Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Gol, autogol e Chievo Ventura

di Adolfo Mollichelli –

Proprio sul più bello ci si ferma. Spazio alle Nazionali e beate quelle che hanno fior di giocatori. Noi no, non abbiamo neppure un centravanti vero e forse toccherà ad Insigne fare il falso (mica tanto) nueve anche nell’azzurro più cupo. Tempo verrà che ci godremo il derby della Madunina. E sì che nella Milano che opera operano due numeri nove sacrosanti: Icardi ed Higuain argentini con l’argento del gol addosso. Autentiche gioie anche in senso economico di Spalletti il filosofo e di Gattuso l’umile. Beneamata e Diavolo, sarà sfida all’ultimo gol.

Krzysztof Piatek

Krzysztof Piatek, macchina da gol

Per la gloria cittadina e per dare pepe ai rispettivi cammini.

Il Milan ha pur sempre il jolly del recupero col Genoa e quindi è virtualmente ad un passo dai cugini che stanno meravigliando anche in Champions. Sorprende la tenuta difensiva della Sampdoria di Giampaolo che segùn mì parecer è un fior d’allenatore, soltanto quattro i gol al passivo.

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Adolfo Mollichelli

Mentre sull’altra sponda della città del ponte della tragedia il vecchio Grifone si consola con il re dei bomber, il polacco Piatek che segna e spara ma che con i suoi gol non è riuscito a salvare la panchina (tornato Juric) di Ballardini dal collo alla Modigliani.

Le romane sorridono. La Lazio è in zona coppa, la Roma è risalita dalle macerie dell’impero dei tacchi grazie a Pellegrini, ch’è un talento, e visto che c’era in primavera un altro Pellegrini, anche questo dentro per la gioia di Bergoglio che ama i pellegrini.

C’è la seconda cadrega della reggia sulla quale è seduto il Napoli che intriga sempre più. Grazie al trasformista Carletto che forse avrà letto il libro e visto il film. Altro che donna dai due volti. La squadra azzurra ne ha tanti, quanti sono quelli degli uomini della rosa.

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Ancelotti e De Laurentiis, Napoli “da sparo”

Per la felicità di Aurelio Primo che non sopportava più gli undici fissi più i tre subentranti negli stessi minuti di ogni partita con i quali andava avanti, e anche bene per carità, il toscano Sarri che se la cava decentemente con l’inglese e finalmente lo capisco anch’io perché le aspirate dei toscani (non i sigari) sono insopportabili. Resta negli occhi il capolavoro ancelottiano che ha dipinto di nero i rossi cari ai Beatles. Un solo gol in Champions in due partite e primato nel girone della morte.

Carletto ha trovato il portiere del suo frequentatissimo castello, quell’Ospina che pare sia discendente di Garella detto Garellik. E aspetta sempre Meret che pare sia sparito dalle parti di Boario o Telese (più vicino) visto che l’anagramma del suo cognome è Terme.

Da speranze avvio a calvario finale, il Ventura azzurro / SPECIALE

Il Chievo, la nuova avventura di Ventura

Alla sosta arrivano due squadre non squadre. Il Frosinone dei 3 gol fatti e dei 21 subiti ed il Chievo che è un quartiere di Verona non amato da Giulietta. Un punto i ciociari, meno uno i penalizzati clivensi detti anche mussi che sarebbero gli asini che volano e dunque pare che alla ripresa li rimetta a terra l’omaccione Ventura, udite udite.

Sempre salda al comando la Vecchia Signora che forse farebbe bene a guardarsi dal Cristiano Ronaldo che oltre ad essere re del Portogallo pare ci sappia fare anche nelle alcove. E comunque, vado controcorrente non seguendo più di tanto il bailamme venuto fuori in questi giorni.

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Cristiano Ronaldo e Kathryn Mayorga, un salto indietro di dieci anni..

E venuto fuori solo adesso che è in Italia. Da quando è approdato alla Juve non ha avuto alcun riconoscimento dovuto alla sua classe. Neppure quello per il gol più bello nella scorsa Champions, quello segnato in acrobatica rovesciata proprio nella casa della Madama. E prima espulsione europea nella terra valenciana famosa per la sua fantastica paella. Quasi una congiura. Dicono che dalle parti di Madrid ci sia un signore che se l’era legata al dito la separazione forzosa e forzata da quel tizio che ha una sigla da bus.

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