di Giuseppe Cozzolino
In una Città piena di contraddizioni e di piccole/grandi conflittualità come la nostra, il “noir” è un colore obbligato. E non solo per l’immancabile risvolto criminale celebrato in libri e serie come “Gomorra”, ma soprattutto per quella cappa oscura di ambiguità e connivenze che finisce col gravare su tutti gli aspetti del nostro Vivere Quotidiano. Ma Nero (nigredo) è anche uno dei colori del Processo Alchemico, intimamente connesso alla dimensione esoterica di questa metropoli che – a differenza di Londra o Parigi – non ha mai saputo valorizzare adeguatamente le proprie “leggende”: dal Principe di San Severo ai fantasmi che infestano i suoi palazzi storici. Continua a leggere
