Toscano, sigaro campano

di Eduardo Palumbo  

E’ nato per caso, è diventato uno dei brand d’eccellenza del made in Italy. E’ il sigaro Toscano, la risposta europea al Cubano, da due secoli sul mercato, in un susseguirsi di successi e di apprezzamenti. E’ nato in Toscana, ma è coltivato essenzialmente in Campania.

 Già perché la Campania è la regione dove si concentra quasi la metà dell’intera produzione del tabacco Kentucky (con il quale si realizzano i toscani), soprattutto nella provincia di Benevento che da sola rappresenta il 45 per cento della produzione nazionale ( seguono poi le coltivazioni esistenti in Toscana, Veneto, Lazio e Umbria). Insomma sarà pure toscano, ma ha molto di napoletano, questo sigaro che fa il giro del mondo. Infatti non solo la coltivazione è per quasi la metà esclusivamente campana, ma anche la realizzazione è all’ombra del Vesuvio.

manifattura002285260

Il toscanello aromatizzato Dal 1912 è attiva la manifattura di Cava dei Tirreni, stabilimento che nel tempo si è conquistato uno spazio sempre maggiore nella realizzazione del sigaro. Al punto tale che a partire dal 2001 si è ritagliata uno spazio, importante e sempre più di successo, lo specifico segmento dei cosiddetti “aromatizzati”, un sigaro di fumata meno impegnativa, che grazie alla sua aromatizzazione fa si che venga apprezzato non solo dai fumatori abituali, ma anche da un nuovo pubblico alla ricerca di una fumata diversa,meno consistente. E’, in pratica, il prodotto con il quale ci si avvicina al mondo dei sigari (grande consenso soprattutto fra le donne), il più facile, per poi avvicinarsi ai sigari classici, in un percorso di degustazione e conoscenza graduale

toscaniIl primo sigaro Toscano® aromatizzato è stato il Toscanello Aroma Anice nel 2001. Da allora, con la cadenza costante di due anni, sono seguiti: il Toscanello Aroma Caffè (2003), il Toscanello Aroma Grappa (2005), il Toscanello Aroma Fondente (2007), il Toscanello Aroma Vaniglia (2009). L’ultimo arrivato è il Toscanello® Scelto, targato 2010, a completare la fortunata gamma degli ammezzati naturali di cui il capostipite, il Toscanello, è stato lanciato oltre 60 anni fa seguito poi dal Garibaldi, classe’84 , e dal Toscanello® Speciale del 1998
Gli aromatizzati in questi dieci anni hanno avuto un grande successo, diventando un nuovo prodotto di grande successo, con una quota di mercato dell’8 per cento ogni anno sono venduti circa 45 milioni di sigari aromatizzati e Pedroni. Oggi gli Aromatizzati significano il 65 per cento circa della produzione totale della Manifattura di Cava.
La manifattura di Cava ha così sviluppato una specializzazione in queste produzioni che non ha eguali in Europa. La grande richiesta di questi nuovi sigari ha comportato non solo un importante ammodernamento e un adeguamento delle linee produttive, ma si è arrivati ad un vero e proprio “ricettario”, un complesso know-how che deriva dalla combinazione perfetto della tradizione con una raffinata tecnologia.

mezzi_toscaniIl toscanello viene “trattato” con la massima attenzione e con la massima igiene, proprio come se fosse un prodotto alimentare. Solo in due punti, infatti, il sigaro viene toccato dall’operatore, comunque munito di appositi guanti: quando viene controllato e quindi steso sui telai, e quando viene ripreso per essere inserito nella macchina da taglio.

Nell’ambito della continua escalation dello stabilimento di Cava dei Tirreni, le manifatture Sigaro Toscano hanno inaugurato qualche anno fa il Trigeneratore, un impianto innovativo per produrre energia pulita riducendo le emissioni di Co2, nel massimo rispetto della tutela dell’ambiente.
L’impianto di trigenerazione, realizzato dalla società Enplus Italia, permetterà allo stabilimento di avere una produzione combinata e simultanea di energia elettrica, calore e freddo, al fine di utilizzare questi tre vettori per la produzione energetica dello stabilimento. “Tradizione e tecnologia – ha detto Gaetano Maccaferri presidente del gruppo industriale Maccaferri – sono due parole che il nostro Gruppo ha fatto proprie. Dopo l’impianto fotovoltaico sul tetto della manifattura di Lucca –uno tra i più estesi d’Italia con ben 9.384 pannelli per una superficie di circa 35.000 m2 – questa nuova importante innovazione tecnologica di Cava de’ Tirreni ribadisce l’importanza strategica per noi delle politiche di salvaguardia ambientale”. Secondo l’amministratore delegato di Manifatture Sigaro Toscano, Piero Tamburini “Il grande successo di questi ultimi dieci anni dei sigari Toscanello aromatizzati ha fatto della manifattura di Cava un centro di eccellenza all’avanguardia a livello europeo. Uno stabilimento dove inoltre viene prodotto  l’ultimo nato della famiglia dei Sigari Toscanello: lo “Scelto”, un nuovo sigaro ammezzato naturale, che nasce da una selezione accurata di tabacchi Kentucky nazionali.

GIANNI-LETTA-GAETANO-MACCAFERRI-PIERFERDINANDO-CASINI_1_resize1

Letta, Maccaferri e Casini

Il toscano è il sigaro più antico al mondo, e nel tempo ha conquistato estimatori d’ogni tipo. Qualche nome per rendere l’idea? Dai padri del melodramma Giacomo Puccini e Pietro Mascagni al cantautore Paolo Conte. Da Vasco Pratolini che, non a caso, ne «Le ragazze di Sanfrediano» canta le gesta erotiche di alcune spregiudicate sigaraie d’Oltrarno a Gianni Brera, romanziere e padre del giornalismo sportivo che alternava i sigari alla sua celebre pipa. Dal Marcello Mastroianni della “Dolce vita” a Clint Eastwood che ha scoperto,il sigaro all’italiana sul set di «Per un pugno di dollari», suo primo western all’italiana.
In politica, il Toscano è perfettamente bipartisan: lo fumano il “Senatùr” Umberto Bossi, Pier Ferdinando Casini, Rocco Buttiglione, Pierluigi Bersani, Paolo Ferrero, Fausto Bertinotti, Fabio Mussi e, ogni tanto, Massimo D’Alema.

Ma la vera icona resta il mitico Totò che nel film “Miseria e Nobiltà” spiega quando il sigaro è pronto per essere tagliato: “Se stringendo dolcemente tra le dita il sigaro al centro questo “scrocchia”, allora è pronto per essere tagliato”.

de-curtis-stilizzato-bas-ris

 

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Un pensiero su “Toscano, sigaro campano”

  1. salvatore

    Quella manifattura la volle Ferdinando II di Borbone che fumava esclusivamente il sigaro napoletano creato proprio con quelle stesse foglie di tabacco Kentucky!! Ora purtroppo quel marchio napoletano non esiste più e grazie all’unità d’italia un’azienda del nord si è appropriata di quella coltura e cultura.

    Replica ↓

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore