di Adolfo Mollichelli
Sull’Arno d’argento brilla il firmamento di Tatarusanu. Napoli che non sa più vincere. Dopo il Carpi diem, più nulla. Il distacco dalla Juve sale a tre punti. Buono, comunque, il pari conquistato al cospetto di una Fiorentina bella e sciupona: due legni colpiti da Kalinic e Tello con Reina fuori causa
Torna al gol Higuain, e sono 25, che in settimana ha abolito un asado ed è sceso in campo accusando al peso un cento grammi in meno per la gioia di Aurelio Primo. Rete facilissima su una combinazione di errori madornali di Alonso e Tatarusanu. Annullato in sessantasette secondi il vantaggio dei viola, marcato da Alonso su angolo regalato da Callejon e battuto da Borja Valero.
Napoli un po’ meno euclideo del solito. Non riesce quasi mai a triangolare come sa. Merito della Fiorentina che si muove in quadrilateri ossessivi che soffocano i centrocampisti azzurri. In mezzo soffrono tutti perché in inferiorità numerica.
E Allan da un po’ di tempo è irriconoscibile. Sempre più triste il Sammy Davis
azzurro che ringhia sempre meno. Tardiva la sostituzione con David Lopez. In difficoltà Jorginho che non trova gli appoggi e le sponde soliti. Merito dei viola che pressano come matti e allargano il campo in ripartenza con quattro-cinque uomini.
Mai gli azzurri erano stati così innocui come nel primo tempo al Franchi: solo due tiri, compreso il gol.
Costretti a stare bassi Ghoulam, per frenare le incursioni di Tello l’ex canterano del Barcellona, e Hjsay che doveva vedersela con Borja Valero e Alonso.
Anche Callejon (poi sostituito da Mertens) è stato costretto spesso sulla difensiva prima di trovare lo spunto doc neutralizzato da Tatarusanu che sulla seconda palla sarà mostruoso sulla ribattuta a botta sicura di Higuain.
Nel finale il portiere rumeno salverà in angolo sul sinistro velenoso di Insigne, servito da Gabbiadini che era incavolato di suo per gli scampoli di gara che Sarri gli concede.
Il sostituito, il Pipita che rifiuta l’etichetta di gordo (grasso, uomo in carne) aveva smoccolato per i minuti del recupero sottrattigli.
In definitiva una gran bella partita. Gli azzurri possono – e devono – ancora sperare nel colpo grosso.
C’è la possibilità di un filetto di cinque partite e senza la distrazione della coppa minore: Chievo (in casa) Palermo (fuori), Genoa (in casa), Udinese (fuori), Verona (in casa). Quindici punti da cogliere. Che potrebbero far tornare a sognare. Juve permettendo.










