Archivio della categoria: Società

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Lo scugnizzo di Salvini

 di Carlo Alberto Paolino -

Questa volta il pratone era tinto di blu, di bianco e blu per sottolineare il nuovo percorso intrapreso  da Matteo Salvini:  sempre più una forza nazionale e governare con buonsenso. E’ stata la trentaduesima volta della Lega a Pontida, la prima con Matteo ministro degli Interni e vicepremier, la prima volta con il partito al 17 per cento, e con partecipanti da ogni parte d’Italia, la grande svolta. Continua a leggere

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Il guardiano del Colle

di Ottorino Gurgo 

Se leghisti e pentastellati hanno pensato di essere riusciti a mettere a tacere il Quirinale, dopo le travagliatissime vicende delle settimane scorse, hanno evidentemente sbagliato i loro calcoli. Sergio Mattarella non ha abbassato la guardia. Tutt’altro. Ed è più che mai deciso ad esercitare sino in fondo il proprio compito di “grande controllore” degli atti e dei comportamenti dell’inedita maggioranza insediatasi alla guida del paese. Continua a leggere

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Come siamo caduti in basso…

di Ottorino Gurgo

Sotto il cielo di Roma regna la confusione più assoluta. Sembra che la politica del nostro paese abbia completamente perso la bussola. Tutto è incerto; impossibile ogni previsione su quel che ci attende nelle settimane a venire. Non c’è che da provare a effettuare una sorta di radiografia delle forze politiche in campo, ma anche qui ci muoviamo nella più assoluta precarietà. Continua a leggere

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L’inferno di Papa Francesco

 di Vittorio Feltri

Anche io come quasi tutti gli italiani sono cresciuto in parrocchia e all’ oratorio. La mia formazione è stata di tipo cristiano e non ho di che lamentarmi. Anzi. I preti mi hanno aiutato e sono loro grato. Capisco Eugenio Scalfari che, avendo superato i 90 anni, abbia voglia di conversare con il Papa, capo della Chiesa e quindi autorizzato a discettare dell’ aldilà e dell’ aldiquà. Alla fine dell’ esistenza qualche dubbio e qualche speranza vengono a tutti. Continua a leggere

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No, non erano fascisti rossi

di Giuliano Ferrara -

Ho saputo che era stato rapito nell’atrio della Federazione comunista di Torino, di ritorno da un viaggio a Roma per una riunione alle Botteghe Oscure. Sono passato davanti a via Caetani, che dalle Botteghe Oscure è a due passi, la mattina in cui i suoi assassini l’hanno depositato come un agnello in una Renault rossa, perché andavo a prendere il tassì per Fiumicino tornando a Torino dove vivevo e lavoravo come dirigente comunista e responsabile dell’antiterrorismo. Erano passati cinquantacinque giorni, il tempo dell’unica vera tragedia nazionale vissuta dalla mia generazione. Continua a leggere

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Il suicidio della pacificazione

di Emiddio Novi

La grande finanza, come i Cinquestelle, sogna una società anestetizzata dal reddito di cittadinanza. Grillo propone una società senza lavoro perché, dice, abbiamo una capacità produttiva che è di gran lunga superiore alle nostre necessità “. E allora nel nostro futuro ci saranno, secondo Grillo, due società. Ci sarà la minoranza di quelli lavoreranno e saranno produttivi. Poi, tutti gli altri, che vivranno di assistenza. Continua a leggere

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Adolf Grillo

di Gerardo Verolino –

C’è un signore che sostiene non di essere Hitler. Ma di essere “oltre Hitler”. Un signore sul cui blog si possono leggere frasi di questo tipo: “Fosse per me prenderei a cannonate Israele da mattina a sera e gli farei rimpiangere i metodi usati dallo zio Adolf”. E ancora: “Hitler era sicuramente un pazzo malato, ma la sua idea di eliminare gli ebrei era per eliminare la loro dittatura finanziaria”. Questo signore si chiama Beppe Grillo e il blog, infestato di commenti razzisti e anti-semiti, è il suo. Inoltre è il garante, nonché il fondatore e l’ideologo, del Movimento Cinquestelle, il primo partito d’Italia che rischia di entrare addirittura al governo dalla porta principale, con DI Maio a Palazzo Chigi. Continua a leggere

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Falce & macello

di Gerardo Verolino

Se pensavate che con de Magistris si fosse toccato il fondo del ridicolo, quando, a quasi trent’anni di distanza dalla caduta del Muro di Berlino, lo si vede ancora alzare, lui pubblico amministratore, grottescamente il pugno al cielo, sinistro simbolo del comunismo perduto, per le vie delle città, ad una manifestazione, come è accaduto, l’altro giorno a Roma, quando il sindaco si è presentato davanti alla sede del “Palazzo”, accompagnato da un manipolo di aficionados per batter cassa al governo, inscenando per l’appunto la carnevalesca pantomima del comunista incazzato che protesta perché lo Stato reazionario affamerebbe il suo popolo, sappiate che non avete ancora visto tutto. Continua a leggere