Archivio della categoria: Sfogliando

I Matteolecchini

Una volta ghostwriter, spin doctor, portavoce, consulenti di comunicazione e di immagine. Incarichi di prestigio ed anche molto remunerativi. Prendete il caso di Filippo Sensi (su Twitter conosciuto col nickname Nomfup),il capo dell’ufficio stampa e curatore dei social network di Matteo Renzi che ha un contratto di poco meno di 170mila euro lordi: oltre 91mila euro di “trattamento economico fondamentale”, quasi 60mila euro di “retribuzione di posizione variabile” e oltre 18mila euro di “indennità di collaborazione”. Insomma a conti fatti più dello stipendio dello stesso Renzi. Ma ora nella galassia dei giornalisti che lavorano e collaborano con i politici, è esplosa una nuova figura professionale, i “lecchini”. Oddio, mica sono nati ora, solo che mai come in questi tempi il loro ruolo è così evidente ed acclarato. Sono i difensori d’ufficio, giornalisti sguinzagliati nelle maggiori testate, quelli che hanno più o meno una poltrona fissa nei talk show politici E ora che c’è aria di walzer delle poltrone (Rai, Corriere della Sera, La Sampa, Il Sole 24 ore) i lecchini che si arruolano alla fede del renzismo crescono a dismisura. Ormai ci sono posti in piedi. Continua a leggere →

Il “genocidio” degli Armani

di Carlotta D’Amato

Arsenico e vecchi dispetti. Tutti contro Armani che ha contestato l’ideologia gender e l’ostentazione dell’omosessualità spesso antiestetica. Reazioni dalla comunità omosessuale. Ma non solo. Reazioni anche dal mondo della moda. “Ho trovato estremamente rude e senza gusto che il Signor Armani abbia ancora una volta messo parole in bocca a mio fratello, soprattutto perché purtroppo non è più con noi per poter rispondere”.  Donatella Versace è passata al contrattacco.  “Non è vero che mio fratello gli disse ‘tu vesti donne da chiesa, io vesto delle zoccole’ “. Renato Balestra non ama l’estremismo. Nella vita come nella moda. “Conosco milioni di gay che vestono  normalmente. Giorgio da un po’ di tempo a questa parte trincia giudizi inutili”.
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L’elefantino innamorato di Pompei

 di Giuliano Ferrara

Un elefantino a Pompei. La circumvesuviana, la gente, il disordine, gli scavi. Quante volte abbiamo letto una sorta di cronaca dall’inferno, fra disagi e brutture, tra crolli e gridi di dolore. Ed invece, questa volta, a sorpresa, il resoconto di una splendida giornata di primavera. “Pompei è un paradiso di decenza e di invidiabile capacità manutentiva. E non è abitato da diavoli..” Giuliano Ferrara, sorride. Un elefantino innamorato Continua a leggere →

Gigi e motori, mille dolori… I guai di D’Alessio

“Non molare mai” è stato un suo grande successo. Certo, però, se si da una   calmata è meglio. Gigi D’Alessio, come si muove combina un guaio. Donne e motori, gioie e dolori diceva un vecchio adagio. Per lui andrebbe corretto in Gigi e motori, sono solo dolori. D’Alessio finisce ormai stabilmente in tribunale per i guai che combina. Ora rischia il pignoramento… Continua a leggere →

La mia gioventù

di Lidio Aramu

C’è un tempo per sognare ed uno per i bilanci. Ed il raffronto tra i due, spesso, dà luogo al tempo della nostalgia. E’ l’incontro della saggezza senile con i ricordi dei verdi anni, il momento in cui i candidi e vitali sogni giovanili perdono definitivamente ogni residuale e credibile paludamento ideologico. E ci si accorge di aver vissuto pirandellianamente, tra tante maschere e pochi volti. Continua a leggere →

Si salvi chi può

di Carlotta D’Amato

La parola è complicata, ma la sfiga ancora di più. L’eptacaidecafobia  è la paura del numero 17. Giorno che abbinato al venerdì assume poi la valenza di una miscela esplosiva. Esistono diversi pregiudizi legati alla cultura popolare e alla superstizione. Il massimo del massimo è il venerdì 17, una ricorrenza considerata particolarmente sfortunata, in quanto unione di due elementi, ognuno dei quali estremamente negativo: il venerdi Santo (giorno della morte di Gesù)  e la valenza negativa che viene da lontano del 17. Nell’antica Roma i sarcofagi funerari avevano incisa la parola latina VIXI cioè “ho vissuto”, “sono morto”. I latini notarono che VIXI altro non era che l’anagramma di XVII cioè il numero romano 17. Non è vero… ma ci credo ha scritto Peppino De Filippo. E non è solo il tema di una commedia. Un esempio? Alitalia nei suoi aerei (ora Alitalia Etihad) non ha la fila 17.  Meglio non sfidare la sfiga. Continua a leggere →

Toghe & veleni. Il turno di Cantone

Toghe e veleni. La storia recente della magistratura italiana è ricca di coltelli insanguinai e vendette, corvi e minacce, ricatti e rivincite. E correnti che sono peggio dei partiti, spesso guerre di bande uno contro l’altra. Ogni Procura è veleni e sospetti. Miserie. Piccole e grandi. Questa volta nel tritacarne Cantone. Cantone pigliatutto, per il quale ogni giorno c’è un nuovo incarico. Continua a leggere →