di Giulio Meotti
Oggi è record, 627 morti in Italia in un solo giorno. 4.032 vittime totali. Di questo passo, senza picco, a fine mese triplicheremo la Cina secondo i numeri dell’Oms, gli unici che abbiamo. 5.986 i nuovi contagi oggi, 15 per cento in più rispetto a ieri. Questa pandemia sta decimando le case di cura nel Nord. Ci sono istituti dove un terzo dei pazienti ha già perso la vita, numeri neanche conteggiati perché non si fa loro il test.
Il paese si è paralizzato. L’abisso economico è davanti. Dobbiamo sperare che la politica messa in atto, questa sorta di quarantena all’italiana, dia il risultato sperato quanto prima, perché stiamo perdendo ogni giorno numeri spaventosi. Oggi, per capire meglio, è come se ci fossero stati due terremoti dell’Aquila.
627 morti. 627 vite spente, da sole, senza nessuno accanto. 627 famiglie che piangono un caro, anzi, cui non hanno neanche potuto dire addio. 627 in ventiquattro ore. Sono numeri che forse nemmeno durante la Prima guerra mondiale si vedevano.
E oggi si parlava ancora della “corsetta sì, ma da soli e vicino a casa”. Non so che pensare. Se non che, come ho scritto un mese fa, abbiamo fallito, tutti, come paese. Tenere duro è tutto quello che ci resta.








