di Sabrina Baronio
A Capo D’Orlando c’è sempre un’atmosfera particolare. Si respira un’aria diversa, è tanta Sicilia nella Sicilia. Ma c’è sempre qualcosa di nuovo. Si percepisce, si sente sulla pelle. E’ il profumo di una Sicilia libera.
Sarà perché qui fra queste strade infiorate di buganvillee e giallo limone, è nata la grande riscossa, 23 anni fa è stata costituita l’associazione antiracket, la voglia di stare insieme, uniti, di fare fronte comune, la voglia di ribellione. Si respira un’aria pulita. Si vive una speranza.
Ed una speranza è incarnata, è proprio il caso di dirlo, da una serie di ragazzoni che vedi circolare per il Paese, alti e grossi, un paio di metri di muscoli, che ti fanno sentire ancora più piccina. Sono i ragazzi della Orlandina basket, squadra che rappresenta una anomalia nel grande panorama dello sport italiano. Sono la squadra professionistica della città più piccola, appena tredicimila abitanti. E dovranno competere con Milano, Roma, Bologna. Orlandina “Pollicina” … Speriamo facciano bella figura, ogni tanto anche i “piccoli” hanno diritto di vincere…
Una bella figura, di certo, la fa un dolce che ricorda in pieno i profumi di Sicilia e i colori dell’isola, una sintesi geniale, oserei dire perfetta. Si tratta di piccoli babà mignon a forma di palline, inzuppati nel limoncello ed immersi in una crema al limone. Ad “assemblare” il tutto è stato un Maestro Pasticciere, Franco Giulio, conosciutissimo da queste parti, e non solo: il suo laboratorio di dolcezze a via Amendola è ormai una tappa obbligatoria per tutti i turisti. Nome ufficiale di questa leccornia? Crema del presidente. Già, perché ancora non l’ho detto, questo dolce è nato in onore di Berlusconi. Ma il dolce è conosciuto come le Palle del Presidente (riribattezzato dai denigratori del Cavaliere in le balle del Presidente, ma siamo nel gossip…) non c’è persona a Capo d’Orlando che non sappia che cosa siano. Una “istituzione”.
Strano destino quello del Babà, dolce nato in onore di Stanislao Leszczinski, re di Polonia. Una rivisitazione del “kugelhupf”, un dolce tipico di quel territorio, fatto con farina finissima, burro, zucchero, uova e uva sultanina. All’impasto veniva aggiunto lievito di birra, fino ad ottenere una pasta soffice e spugnosa. Fu proprio re Stanislao a dedicare questa sua “creazione” ad Alì Babà, protagonista del celebre racconto tratto da “ Le Mille e Una Notte”, libro che il sovrano aveva letto e riletto sino ad impararlo quasi a memoria. Dopo essere passato per la corte francese il dolce arrivò a Napoli che non solo lo adottò, ma ne fece uno dei dolci di punta della pasticceria napoletana. Strana storia quella del Babà: ha origini nobili, è nato per un Re, viene dedicato ad un primo ministro, eppure ha il nome di un ladrone. Esimersi dalle battutine….
Incontro Franco Giulio nel suo regno, la sua pasticceria, che è una tentazione continua. Non sai da che parte guardare, è un trionfo di colori e di sapori, un profumo di buono che va direttamente alla testa. Produzione, neanche a dirlo di tipo artigianale, tutta incentrata sulla tradizione: cannoli, cassate, frutta martorana e, figuriamoci se possono mancare, le granite tipiche di questa zona. E poi c’è il Pan Passito, un morbido e delicato Panettone Siciliano al Passito di Pantelleria, altra delizia.
Ma come c’è capitato Berlusconi nel suo negozio? “Non c’è capitato, sono che io che sono andato da lui la prima volta –racconta- Giulio. Le cose , in breve, sono andate così. Quasi dieci anni fa c’era l’inaugurazione del tratto autostradale Messina-Palermo e mi venne affidato il catering. Fu ideato un percorso gastronomico con i prodotti tipici dei paesi della zona e io, ovviamente, mi occupai dei dolci, tra i quali c’era proprio la “Zuppa limoncello”. Quando il presidente del Consiglio la assaggiò, ne rimase entusiasta e si informò su chi l’avesse fatta…”
E l’anno successivo Giulio ha preparato anche un buffet per il presidente Berlusconi, quando è tornato in Sicilia, per le elezioni amministrative di Messina. Da quel momento il dolce è stato chiamato “la crema del presidente”, ma nell’uso comune e nella fama che intanto si era creata, i piccoli babà sono conosciuti universalmente come “le palle del presidente”.
E da allora un rapporto che non si è mai interrotto. E’ il caso di dire che Giulio ha preso il Cavaliere per la gola. “Si al punto tale che mi voleva in Sardegna a lavorare per lui stabilmente… ma non me la sono sentita di lasciare il mio laboratorio, la mia pasticceria. Però puntualmente lo fornisco di dolci, ci mancherebbe..”
I piccoli babà alla crema e limoncello, pare abbiano fatto il giro del mondo. “Si. Berlusconi mi disse che li avrebbe mandati a Putin e Bush, due suoi grandi amici. Due golosoni, pare. Non ho avuto occasione di chiedere al Cavaliere che gli hanno detto, se sono piaciuti anche in Russia e in Arerica…Però sono orgoglioso, da Capo D’Orlando alla tavola degli uomini più potenti del mondo. Anche Obama li ha voluti. Il mio sogno è di addolcire il mondo. Ne abbiamo proprio bisogno con quello che sta succedendo…”













Sagace Baronio ci trasmette i colori, i profumi e i sapori della meravigliosa Sicilia con risaputo mestiere e completezza di informazione. .padrona della penna davvero…
Bellissima la descrizione dei dolci e della storia di come è nata l’idea della crema di limoncello dedicata a Berlusconi. Inconfondibile lo stile di Sabrina che ancora una volta dimostra che con la penna ci sa proprio fare. Piacevole come sempre leggere i suoi pezzi.
Gustoso come il dolce, che non conosco in questa variante… Ti lascia la voglia di assaggiarlo…
E’ raro leggere articoli scritti con uno stile così spontaneo e piacevolmente asciutto. Si legge d’un fiato e, cosa molto importante per una “cronista del bello”, riesce ad incuriosirti usando solo il potere d’osservazione, scevro da influenze di tipo personale, riportando fatti e luoghi senza voli pindarici e infiorettature “fine secolo” ormai demodè. Un plauso, Sabrina.