Valerio Caprara

Valerio Caprara

Professore di Storia e critica del cinema all’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” e dal 1979 critico cinematografico del quotidiano “Il Mattino”. Presidente della Campania Film Commission.

A tutto c’è un limite
anche ai desideri …

di Valerio Caprara

Musiche accattivanti, exploit di montaggio e dialoghi che spiegano l’inspiegabile. “Le leggi del desiderio” l’ultimo film diretto ed interpretato da Silvio Muccino (ci sono anche Nicole Grimaudo, Carla Signoris e Maurizio Mattioli) gronda d’ardori romanzeschi…

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“Le leggi del desiderio” gronda d’ardori romanzeschi, sfoggi stilistici, metafore esistenziali, affondi nel vivo di sentimenti di ieri, di oggi e di sempre. Decisamente troppo. Intendiamoci, le ambizioni sono più che legittime e Silvio Muccino ha già dimostrato di possedere un certo coraggio (taluni direbbero improntitudine) nel prendere di petto un vagone di svariati e caldi argomenti, immetterli in un copione singolo e portare a termine film ai quali, in pratica, non deve “mancare niente” delle problematiche messe in campo.

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Stavolta tocca ai cosiddetti trainer motivazionali, figure che starebbero prendendo piede anche in territorio nostrano con tutta la loro ambiguità istrionica e tutta l’inevitabile scia di reazioni estreme suscitabili. Magari Muccino e la sceneggiatrice Carla Vangelista hanno pensato alla delirante interpretazione di Tom Cruise in “Magnolia”, ma poi hanno deciso di allestire uno show che mettesse in ballo identikit sociologico-caratteriali più a portata di mano. Ecco, così, il profeta cialtrone Canton da lui interpretato che becca tre cavie umane e scommette coram tv che in sei mesi le porterà a realizzare i loro desideri repressi (ovviamente lusso, potere, successo, denaro).

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L’errore, si capisce subito, sta nel sovraccaricare le caratteristiche psico-fisiche-comportamentali dei malcapitati e quindi a costringere i pur bravi interpreti a un tour de force macchiettistico impressionante: Mattioli sovresposto da un concentrato ipercalorico vanziniano, Signoris da freddure pretesche sub-vaticane, Grimaudo che per dimostrare squallore ha i calzini bucati e pesta cacca di cane, Ward che fa le facce libidinose come le farebbe Maccio Capatonda di “Italiano medio”. Musiche accattivanti, exploit di montaggio e dialoghi che spiegano l’inspiegabile.

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