrato un attivo di 51,5 miliardi. E siamo un Paese privo di materie prime. Se non fosse stato per la crisi dell’edilizia e quella delle banche il Pil sarebbe andato molto meglio. Nel mondo occupiamo i primi posti nell’agroalimentare, nel turismo e nell’industria manifatturiera. Continua a leggere

13567263_1741055339498972_1994655954661083136_n

Il bordello & il rinascimento

 di Gerardo Mazziotti

 Sergio Bruni cantava “ Il sole è nato a Napoli, è nostra proprietà, ma non asciutta ‘e lacrime dall’occhie ‘e sta città”. E Pino Daniele denunciava “Napule è na carta sporca e nisciuno se n’importa”. Ho preferito citare i due maggiori cantautori cittadini piuttosto che Dorso, Croce, Salvemini, Nitti, Saraceno, Compagna e i tantissimi altri “meridionalisti” che hanno scritto ponderosi saggi sui mali storici di Napoli e del Mezzogiorno. E hanno indicato soluzioni che, all’atto pratico, si sono rivelate inefficaci. Tant’è  che la questione meridionale continua a essere il problema irrisolto del Paese. Continua a leggere

91ae30c3696924bd5c2d4de1898ea018_169_l

Pedalare per la vita

di Gianpaolo Santoro

“Oh, quanta strada nei miei sandali; quanta ne avrà fatta Bartali; quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita…” cantava così  quel poeta che è Paolo Conte rievocando le gesta di un campione che è stato più di un campione: Gino Bartali. L’uomo che pedalando e pedalando ancora come scrisse il cantore Gianni Brera  “venne additato come salvatore della patria perché il giorno in cui spararono a Togliatti la gente accorse ad ascoltare la radio anziché assaltare le prefetture…” Continua a leggere

4stat o

Il tramonto del sol dell’avvenire

di Enrico Mentana

L’allarme risuona da tempo, ma ora la caduta sembra accelerarsi ogni volta. I partiti della sinistra europea sembrano seguire la parabola che porta al tramonto di quello che fu nelle speranze di tanti milioni di uomini e donne il sol dell’avvenire. Nelle recenti elezioni olandesi i socialisti hanno perso tre quarti dei seggi in parlamento, superati non solo da liberali, conservatori e destra populista, ma anche dai verdi, com’era già avvenuto alle presidenziali austriache. Continua a leggere

165259276-3a0dc6ee-d4c4-41d2-8ec7-9bf696876114

L’anno del Dragone

di Giuseppe Merlino

Il 2017 è l’anno del Gallo. Così recita il calendario cinese. Ma per i Paesi dell’eurozona, sarà anche l’anno di Draghi, l’anno del dragone. Sino ad ora siamo andati avanti grazie al Quantitative Easing, ma poi? L’interrogativo esplode nel giorno che l’Europa celebra i suoi sessanta anni, i suo trattati. Sorrisi, ipocrisie e firme. Una passerella senz’anima. E secondo molti anche senza futuro Continua a leggere

donald-trump-geert -wilders-881534

Perché ha vinto Wilders

di Emiddio Novi

Per vantarsi di aver sconfitto i populisti in  Olanda hanno truccato i sondaggi della vigilia elettorale e il partito del premier Mark Rutte ha provocato una rottura drammatica con la  Turchia, impedendo a due ministri di Ankara di mettere piede nel suo Paese. Rutte addirittura ha cacciato degli immigrati islamici e ha rinnegato le politiche immigrazioniste che in Olanda sono arrivate al punto di offrire alloggi gratis agli immigrati, negandoli ai cittadini nativi. Demenze delle politiche dell’accoglienza. Il partito nazionalista di Wilders si è trovato di fronte a un governo che ha fatto autocritica e si è spostato su politiche che hanno indotto il premier turco Erdogan a dichiarare che in Olanda “si va verso un conflitto di religione”. Continua a leggere