Archivio della categoria: Copertina

Italy v Netherlands - International Friendly

Non ci resta che piangere

di Adolfo Mollichelli -

Un-due-tre. Mancini, elegante e composto anche sotto la pioggia, ha compiuto il suo trittico di prova. Salam Arabia Saudita (e sunnita), allons enfants de la patrie, i tulipani sfioriti d’Olanda. Provare, provare, provare. Dice così la donzella quattrocentesca che gioca con una palla tra le mani al messere Troisi a cavallo di messere Benigni. Chissà perché m’è venuto alla mente – pensando all’italica nazionale – a Non ci resta che piangere. Ma provando e riprovando il nostro ct qualcosa s’inventerà. Ne sono (quasi) certo. Continua a leggere

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Avanti Sarri, alla riscossa maglietta rossa

di Adolfo Mollichelli -

Tutto è compiuto. Campionato e week end entusiasmanti fino alla fine. Al settimo sigillo di Madama, al secondo posto con punteggio record (91 punti) del Napoli, si sono aggiunti gli ultimi verdetti. Roma terza forza in assoluto. Milan in Europa League senza dover passare dalla noia dei preliminari che, invece, toccheranno all’Atalanta. Inter in Champions dopo un digiuno di sei anni. Lazio a leccarsi ferite dolorose. Crotone, battuto al San Paolo, in B insieme con Verona e Benevento. L’addio di Buffon alla Juve. La finale perduta ai rigori dagli under 17 azzurri al cospetto degli olandesini scafati e fallosi che ve li raccomando.  Continua a leggere

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La fantasia in azzurro

 di Adolfo Mollichelli -

Fumata bianca, rossa e verde dal comignolo sul tetto del Palazzo di via Allegri. Habemus Commissarium Tecnicum. Viva l’Italia che non andrà al mondialone di Putin. Dopo sessant’anni. Per colpa dell’omaccione che sbuffava e faceva ‘a faccia storta ad ogni cavolata degli azzurri da lui stesso scelti, messi in campo e guidati, senza avere la patente. Vecchi tempi, anzi (Ta)vecchi(o). Continua a leggere

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La notte prima dell’esame sovranista

di Emiddio Novi

Berlusconi ha autorizzato Matteo Salvini a tentare l’accordo di governo con Di Maio. Leghisti e Cinquestelle in teoria dovrebbero dar vita al primo governo sovranista europeo. Un’alleanza che dovrebbe portare fin dal primo giorno a un conflitto radicale con la tecnoburocrazia di Bruxelles e la Bce di Draghi. Si capirà sin dalle prime settimane se quello di Salvini e Di Maio sarà un governo di svolta per il Paese e per l’Europa o sarà un tentativo mal riuscito di azzardo politico. Continua a leggere

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Papponi e don Maurizio. La burla scudetto

di Adolfo Mollichelli

Un giorno all’improvviso si ruppero ‘e giarretelle. Svanì il grande sogno. Piansero gli azzurri, non tutti. Si divisero gli aficionados in papponi e sarriani. Esternarono sui social i cuori infranti. Ballò, con tanto di trenino, l’uomo di fascia (tricolore) che dopo i fatti di Inter-Juve aveva tuonato “ci riprenderemo quello che ci hanno tolto”. Disse tutto ed il contrario di tutto – a reti più o meno unificate – Aurelio Primo l’imperatore-padrone-amministratore. Un solo concetto chiaro. Il rimprovero a quel testone nato a Bagnoli e che mugugna in toscano: Maurì, t’avevo detto de fa’ giocà un po’ tutti, con questa smania tua de figli e figliastri. Continua a leggere

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L’emblema di una mistificazione

di Magdi Cristiano Allam

La foto di Giuseppina Ghersi, una bambina di 13 anni, che il 30 aprile 1945 fu assassinata dai partigiani con un colpo di pistola, dopo essere stuprata e picchiata insieme a sua mamma con il papà costretto a suon di botte ad assistere a quell’atrocità, e il cui corpicino fu ritrovato su un mucchio di altri cadaveri di civili innocenti barbaramente trucidati dai partigiani davanti alle mura del Cimitero di Zinola, alla periferia di Savona, dove i Ghersi erano proprietari di un piccolo negozio di frutta e verdura, è emblematica della grande menzogna sulla “Festa della Liberazione”.

