Valerio Caprara

Valerio Caprara

Professore di Storia e critica del cinema all’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” e dal 1979 critico cinematografico del quotidiano “Il Mattino”. Presidente della Campania Film Commission.

“Piccola Patria”

Il film scelto questa settimana è Piccola Patria per la regia di Alessandro Rossetto con Maria Roveran, Roberta da Soller, Vladimir Doda e Lucia Mascino.

Francamente (la politica non c’entra niente) comincia a diventare imbarazzante l’odio che i cineasti italiani esprimono con martellante continuità contro il Nordest. Sicuramente gravata come altre da brutture e malesseri, un’importante regione del nostro paese non può diventare una sorta di vomitorio di tutte le rabbie represse degli indignati con la cinepresa: il fenomeno, in effetti, finisce per penalizzare tanti film in cui le buone intenzioni e dotazioni stilistiche sono soverchiate dall’ansia di doverle infilare nel calderone di questo presunto inferno opulento, razzista, xenofobo e secessionista.

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Alessandro Rossetto

Con “Piccola patria” il cinquantunenne ex documentarista Rossetto approda al film di finzione avendo tra le mani una bella storia, densa d’intrecci paracriminali, psicologie deviate e morbose tentazioni erotiche: padrone del mezzo, tanto da indulgere persino a qualche effetto estetizzante e qualche acrobazia di montaggio da cineclub, imposta il racconto e dirige gli attori efficacemente fin quando la rabbia di cui sopra non lo spinge a “spiegare” tutto con una ferrea chiave deterministica che sarebbe parsa eccessiva a Zola e i fratelli Goncourt.

[Max 3.5 Col] Oggetto: PICCOLA PATRIA - Allegato:FotoPP_2_1.30.1.jpg
In questo modo le tappe del pericoloso percorso di due giovani donne che ordiscono un ricatto sessuale ai danni di un pessimo soggetto locale scegliendo come capro espiatorio un innocente, anzi l’unico innocente del borgo selvaggio (guarda caso un immigrato albanese), sprecano a conti fatti le loro notevoli carte. Restano da lodare sia i grigi e scorticati excursus paesaggistici, sia la prova del cast tra cui spicca la magnifica Roveran, diplomata in recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia che esordisce non solo come protagonista, ma anche come autrice e interprete di due brani della colonna sonora. Peccato che partendo, come premesso, dalle atmosfere avvincenti e pur cause spietate alla Simenon ci si ritrovi alla fine ristretti nei lacci del solito apologo moralistico sulla “mercificazione” dei corpi

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