Archivio della categoria: Società

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Il bordello & il rinascimento

 di Gerardo Mazziotti

 Sergio Bruni cantava “ Il sole è nato a Napoli, è nostra proprietà, ma non asciutta ‘e lacrime dall’occhie ‘e sta città”. E Pino Daniele denunciava “Napule è na carta sporca e nisciuno se n’importa”. Ho preferito citare i due maggiori cantautori cittadini piuttosto che Dorso, Croce, Salvemini, Nitti, Saraceno, Compagna e i tantissimi altri “meridionalisti” che hanno scritto ponderosi saggi sui mali storici di Napoli e del Mezzogiorno. E hanno indicato soluzioni che, all’atto pratico, si sono rivelate inefficaci. Tant’è  che la questione meridionale continua a essere il problema irrisolto del Paese. Continua a leggere

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Pedalare per la vita

di Gianpaolo Santoro

“Oh, quanta strada nei miei sandali; quanta ne avrà fatta Bartali; quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita…” cantava così  quel poeta che è Paolo Conte rievocando le gesta di un campione che è stato più di un campione: Gino Bartali. L’uomo che pedalando e pedalando ancora come scrisse il cantore Gianni Brera  “venne additato come salvatore della patria perché il giorno in cui spararono a Togliatti la gente accorse ad ascoltare la radio anziché assaltare le prefetture…” Continua a leggere

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Il tramonto del sol dell’avvenire

di Enrico Mentana

L’allarme risuona da tempo, ma ora la caduta sembra accelerarsi ogni volta. I partiti della sinistra europea sembrano seguire la parabola che porta al tramonto di quello che fu nelle speranze di tanti milioni di uomini e donne il sol dell’avvenire. Nelle recenti elezioni olandesi i socialisti hanno perso tre quarti dei seggi in parlamento, superati non solo da liberali, conservatori e destra populista, ma anche dai verdi, com’era già avvenuto alle presidenziali austriache. Continua a leggere

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L’anno del Dragone

di Giuseppe Merlino

Il 2017 è l’anno del Gallo. Così recita il calendario cinese. Ma per i Paesi dell’eurozona, sarà anche l’anno di Draghi, l’anno del dragone. Sino ad ora siamo andati avanti grazie al Quantitative Easing, ma poi? L’interrogativo esplode nel giorno che l’Europa celebra i suoi sessanta anni, i suo trattati. Sorrisi, ipocrisie e firme. Una passerella senz’anima. E secondo molti anche senza futuro Continua a leggere

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Perché ha vinto Wilders

di Emiddio Novi

Per vantarsi di aver sconfitto i populisti in  Olanda hanno truccato i sondaggi della vigilia elettorale e il partito del premier Mark Rutte ha provocato una rottura drammatica con la  Turchia, impedendo a due ministri di Ankara di mettere piede nel suo Paese. Rutte addirittura ha cacciato degli immigrati islamici e ha rinnegato le politiche immigrazioniste che in Olanda sono arrivate al punto di offrire alloggi gratis agli immigrati, negandoli ai cittadini nativi. Demenze delle politiche dell’accoglienza. Il partito nazionalista di Wilders si è trovato di fronte a un governo che ha fatto autocritica e si è spostato su politiche che hanno indotto il premier turco Erdogan a dichiarare che in Olanda “si va verso un conflitto di religione”. Continua a leggere

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Yes, we can
Possiamo spiare tutti

 di Emiddio Novi

Obama faceva spiare tutti. La Cia era in grado di infettare per intercettarli tutti i sistemi di comunicazione. Dai telefonini, ai televisori, ai database della polizia e dell’Fbi. I telefonini, le televisioni persino le auto degli obiettivi Cia erano controllati. La Cia poteva provocare un incidente stradale per eliminare un leader straniero ritenuto pericoloso come il populista austriaco Heider. Trasformare i televisori o gli iPhone in trasmettitori di tutti i colloqui senza nessuna autorizzazione: con Obama era diventata una consuetudine, fino al punto di spiare un alleato fedelissimo come Angela Merkel. Continua a leggere

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Il suicidio palestinese del Bds

di Eden Gorodischer*

Sul volto di Haytam lo sconcerto è evidente. Si capisce benissimo che sta cercando di metabolizzare ciò che ha appena appreso. Per Haytam l’occupazione è tutto: gli consente di vivere e di sostenere i suoi bambini. Senza di esso, non riesce ad immaginare che ne sarebbe della sua famiglia. Haytam è palestinese, e gli sono stati appena comunicati gli sforzi profusi per sabotare fino alla chiusura la fabbrica in cui lavora, situata nella cittadina israeliana di Ariel. Continua a leggere