La crisi dei mediocri

di Ottorino Gurgo –

Al momento in cui scriviamo non è ancora chiaro quale sarà la soluzione della crisi di governo. Quel che, tuttavia, ci sembra sia da rimarcare sin da ora è che la tumultuosa vicenda politica che stiamo vivendo, rivela chiaramente che nel nostro paese sono in atto due crisi e non una soltanto.

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Matteo Salvini e Giuseppe Conte

La prima crisi sulla quale si sta affannosamente sviluppando il dibattito tra le forze politiche- in particolare tra Lega, Cinquestelle e Pd – è quella che dovrebbe concludersi con la formazione del nuovo governo, sia che si tratti di un governo destinato a durare, sia che debba condurci ad elezioni anticipate.

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Ottorino Gurgo

Non siamo in grado, ovviamente, di prevedere quale sarà l’esito dei contatti in corso (le caratteristiche schizofreniche delle tue forze che si stanno confrontando rendono quantomai complicata ogni previsione) ma sappiamo con certezza che una soluzione ci sarà fidando soprattutto sul buon senso e sulle capacità di mediazione di Sergio Mattarella che sembra, ormai l’unico attendibile punto di riferimento della politica nazionale.

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ZIngaretti e Di Maio

Sembra in qualche misura rendersene conto lo stesso Matteo Salvini che, dopo aver acceso la miccia di questo “pasticciaccio brutto”, pagherebbe di tasca sua un’ingente somma per poter fare marcia indietro.

Ci sembra, infatti, che, come un attore di modesta levatura, il leader leghista abbia sbagliato il tempo dell’entrata in scena. Ma questo è un altro discorso.

Il fatto è che, al di là dei suoi atteggiamenti da sbruffone, Salvini non è l’unico personaggio mediocre della politica italiana. Mediocri (fatte, ovviamente, le debite eccezioni, ahimè sempre più rare) sono quasi tutti, al di là del partito di appartenenza.

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Pietro Nenni

E poiché, come era solito dire il vecchio Pietro Nenni, la politica cammina sulle gambe degli uomini, ecco che dopo il crollo della (ingiustamente e superficialmente a nostro avviso) vituperata Prima Repubblica. Si è determinata quella seconda crisi alla quale abbiamo fatto riferimento all’inizio.

È certamente questa la più grave delle due crisi perché non è soltanto la crisi di una classe politica del tutto incapace di dar corpo ad un progetto, ad un’idea di governo, ad un’alleanza stabile tra forze diverse, ma è la crisi delle istituzioni e dello Stato cui fa da sfondo un profondo degrado della società, mortificata da una condizione di depressione che rende difficile ogni possibilità di ripresa.

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Non è la prima volta che il nostro paese si trova in condizioni di difficoltà, ma è riuscito ad uscirne e a risollevarsi facendo ricorso a capacità che sembrano ormai venute meno.

È per questo che la crisi aperta dal leader leghista ci appare, alla resa dei conti, la meno grave. Il nuovo governo si riuscirà, prima o poi, a costituire. Ma come ridar vigore a una politica e a una società che sembrano aver perso ogni forza reattiva ?

 

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