Archivio della categoria: Sfogliando

I bambini di nessuno

 di Emiddio Novi

La denuncia di Save the Children lascia sgomenti. Soprattutto perché tutti si sono girati dall’altra parte. “La tratta e lo sfruttamento di bambini e adolescenti rappresenta uno dei risvolti più drammatici dei fenomeni migratori. l’Italia e l’Europa sono chiamate a prendere decisioni chiave per le sorti di centinaia e centinaia di minori già trascinati in circuiti di sfruttamento feroce o che rischiano di caderci”. Scriveva Gianni Rodari.” Quanto pesa una lacrima? Quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra” Continua a leggere →

Benito Renzi

di Piero Ostellino

L’avevo detto che se Renzi avesse le capacità politiche e di manipolazione che Mussolini aveva mostrato nel 1922, e le circostanze internazionali gli fossero favorevoli, saremmo già al regime. Dopo aver messo a tacere la stampa, minacciando di chiedere la testa dei direttori che non allineano i loro giornali, e aver occupato la Rai, il presidente del Consiglio non nasconde palesemente di sentirsi, e di comportarsi, come padrone del Paese. Non è stato eletto, ha avuto, finora, il tacito sostegno della maggioranza degli italiani Continua a leggere →

I Quaderni (renziani) di Rondolino

Marco Travaglio ha affrontato così il problema. “Se si trattasse del solo Rondolino, giullare di molte corti la cui autorevolezza sfugge ai più, o di quel che resta dell’Unità modello Erasmo D’Angelis, presunto giornale fortunatamente sprovvisto di lettori, si potrebbe pure sorvolare. Ma a paragonare Saviano a un “mafiosetto di quartiere”,  è il “quotidiano fondato da Antonio Gramsci”. In poche parole dai Quaderni di Gramsci ai quaderni (renziani) di Rondolino… Continua a leggere →

Quando i migranti
avevano una regina

di Pietro Gargano

La presenza dei migranti e dei rifugiati interpella seriamente le diverse società che li accolgono. Esse devono far fronte a fatti nuovi che possono rivelarsi improvvidi se non sono adeguatamente motivati, gestiti e regolati. Come fare in modo che l’integrazione diventi vicendevole arricchimento, apra positivi percorsi alle comunità e prevenga il rischio della discriminazione, del razzismo, del nazionalismo estremo o della xenofobia? Papa Francesco nella giornata mondiale della migrazione e del rifugiato ha rilanciato l’interrogativo che sta sgretolando la fragile Europa. Ed allora vogliamo raccontare di una sciantosa, di una “stella” nata nel rione popolare della Duchesca che divenne andando a cantare in America la regina degli emigranti. Centoventi anni fa nasceva Griselda Andreatini, cioè Gilda Mignonette.

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Bollate, l’Istituto di pane

di Franco Esposito

Molti hanno trascorso Pasqua in galera. Ma hanno dovuto prenotare. Il sovraffollamento cronico delle nostre carceri questa volta però, non c’entra. Bollate, l’Istituto di pena nel Parco delle Groane nell’hinterland di Milano è ora anche un Istituto di pane. Fresco. Prima in questo particolare carcere si curavano e allenavano cavalli, ora si fa anche da mangiare…

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Civiltà inconciliabili

 di Piero Ostellino

La constatazione delle differenze e dell’inconciliabilità fra civilizzazioni è storica e sociale. Non mi si dica, a questo punto, che questo è razzismo. È un fatto incontrovertibile. Si rivela inattuabile, alla luce di tale inconciliabilità, la politica dell’accoglienza indiscriminata dell’immigrazione dai Paesi mediorientali che, spiace dirlo, finisce col popolare di estremismo islamico l’Europa

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Anche il condominio ha un’anima

di Valerio Caprara

Il regista Benchetrit che con “il condominio dei cuori infranti “ ha adattato per lo schermo la propria autobiografia “Chroniques de l’asphalte” merita l’attenzione degli spettatori non cloroformizzati dalla marmellata di tanto presunto cinema d’essai: il realismo umanistico (più che banalmente “sociale”) del suo svolgimento risulta, infatti, filtrato da un clima di trasognata sospensione e raffinato sentimentalismo Continua a leggere →

La “sconfitta” del Duca

di Lidio Aramu

Non parlerò del lungomare “libbberato”, punto d’onore del nostro immaginifico sindaco. Non racconterò degli ambulanti e dei venditori di mercanzia taroccata che lo infestano e lo deturpano come torme di voraci locuste. Né della trasformazione del più noto luogo simbolo di Napoli in qualcosa che ricorda molto alla lontana un suk medio orientale Continua a leggere →