di Ottorino Gurgo
L’opposizione (con il supporto di Matteo Renzi che all’opposizione si è, ormai, di fatto, aggregato) ha avuto ragione nel sollecitare la convocazione del Parlamento per discutere dei provvedimenti del governo per contrastare il dilagare del Coronavirus. Siamo una Repubblica parlamentare e lo saremo sino a quando il nostro assetto istituzionale non verrà modificato, ed era assurdo tenere il Parlamento fuori dalla stanza dove si decide come fronteggiare uno degli eventi più drammatici della nostra storia.
Qualcuno dirà che deputati e senatori fanno soltanto chiacchiere, laddove è il momento di parlar poco e di decidere in fretta.
È un punto di vista qualunquista e superficiale. È vero, invece, che dal dibattito parlamentare è emersa una cosa importante: la consapevolezza, cioè, che è necessario stabilire una sorta di collaborazione tra le forze politiche, al di là delle rispettive appartenenze a questo o a quello schieramento.
Certo i contrasti non sono stati superati. Tutt’altro. Restano, da una parte e dall’altra, significative diffidenze, diffusi sospetti, evidenti strumentalizzazioni.
Ma, sia pure facendo appello ad una non trascurabile dose di ottimismo e mantenendo le dovute riserve, sarebbe ingiusto non riconoscere che quel dibattito (grazie alla spinta dell’opinione pubblica e anche alle ripetute esortazioni di Sergio Mattarella apparso più che mai impegnato,in questa circostanza, a stimolare le forze politiche affinché mettano da parte,lo spirito di fazione) è riuscito, sia pure con qualche sbavatura, a far comprendere la necessità di una sorta di “moratoria”.
Occorre, cioè, prendere coscienza che di fronte a eventi come quello che stiamo vivendo, l’errore maggiore che si possa compiere è quello di chiudersi in se stessi, mentre è indispensabile accantonare gli egoismi di parte e la grettezza settaria, come accadde nei non dimenticati “anni di piombo”: o si vince tutti insieme o si perde tutti, a qualunque colore politico si appartenga.
Lo ripetiamo: non si può certo dire che questo sia accaduto. Anzi, osservando la realtà quotidiana, siamo costretti a constatare che i tentativi di strumentalizzare la situazione non sono venuti meno, purtroppo, e che i “distinguo” non sono per nulla venuti meno.
Ma è tuttavia positivo il fatto che, dopo quel dibattito parlamentare, anche in virtù delle reazioni che esso ha suscitato in un’opinione pubblica stanca di divisioni e aggressioni reciproche, i partiti sanno quale dovrebbe essere il loro comportamento. Se non vorranno adeguarvisi se ne assumeranno la responsabilità.










