di Giuseppe Crimaldi
La scomparsa del volo Ms804 dell’Egyptair nei cieli tra la Grecia e l’Egitto è l’ultimo drammatico anello, in ordine di tempo, di una lungo rosario morte. E di misteri. E di attentati.
di Giuseppe Crimaldi
La scomparsa del volo Ms804 dell’Egyptair nei cieli tra la Grecia e l’Egitto è l’ultimo drammatico anello, in ordine di tempo, di una lungo rosario morte. E di misteri. E di attentati.
di Giulio Di Donato
Certo ci mancherà Marco. Parlare di lui senza retorica non è cosa facile ma è quello che lui avrebbe preferito. Era un istrione, un narciso cinico, provocatore, opportunista. Un politico spregiudicato, un visionario un guru.
di Marcello Lala
Sta per nascere il secondo governo Vučić, il grande vincitore delle elezioni anticipate in Serbia. In un incontro con il presidente Nickolic ha illustrato i 10 punti del suo programma per una Serbia moderna ed efficiente Continua a leggere
di Tonino Ferro
Giovanni Falcone avrebbe 77 anni. Siciliano di Palermo, magistrato: siciliano due volte. L’uomo del maxi processo alla mafia (una sentenza storica con 360 condanne) il pubblico ministero di punta del pool antimafia. Un gruppo di lavoro costruito a quel tempo, siamo agli inizi degli anni ottanta, intorno a un’idea innovativa e rivoluzionaria: ossia evitare che l’eventualità della morte di uno dei giudici possa interrompere le indagini. Giovanni Falcone è l’uomo della strage di Capaci: saltò in aria per una bomba della mafia insieme a sua moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta Continua a leggere
di Ottorino Gurgo
Si può dire che non passi giorno senza che da ogni angolo del nostro paese non giunga notizia di un nuovo scandalo che coinvolge esponenti di tutti i partiti, siano essi di destra, di sinistra o di centro e persino quei gruppi (leggi Movimento cinque stelle) che si ritengono e si dichiarano estranei ad ogni forma di malaffare e fanno del moralismo la loro arma vincente Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
Questa volta Giuseppe Vegas, presidente della Consob, ha risparmiato quella citazione del filosofo greco Epitteto che ama tanto. “Quel che turba gli uomini non sono le cose, bensì i giudizi che essi formulano intorno alle cose”. Ma il senso della tesi sostenute è lo stesso, quello di sempre. Noi abbiamo la coscienza pulita. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
Da ambientalista ortodosso a nuclearista convinto. Da comunista militante a manager liberista. Come scrisse Aldo Grasso, da fondatore e presidente di Lega Ambiente a presidente dell’Enel, il più grande salto del canguro della politica italiana. Chicco Testa. Testa di chicco Continua a leggere
di Davide Steccanella*
Siamo tutti presi a litigare sulla prescrizione corta o lunga o sulla contrapposizione tra giudici e politici. Eppure quello che non funziona è il processo Penale così come è stato concepito ormai quasi trenta anni fa Continua a leggere
di Marcello Lala
Aveva sorpreso nel portare la Serbia alle elezioni anticipate: voleva un mandato ancor più forte per poter attuare le grandi riforme. E le urne gli hanno dato ragione. Aleksandar Vucic, conservatore-europeista, ha vinto le elezioni anticipate. Il Partito del Progresso (Sns) ha ottenuto quasi il 50 per cento dei voti, aggiudicandosi la maggioranza assoluta in Parlamento, con 150 seggi su 250 totali. il Partito socialista (Sps) del ministro degli esteri Ivica Dacic si conferma seconda forza nel Paese (12 per cento) Continua a leggere
di Mimmo Carratelli
Negli anni Sessanta l’ombelico del mondo era Piccadilly Circus. Chiaramente Londra era una città in anticipo di cinquant’anni sulla globalizzazione. E se oggi la vecchia Capitale è scossa dal terremoto Panama Papers, l’imbarazzo di David Cameron ( e la richiesta di dimissioni dell’opposizione) per la cassaforte di famiglia in paradisi fiscali, in quei famigerati anni sessanta il terremoto si chiamava Profumo, o meglio John Profumo, segretario di stato per la guerra del Regno Unito, che aveva una relazione con la fascinosa Christine Keeler che, a sua volta, aveva una relazione anche Eugenij Ivanov addetto navale dell’ambasciata russa. John Profumo dovette dimettersi e dopo poco lo fece anche il primo ministro Harold Macmillan. Continua a leggere