di Valeria Caprara
Il film di Marco Pontecorvo ha qualche idea (i manga giapponesi) interessante e sprigiona una comicità semplice, spontanea ritagliata su misura a Luca Zingaretti, Lillo Petrolo e Lorenzo Indovina.
Curiosa commedia post-ideologica e bonaria diagnosi delle news socio-morali nazionali, “Tempo instabile con probabili schiarite” è firmato da Marco Pontecorvo, figlio di Gillo e ottimo direttore della fotografia, senza eccessive ambizioni e con un senso della misura spesso sconosciuto ai forzati del genere. Talvolta troppo debole nel ricamare ai bordi della trama, il film sceneggiato con Roberto Tiraboschi comunica in ogni caso una certa freschezza, qualche idea inedita (i fumetti manga giapponesi chiamati in causa in un gioco di caratteri tutto italiano e provinciale) e un senso dello humour alquanto rilassante grazie alla direzione degli attori visibilmente complici del progetto.
Ecco, dunque, gli amici e soci Zingaretti e Lillo, accasciati per le nubi che si addensano sulle sorti della propria cooperativa, salvati in extremis da un incidente fognario che rivela l’incredibile presenza del petrolio nel sottosuolo: per il primo si tratterà di buttarsi a capofitto nell’affare, per il secondo di frenare con residua dignità barricadiera e senso di diffidenza nei confronti dei miracoli “capitalisti”. Attorno al sogno di benessere si apre una sorta di balletto in cui è possibile, con un po’ di buona volontà, intravedere lo spaesamento etico del Belpaese e soppesare l’incisività di cammei come quelli del trombone resistenziale Mescolini, della segretaria (sino a un certo punto) repressa Crescentini e del gigionesco ingegnere Turturro.









