Archivio della categoria: Sfogliando

La gentile capitale della pasta

di Mino Cucciniello

Il Pastificio Gentile da un anno  si è trasferito  nella nuova sede che si apre nell’antico Mulino 1650 completamente ristrutturato grazie alla famiglia Zampino, attuale proprietaria del famoso marchio di pasta, e che mantiene sempre alta la propria tradizione commerciale tanto da contribuire a dare lustro a Gragnano, il paese tra i monti Lattari ,che con il suo clima ideale e soprattutto per i venti che attraversano la vallata che hanno fatto della ridente località la capitale della pasta. Continua a leggere →

Salvini, l’”antieuropeo”

 di Ottorino Gurgo

 Matteo Salvini ha coniato uno slogan al quale ha inteso e intende improntare la sua attività politica: “Prima gli italiani. Ne ha fatto una vera e propria parola d’ordine ed è fuor di dubbio che si sia trattato di un motto di successo, che lo ha non poco aiutato ad attirare i con sensi di quella parte della destra che fa dell’ideologia nazionalista il suo valore prioritario. Continua a leggere →

La Lega è sempre la Lega

 di Ottorino Gurgo –

 “Gratta il russo e vien fuori il cosacco”, ammonisce un proverbio di origine moscovita, a testimonianza che, per quanti “camuffamenti” si possano fare, la vera natura di un gruppo, come di una persona, alla fine, emerge.. A farci tornare alla mente questo antico detto è – tra le tante divergenze che fanno da contrappunto ai sempre più tesi rapporti tra leghisti e pentastellati – il diverbio sempre più acceso tra il leader del Carroccio e quello dei cinquestelle sull’opportunità di varare la legge sulle autonomie, fortemente voluta dal primo e avversata dal secondo. Continua a leggere →

Sognare e segnare con le tette…

di Adolfo Mollichelli –

 Viva le donne! Così ti salutava un personaggio doc che conobbi nei miei anni felici vissuti a Positano. Viva le donne! E come fai a non essere d’accordo. ‘A mamma è semp ‘a mamma, e ‘a figlia femmena, e ‘a ‘nnammurata, e ‘a sposa. Viva le donne anche quando decidono di tirare quattro calci ad un pallone: code di cavallo al vento, quei loro sguardi tra l’ammiccante e il torvo, quei loro seni ingabbiati nella maglietta fina perché così viene meglio ‘o stop ‘e pietto, quei loro calcetti a volte isterici e poi un sorry che non si nega a nessuno, quella macarena sculettante ballata a fine match, quel saper parlare davanti ai microfoni facendo a meno dei soliti, ammorbanti stereotipi, quella cultura generale senz’altro superiore alla media dei maschietti bullonati. Continua a leggere →

La Signora torna in tuta

di Adolfo Mollichelli

La vecchia signora e l’uomo in tuta si sono detti sì. La tradizione sabauda degli uomini che aspirano vocali prosegue. Da Allegri detto il conte Max a Sarri detto il comandante. Toscanacci difficili, inclini a perdere le staffe con estrema facilità. Sanguigni, il livornese e il figlinese nato a Napoli tra i fumi – un destino – degli altiforni di Bagnoli. Il grande tradimento – secondo i militanti del soviet sarrista – un giorno all’improvviso ma mica tanto in una calda domenica di giugno. Continua a leggere →

La paura fa governo

 di Ottorino Gurgo 

 Quanto durerà la tregua raggiunta da Matteo Salvini e da Luigi Di Maio dopo che i veleni di una campagna elettorale particolarmente turbolenta, con reciproco scambio di violente accuse, aveva fatto pensare che la coalizione gialloverde fosse ormai giunta al capolinea e si affacciava minaccioso lo spettro delle elezioni politiche anticipate. Continua a leggere →

Quella sua maglietta bianca

di Adolfo Mollichelli

Diego viveva nella sua Baires come in un limbo, sospeso tra un passato di gloria ed un futuro nebuloso e in mezzo un presente di tristezza. Era andato via da Napoli nascondendosi agli sguardi della corte di cui era stato il signore venerato ed osannato, per passione, ma anche per interesse. Una fuga solitaria, come quella di Franceschiello. Lui che era stato l’ultimo re di una città bella e impossibile, il più umano tra gli dei. L’estenuante trattativa per convincere Ferlaino a lasciarlo libero, il ritorno al calcio a Siviglia , un’altra maglia dopo quella azzurra, il calore dell’Andalusia per proiettarsi da protagonista verso il mondiale a stelle e strisce. Un inviato al seguito per raccontare quello che segnò il definitivo distacco di Maradona dalla squadra che aveva condotto alla gloria di scudetti e coppe e dalla città che continuerà ad amare. Era il mese di settembre del 1992. Continua a leggere →

“Nemici”

 di Alessio Buccafusca    

Ma i talent show hanno ancora una funzione o sono solo    macchine per costruire un prodotto da lanciare sul mercato? Ed ancora sono veri dilettanti che vanno a scuola o  “professionisti” camuffati a cui si offre grande visibilità? Si scontrano sempre più apertamente scuole di pensiero diverse. Come ad esempio Giuseppe Picone e Luciano Cannito, due importanti figure della danza internazionale. Continua a leggere →

Klopp & Sarri, tuta gioia

di Adolfo Mollichelli

E’ stata l’Europa dei BB, del bancario (ex) e del belloccio, di Sarri e di Klopp, dei tecnici in tutta e così sarà contenta pure la classe operaia che una volta andava in paradiso e che ora si dibatte tra le fiamme dell’inferno. L’Europa League al primo, la Champions al secondo. Il quartiere un po’ snob di Londra e la città dei Beatles e dei docks sul tetto del continente pallonaro. La prima finale per don Maurizio. La terza per il tedesco che finalmente ha vinto. Youll’never walke alone e lacrime nell’astronave di nome Wanda ma non c’entra la consorte di Icardi. Continua a leggere →

Quella bugia di Palestinapoli

di Gerardo Verolino

Ma Napoli è una città filopalestinese? A giudicare dalle tante iniziative a favore della causa palestinese messe in campo dal suo sindaco, questo, sembrerebbe a prima vista un dato incontestabile. Per come agisce. per l’eco mediatica che ne viene data, per il clamore che certe prese di posizione suscitano ogni volta, sembra che la città di Napoli si muova in un sol uomo col suo sindaco,  Luigi de Magistris, e che condivida tutte le sue prese di posizione a favore di Abu Mazen e soci. Addirittura Napoli, durante i suoi otto anni di governo, sembra quasi una succursale di Ramallah e Palazzo San Giacomo la sede distaccata di Al Fatah. Continua a leggere →