Archivio della categoria: Società

9QXzNGOaPM1ZWs9dgXZorVmW8-8

Ma se il Papa
è nemico dell’Occidente …

di Corrado Ocone

Il cristianesimo agisce secondo l’etica della convinzione, ma tiene ben distinto il suo ambito di azione da quello che ė proprio dello Stato e della politica. È il principio di laicità, che lo Stato moderno ha preso paro paro non solo dalla dialettica di potere medievale (fondata sul conflitto fra trono e altare) ma addirittura dal Vangelo, il quale senza troppi infingimenti impone di dare a “Cesare quel che è di Cesare”. Il cristiano perciò non dovrebbe fare politica, se non in modo mediato. Continua a leggere

Gen tiloni

Accanimento terapeutico

  di Ottorino Gurgo

Anni fa, nel transatlantico di Montecitorio, ci capitò di assistere a un divertente siparietto. Era, all’epoca, presidente del Coniglio Giovanni Spadolini il quale, vedendo due dei suoi ministri, noti per essere in permanente, reciproco dissenso, si avvicinò loro e domando: “Ci sono problemi ?”. E, subito dopo, aggiunse: “Perché se ci sono problemi li si accantona…”. Ricordiamo l’episodio perché ci sembra che la “tecnica spadoliniana” sia la stessa  seguita dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a proposito del dibattito sullo ius soli. Continua a leggere

boldrini-khulood-921662

Il silenzio della Boldrini

di Annalisa Chirico  -

La presidente della Camera Laura Boldrini era forse intenta a redigere il nuovo Dizionario Rosa, desinenze rigorosamente in essa e trice; o forse dettava agli eletti in Parlamento la lista delle leggi che lei ritiene, a suo insindacabile giudizio, da approvarsi entro la fine della legislatura, così volle, fortissimamente volle; oppure, bisognerebbe domandarglielo, con i collaboratori ultimava l’elenco, già abbozzato, dei monumenti da abbattere al fine di non urtare la sensibilità di qualche minoranza oppressa. Continua a leggere

Giovanni-Arcangioli1

Il mistero dell’agenda rossa

di Gerardo Mazziotti

La sera del 7 giugno 2012 è andato in onda su Rai1 il film “ Paolo Borsellino: 57 giorni” sulla strage di via d’Amelio (dove la mafia massacrò il magistrato e gli agenti destinati alla sua protezione) cinquantasette giorni dopo la strage  di Capaci in cui morirono Giovanni  Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i poliziotti della scorta. C’è un episodio controverso inserito nel film dal regista Alberto Negrin che merita di essere evidenziato. La scena finale mostra un uomo in borghese, non identificabile perché viene mostrato dalla cintola in giù, che si avvicina all’auto sventrata dall’esplosione e ancora fumante per prendere sul sedile posteriore la borsa contenente anche la famosa agenda rossa di Paolo Borsellino. Continua a leggere

14593490_10209449186139857_722919994_n

La successione

di Ottorino Gurgo

Ha scosso per alcune ore il mondo della politica – soprattutto quello del centro-destra, una “notizia bomba” che si è peraltro ridimensionata in tempi assai brevi. La notizia era questa: Silvio Berlusconi aveva manifestato il proposito di portare alla guida del centro-destra l’attuale amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne. Continua a leggere

ayutthaya-luogi-abbandonat i-685395

Il Mondo, la Terra e gli Schiavi

di Emiddio Novi

Turni di 24 ore, sei giorni su sette. 12 ore di lavoro per turno. Vietato sedersi nelle 12 ore di lavoro. I dormitori sono in fabbrica. Perché si è convocati a ricoprire un turno di lavoro anche mentre si dorme. La Apple e tutte le multinazionali innovative impongono questi ritmi e questo schiavismo produttivo ai loro operai cinesi. Il salario è di 1,85 dollari l’ora. Le multinazionali americane non pagano le tasse in Patria. Se la Fiat le paga in Olanda, gli americani preferiscono l’Irlanda, un paradiso fiscale dove le tasse sono quasi azzerate.  Per garantire e difendere questo schifo, un anno fa intervenne il presidente Obama per impedire che i suoi amici evasori fiscali fossero gravati in Europa da un migliaio di miliardi di tasse. Mille miliardi. Continua a leggere

trump_putin _horse-620x412

Il cavallo di Donald

 di Ottorino Gurgo

Abbandoniamo, almeno per un attimo, le dispute e i pettegolezzi un po’ provinciali della politica italiana e volgiamo lo sguardo all’Europa per notare che spesso le cose sono, nella realtà, diverse da come appaiono. L ’avvento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti è stato  considerato dai più, soprattutto nel nostro Continente, come un autentica sciagura. Ebbene: sono trascorsi soltanto pochi mesi da quella elezione e i fatti si stanno incaricando di confermare che tutti i timori che accompagnarono la ascesa al vertice della maggiore potenza mondiale da parte del candidato repubblicano erano più che giustificati. Continua a leggere

14619898_10209449026415864_1682209224_n

Sovranisti & alleanze

di Emiddio Novi

Stalin capì negli anni 30 che i comunisti senza alleati avrebbero sommato solo sconfitte. Per competere e fermare i fascisti, i partiti comunisti dovevano allearsi con i borghesi e se possibile anche con i ceti medi. Antonio Gramsci sempre in quegli anni formulò la strategia del blocco storico operai-contadini e l’alleanza larga con ceti su cui il Pci doveva esercitare l’egemonia che era un mix di convinzione e coercizione. Quanti si interrogano sul futuro del fronte nazionale in Francia devono riflettere sugli oltre dieci milioni di voti raccolti dalla Le Pen e prendere atto che è una forza enorme per un solo partito in una società complessa come quella francese.

Continua a leggere

13115551_10208149065437652_463445262_n

C’erano una volta
gli intellettuali …

 di Ottorino Gurgo

 C’erano una volta gli intellettuali. Vien quasi da chiedersi: e chi erano ? Uomini di pensiero, che hanno influenzato, spesso con punti di vista divergenti, ma sempre in maniera incisiva, la vita culturale e politica del nostro paese. Ne ricordiamo alcuni: Mario Pannunzio, Elio Vittorini, Giuseppe Prezzolini, Pier Paolo Pasolini, Ignazio Silone, Leonardo Sciascia, Norberto Bobbio. L’elenco potrebbe continuare. Tutti personaggi che hanno dato un contributo che non esiteremmo a definire essenziale per lo sviluppo dell’Italia, ma tutti, purtroppo, appartenenti a quella Prima Repubblica che – non ci stancheremo mai di ripeterlo – sarebbe ormai ora di rivalutare e per la quale, raffrontandola con l’attuale, ci sembra più che mai valido il motto che appariva scritto su quelle ceneriere di maiolico ormai in disuso: “Poco se mi considero, molto se mi confronto”. Continua a leggere

700x350c50

Le guerre di Soros

di Emiddio Novi

Il turbofinanziere Soros si è precipitato da Gentiloni per proteggere le Ong   neoschiaviste. Quelli che accusavano di complottismo quanti da anni sostengono che la grande finanza sta conducendo una guerra etnica, economica e politica contro i popoli ora non possono negare l’evidenza. Perché guerra etnica, economica e politica è presto detto.  Continua a leggere