di Giulio Meotti
Prendetevi due minuti e leggete cos’è la Cina. Health Europa sta pubblicando una serie di rapporti su come la Cina sta espiantando organi ai condannati a morte per i trapianti.
Racconta la professoressa Wendy Rogers, una delle dieci persone più importanti secondo la rivista Nature nel mondo della scienza in riconoscimento della sua campagna contro il prelievo forzato di organi: “Mi ero domandata: tutti questi trapianti che stanno avvenendo in Cina, da dove provengono gli organi? C’era un articolo sui media in Australia in cui un paziente diceva: ‘Vado in Cina, la prossima settimana sparano al mio donatore’”.
Così Rogers si è messa a fare ricerca. E ha pubblicato un saggio scientifico sul BMJ Open che critica la ricerca occidentale sui trapianti per la provenienza degli organi utilizzati. Venivano in molti casi dai trapianti forzati cinesi. “In quel documento abbiamo elencato 445 articoli che ritenevamo dovessero essere ritirati; e ho appena scoperto che PLOS ONE, che è una delle principali riviste di medicina generale, ha ritirato cinque articoli che abbiamo identificato”.
Racconta il Wall Street Journal che “la Cina è accusata di un macabro commercio di organi umani. I corpi delle vittime sono eliminati e gli unici testimoni sono i medici, la polizia e le guardie carcerarie.
L’accusa è che molti prigionieri di coscienza – membri del Falun Gong, uiguri, tibetani e cristiani – sono sottoposti a test medici e gli sono rimossi forzatamente gli organi. Tali organi hanno alimentato un enorme commercio di trapianti di organi”.
Le storie sono brutali. Il dottor Enver Tohti, un ex chirurgo cinese, ha testimoniato al parlamento inglese ed europeo di aver rimosso forzatamente organi da un prigioniero. “Ci era stato detto di aspettare dietro una collina e di entrare in campo non appena avevamo sentito lo sparo. Un attimo dopo ci furono degli spari. Non uno, molti. Ci precipitammo sul campo. A quel punto il nostro capo chirurgo apparve dal nulla e mi disse di rimuovere il fegato e due reni”.
Il dottor Tohti ha rimosso fegato e reni, mentre il cuore dell’uomo batteva ancora. La Cina non sono soltanto le fabbriche di schiavi dove produciamo merci a basso costo. E’ anche il paese dove la vita umana ha un valore soltanto in relazione alla sua “utilità sociale”. E può essere sacrificata per tenere nascosto un virus.









