Archivio della categoria: Rileggiamo

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Le lumache di MisterChef

di Elisabetta Colangelo

 Per avere un’idea del senso dell’umorismo di Alessandro Borghese basti pensare che la sua società, con la quale fa ristorazione , catering, consulenze e programmi tv , si chiama AB Normal, citazione tratta dal celebre film Frankestein Junior. Di persona è il tipo che infila una battuta dietro l’altra , gioca, ride, scherza. Incontenibile. Insomma: è uno chef , ma anche un vero intrattenitore. Continua a leggere

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“Ancora tu: ma non dovevamo vederci più?

di Tomaso Montanari

Renzi aveva giurato di “lasciare la politica”, ed è quello che sta succedendo. Perché, smentendo se stesso in modo così clamoroso, e dunque perdendo la faccia in modo irreversibile, Renzi lascia la politica e svela platealmente la sua appartenenza al “lato oscuro della forza”: cioè al potere per il potere, all’eterno gioco di corridoio, alla congiura e all’intrigo. Continua a leggere

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Attenti a quei due

 di Piero Ostellino

 In Italia, abbiamo, in Matteo Renzi, uno dei peggiori presidenti del Consiglio del dopoguerra; gli Stati Uniti, con Obama, hanno il peggior presidente. La notizia che l’Italia schiererà proprie truppe nei Paesi est-europei ai confini della Russia, preannuncia che a pagare i costi, in termini economici e commerciali, dell’apertura di questo nuovo fronte della guerra fredda, da parte degli Stati Uniti di Barack Obama, sarà l’Italia Continua a leggere

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Teniamoci stretta la democrazia

di Piero Ostellino

Per Zagrebelsky  il rischio è reale: la riforma può portare a derive autoritarie attraverso una concentrazione del potere al vertice delle istituzioni e il conseguente passaggio da una democrazia a una oligarchia. La riforma voluta da Renzi, insieme a quella elettorale (su cui il presidente del Consiglio appare però ora disposto a fare diverse concessioni, anche perché non garantirebbe una vittoria certa della sua parte politica) sembra invece postulare una svolta autoritaria Continua a leggere

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San Gennaro se ne fotte…

di Paolo Isotta

“San Gennaro è llungariello ma nunn è scurdariello”, si dice nella mia città: ossia: egli è tardo, sia nel concedere grazie che nel punire: ma nulla dimentica. E’ un Santo irritabile: prova antipatia per coloro che fanno del male ai suoi devoti e prima o poi li punisce. L’ho a tal punto sperimentato che non vorrei essere nei panni di chi mi ha fatto cattiverie: intendo dei superstiti. Aggiungo che diventare suo devoto non è facile: mica lui è un qualunque San Giuseppe. Elegge; elegge imperscrutabilmente. D’esser eletti si può auspicare, implorare, non pretendere Continua a leggere

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San Gennaro se ne fotte…

 di Paolo Isotta

“San Gennaro è llungariello ma nunn è scurdariello”, si dice nella mia città: ossia: egli è tardo, sia nel concedere grazie che nel punire: ma nulla dimentica. E’ un Santo irritabile: prova antipatia per coloro che fanno del male ai suoi devoti e prima o poi li punisce. L’ho a tal punto sperimentato che non vorrei essere nei panni di chi mi ha fatto cattiverie: intendo dei superstiti. Aggiungo che diventare suo devoto non è facile: mica lui è un qualunque San Giuseppe. Elegge; elegge imperscrutabilmente. D’esser eletti si può auspicare, implorare, non pretendere Continua a leggere