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La versione del tutto ideologica che a liberare l’Italia dal nazismo e dal fascismo sarebbero stati gli stessi partigiani comunisti che violentarono e assassinarono Giuseppina Ghersi e perpetrarono degli efferati crimini contro la popolazione civile inerme, ci impone di riscrivere la verità sulla nostra Storia.

Il fatto che l’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, monopolizzi il merito della liberazione e gestisca in esclusiva la “Festa della Liberazione”, è una radicale mistificazione della realtà e un oltraggio della memoria delle decine di migliaia di vittime dei partigiani comunisti.

25 aprile: Pd, corteo Anpi divide, non ci saremo

Così come è paradossale che l’Anpi, che ha fatto dell’antifascismo e dell’antirazzismo la sua ragion d’essere, connotandosi come movimento ideologico della sinistra globalista e multiculturalista, di fatto più che salvaguardare l’Italia e difendere la nostra civiltà, predica l’apertura incondizionata delle frontiere, la fine dell’Italia sovrana e in prospettiva la morte della nostra civiltà.

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Dario Fo alla scuola fascista paracadutisti di Tradate

Mi domando fino a quando si continuerà a celebrare la “Festa della Liberazione” senza fare alcun riferimento al ruolo principale svolto dalle forze anglo-americane?

Fino a quando si continuerà a rappresentare il fascismo come il male assoluto, ignorando le molteplici opere indubbiamente positive attuate da Mussolini?

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Eugenio Scalfari

Fino a quando si continuerà a tollerare l’ignoranza dei tantissimi antifascisti di professione che non sanno nulla del fascismo e dell’ipocrisia degli antifascisti che hanno scalato le vette del potere politico e sociale tacendo sul loro trascorso fascista, quali Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari e Dario Fo?

Magdi Cristiano Allam

Magdi Cristiano Allam

Ciò che serve all’Italia è una “Festa della Riconciliazione Nazionale”, riconciliazione con la verità storica della liberazione dal nazismo e dal fascismo che si deve principalmente all’intervento bellico anglo-americano; riconciliazione con la verità storica dei crimini perpetrati dai partigiani comunisti da condannare come “crimini contro l’umanità”; riconciliazione con la verità storica sul ventennio fascista nella complessità di ciò che di positivo e di negativo ha rappresentato per gli italiani; riconciliazione tra tutti gli italiani che hanno a cuore l’Italia e la difesa della civiltà italiana a prescindere se votino a destra, al centro o a sinistra.

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Le quattro giornate del Napoli

di Adolfo Mollichelli -

E in una notte all’improvviso accadde che un angelo nero (angeli negri, cantava Don Marino Barreto) calò sulla Turìn città dei misteri che secondo la leggenda fu fondata da Fetonte. Un angelo nero venuto dal Senegal inviato da un drone lontano a sopraffare un marocchino impaurito messo a guardia dello spiazzo davanti alla porta di casa di una vecchia signora. E tutto accadde sul limitare dell’uscio. Lì fu presa nel giorno dedicato al ricordo delle violenze sulle donne. E senza neppure la gentilezza di chiedere: permette, signora? Continua a leggere

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Di Maio–Salvini, finchè il Pd non vi separi

 di Ottorino Gurgo -

 Non è soltanto l’aspra rivalità tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, entrambi desiderosi di ottenere per sé la guida del governo, a bloccare la soluzione della crisi con grande rammarico di Sergio Mattarella, ansioso di porre fine a quella che sta diventando una telenovela sempre più stucchevole è deciso a dare finalmente al paese un esecutivo nella pienezza delle sue funzioni. Continua a leggere