Archivio della categoria: Sfogliando

Il califfo e il mare

di Massimo Fini

 Se Libia e Italia fossero unite dalla terraferma i guerrieri di Al Baghdadi ci metterebbero tre settimane per arrivare a Roma (il che, almeno per un po’ tempo, offrirebbe qualche vantaggio: spazzar via il Vaticano e Papa Francesco che non perde occasione per entrare coi piedi a martello negli affari interni dello Stato italiano – se si ha da essere una teocrazia, almeno lo si sia ufficialmente) Continua a leggere →

L’utopia della giustizia sociale

di Piero Ostellino

 L’imposizione, da parte del potere politico, di un certo tasso di giustizia sociale riduce la libertà e crea le condizioni dell’illibertà. Ci portiamo appresso l’idea che ogni desiderio debba tramutarsi in diritto grazie ad una malintesa cultura egualitaria di sinistra, che ha letteralmente egemonizzato il principio di umanità distorcendolo oltre ogni ragionevole dubbio Continua a leggere →

Uber alles

di Emiddio Novi

Poche centinaia di dipendenti per aziende che valgono decine di miliardi di dollari. Lavoro iper flessibile, stipendi miserabili e profitti stellari per imprenditori che non producono nulla, che favoriscono gli scambi nella cosiddetta economia della condivisione. Uber, la società odiata dai tassisti, vale 68 miliardi. Più di Ford e General Motors

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Le nuove Kardashian sono “nate” a Napoli

di Francesco Ristic

Una manciata di anni fa si aggiravano per Napoli in compagnia di Marcello Lala, avvocato, giornalista, ma anche talent scout. Due ragazze non ancora sotto i riflettori ma che di certo non passavano inosservate. Tutti gli ingredienti per il successo c’erano: bellezza, carisma, fascino. Ricordo che Lala mi confidò che sarebbero diventate le nuove sorelle Kardashian, le protagoniste del seguitissimo reality show“Keeping Up with the Kardashians”, (“Al passo con le Kardashians” che ruota intorno alla vita quotidiana di tutta la famiglia) e che occupano le prime pagine di tutti i giornali di moda e di gossip Continua a leggere →

Quelli di via dei Mille

di Gianpaolo Santoro

Per fare una “vasca” ci volevano cinquecentoquaranta secondi, passo da “struscio”, saluti e “fittiate” incluse, incontri esclusi. Partenza e arrivo Certus, la gelateria. Il luogo di incontro di quella che una volta si chiamava la Napoli bene. I figli dei ricchi veri, degli ultimi ricchi, dei ricchi per caso. I figli dei palazzinari, quelli delle mani sulla città. I figli dei nobili, quelli della Napoli borbonica o angioina, quelli dai doppi cognomi, palle, stemmi e castelli di famiglia

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Don Antuono e l’apocalisse

di Paolo Isotta

Un filmato messo in rete dal sito fanpage mostra che in alcune sezioni i voti si sono pagati. Sordidi personaggi imboniscono, “consigliano”, dispensano abbracci e pezzi da dieci. Sono immagini vergognose. I pezzi grossi del partito smentiscono, minimizzano, convinti di poter decidere tutto e su tutto comandare. Un napoletano come me non può non indignarsi: ancora una volta veniamo considerati sotto-uomini, immeritevoli della democrazia Continua a leggere →

Il Rione oltre la Grotta

di Lidio Aramu

Fuorigrotta. Basta evocare il toponimo e la mente va immediatamente allo stadio San Paolo ed alla Mostra d’Oltremare. Il primo rappresenta l’alfa e l’omega della napoletanità per molti partenopei, l’altro un vuoto contenitore calato in un grande spazio verde, testimonianza di un’antica illusione. Ma il rione oltre la grotta è anche singolarità della morfologia dei luoghi, accesso alla terra dei Miti dei Campi Ardenti e a quel che resta dell’abbaglio nittiano di una Napoli industriale Continua a leggere →

Il Professore smemorato

di Gerardo Mazziotti   

L’illustre professore, grande giurista e costituzionalista, ha presentato alla stampa un documento per dire no alle riforme del governo Renzi. Un minimo senso della decenza dovrebbe indurre un ex presidente della Corte Costituzionale ad astenersi dal fare politica. Ma non dovrebbe essere un dovere?. E’ evidente che questa sensibilità il professore non ce l’ha. Lo dimostrano due episodi sconcertanti Continua a leggere →

Le donne non sanno scrivere

di Marina Rota

 “Le donne terribilmente libere come me sono destinate a restare terribilmente sole. Per questo, sulla mia lapide non ricorderò nessun uomo, nemmeno Guido. Solo me stessa,  Amalia Guglielminetti, poetessa. Sola visse e sola morì.” Otto marzo festa della donna. Rispettare le donne non significa solo evitare di usar loro violenza, ma anche apprezzare la loro creatività, la loro fantasia, il loro talento. Marina Rota sulla storia di Guido e Amalia ha scritto un libro “”Amalia, se Voi foste uomo…” (con prefazione di Vittorio Sgarbi e Claudio Gorlier) che sarà prossimamente in libreria (g.p.s.) 

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