Valerio Caprara

Valerio Caprara

Professore di Storia e critica del cinema all’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” e dal 1979 critico cinematografico del quotidiano “Il Mattino”. Presidente della Campania Film Commission.

L’affascinante signore dello schermo

di Valerio Caprara

Si sarà scritto mille volte, eppure mai come in questo caso sembra inoppugnabile la definizione di affascinante signore dello schermo. Gabriele Ferzetti, morto a Roma dove era nato il 17 marzo 1925, non è stato un divo del nostro cinema, ma qualcosa di più: indiscusso professionista del palcoscenico, ai film ha costantemente regalato caratteri compositi e tormentati sia che seguisse l’estro di registi importanti, sia che si dedicasse con entusiasmo ai giovani emergenti, sia che accettasse di servire il pubblico dando il meglio di sé nei film di genere.

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Dopo avere debuttato al cinema ancora studente, in effetti, è già una presenza costante e affidabile in una messe di titoli popolari che vanno da “I miserabili” di Freda a “La provinciale” di Soldati, dove interpreta il ruolo del marito della protagonista Lollobrigida grazie a cui vince il raggiunge la piena maturità d’interprete), sono numerosi i cult-movie impreziositi dalla sua bellezza elegante, vagamente cinica e “machista” con giudizio: l’amante di Anna di “La lunga notte del ‘43” di Vancini, il magnate delle ferrovie paralitico di “C’era una volta il West” di Leone, il vanesio e imbelle intellettuale di sinistra del profetico “Grazie zia” di Samperi.

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Certo, a scorrere l’elenco dei circa centoventi film a cui ha preso parte (compreso, nel ’69, lo 007 “Al servizio segreto di Sua Maestà”) ai cine-moralisti verrà da dire che si è concesso a troppe produzioni commerciali; quando, invece, la voglia di mettersi alla prova e la mancanza di boria professionale, spese anche nell’ambito della migliore produzione tv, tramandano uno stakanovista del glamour capace di passare senza cadute da Carné (“Tre camere a Manhattan”) a Huston (“La Bibbia”), da Bolognini (“Un bellissimo novembre”) a Costa-Gavras (“La confessione”), dalla Cavani (“Il portiere di notte”) a Squitieri (“L’avvocato De Gregorio”), fino al 2009-10 dei nuovissimi Guadagnino (“Io sono l’amore”) e Leo (“Diciotto anni dopo”).

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