Valerio Caprara

Valerio Caprara

Professore di Storia e critica del cinema all’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” e dal 1979 critico cinematografico del quotidiano “Il Mattino”. Presidente della Campania Film Commission.

La favola dei Beach Boys

di Valerio Caprara

La contrapposizione tra bagni di folla e discese all’inferno produce  una rievocazione non troppo didascalica dei rapporti dei musicisti col mercato, le divergenze strategiche, le registrazioni in studio, gli accidenti quotidiani e le scene madri che contrassegnano la parabola epocale dei Beach Boys e di Brian Wilson

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Per gli spettatori non specialisti funziona, in ogni caso, la scelta di basare il film sull’andirivieni tra due periodi cruciali della biografia, ognuno dei quali incarnato da un attore diverso: Paul Dano nel clou dei Sessanta, quando lo straripante successo non impedisce che il perverso rapporto col padre e la devozione a un compulsivo sperimentalismo provochino il buio nella mente del creatore di Good Vibrations; John Cusack alla fine degli Ottanta, quando il ritiro, la depressione e il silenzio, l’intossicazione da ogni tipo di sostanze e farmaci e la deriva paranoica indotta dal plagio dello psichiatra Landy (un torvo Paul Giamatti) vengono fronteggiati in extremis dall’incontro con l’innamorata e pugnace seconda moglie Linda (Elizabeth Banks).

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La contrapposizione tra bagni di folla e discese all’inferno produce, così, una rievocazione non troppo didascalica dei rapporti dei musicisti col mercato, le divergenze strategiche, le registrazioni in studio, gli accidenti quotidiani e le scene madri che contrassegnano, con adeguata cura della verosimiglianza di abitazioni, luoghi, abiti e automobili, la parabola epocale dei fratelli Wilson e soprattutto del carismatico leader –che tra l’altro ha approvato il lavoro del regista- spesso indebolito e tormentato eppure sempre motivato da un immenso talento quasi suo malgrado.

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La colonna sonora, infine, dà a Love and Mercy la spinta giusta per elettrizzare gli spettatori con i pezzi meno conosciuti al pari di quelli di culto, facendogli nel contempo percepire quella sottile e talvolta devastante angoscia dello scontro tra trasgressione e integrazione che serpeggia nell’identikit di ogni rockstar anche se non possiede le physique du role di prammatica.

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