di Carlotta D’Amato
Dopo “Cinquanta sfumature di grigio”, un’altra storia di amore sta facendo scalpore in tutta Italia, quella tra la senatrice abruzzese del Pd Stefania Pezzopane e il suo fidanzato Simone Coccia Colaiuta; 54 anni lei, 1 e 50 centimetri e 24 anni lui per un 1,80 e più d’altezza ex spogliarellista ed ex tronista di Uomini e Donne.
La coppia fa da mesi ormai il tour di tutti i salotti televisivi, un po’ per tentare di calmare le acque, un po’ per cavalcare la proverbiale onda mediatica.
La Pezzopane sottolinea, infatti, la volontà della coppia di non nascondersi, poiché non c’è niente di sbagliato nella loro storia e, dalla Bignardi de “Le invasioni barbariche”, lancia un appello a tutte le donne nella stessa situazione, affinché non si nascondano e combattano come lei e Simone la battaglia per far trionfare il vero amore.
In effetti, nella loro storia non c’è nulla che non vada; certo è che se ad avere 54 anni fosse stato lui e trenta di meno lei, nemmeno ci avremmo fatto caso e non si sarebbero guadagnati ore di trasmissione in tv e ospitate dalla D’Urso. Quello che non va giù alla stragrande maggioranza delle persone a molti suoi colleghi in Senato sono la pioggia di selfie, le effusioni davanti le telecamere, l’aver svelato a Striscia la Notizia che il suo Simone nell’intimità la chiamerebbe “pesciolina”, ed ancora, la proposta di matrimonio in diretta, alla quale lei avrebbe detto subito “si”. Tutto alla luce del sole, o meglio, alla luce dei riflettori e a favor di telecamera. I malpensanti ritengono che dietro all’amore di Simone ci siano solo interessi economici e mediatici e non un vero sentimento; alcuni lo hanno accusato di aver avuto dalla fidanzata un posto in Senato, notizia poi, prontamente smentita dagli interessati che vivono questa storia con le stesse tribolazioni e patemi d’animo di Romeo e Giulietta.
Davanti alla Bignardi, la senatrice è infatti scoppiata in lacrime, stanca delle critiche soprattutto sulla differenza di altezza e d’età. “Querelo chi dubita di noi e del nostro amore”, ha riferito ai giornali, aggiungendo, però, che starebbe scrivendo un libro sulla loro storia. Insomma “Basta cattiverie, il nostro è vero amore”, sembra gridare dal suo posto in Senato, come se stesse portando avanti la battaglia per il voto alle donne.
A’ Stefà, e’ mò basta però! Devi convincere noi, o ti devi convincere tu? Certo è che hai ragione quando dici che ad un uomo tutto sarebbe stato perdonato, ma quello che non ti si perdona è la mancanza di pudore, di riservatezza, che mette tutto in piazza e toglie valore ai sentimenti. Okay, state insieme e vi amate. A noi ci fa piacere; quello che ce ne fa meno e vedere sbaciucchiamenti e ammiccamenti, tu che difendi lui, lui che come Rocky ti grida a squarciagola il suo amore, disinteressato, si intende.
Poi, tutta questa esposizione mediatica, non vi ha giovato. No. E’ una coincidenza che l’8 marzo andrà a Canale 5 a presentare il suo primo singolo dal titolo “Numero Zero”, una canzone rap/melodica da lui scritta e interpretata in cui c’è un verso dedicato a te che fa più o meno così “La mia vita è andata avanti senza farmi ostacolare della gente invidiosa che non si è saputa realizzare giudicando la mia storia con Stefania Pezzopane stessa gente il giorno dopo mi chiedeva da mangiare”, capisco che sia impossibile resistere a cotanta poesia.
E pensare che eri quella che hai invocato ”lucidità, rigore e serietà» nel decretare la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, tu che sei sempre stata tanto intransigente ti sei sciolta davanti alla fascia del Più Bello d’Italia”. Che, ricordiamo per amore di cronaca non era il suo Simone che neanche si è classificato nei primi otto, ma lui è fatto così si è preso la fascia e si è fatto la foto del vincitore, ha twittato contento ed orgoglioso, per poi essere sbugiardato dagli organizzatori e da Striscia la Notizia, un paio di tapiri e passa la paura.
Ma ci sta, per carità. Il problema non sei tu; è che Simone ce lo dovremo sorbire ovunque, radio, tv, giornali, a spargere la luce riflessa della tua popolarità. Stavolta te lo concediamo, perché c’è sempre il pregiudizio che “agli uomini si” e “alle donne no” e la passione con cui porti avanti questa causa è ammirevole.
Ma la mancanza di eleganza, quella no, non fa sconti a nessuno, uomini o donne, giovani o vecchi, watussi o pigmei. “Perché in questo momento storico ci vuole serietà”, è stato detto. Aricordatene quanto vi fate i selfie a bimbimikia, va.












Hsi messo a fuoco la pecca. La mancanza di eleganza. Vero o meno, amore o non amore, accordo e convenienza o meno. Scadenti. Mah.