Mimmo Carratelli

Mimmo Carratelli

Giornalista e scrittore. È stato inviato speciale e caporedattore al “Roma” di Napoli, a “La Gazzetta dello Sport”, al “Corriere dello Sport-Stadio”, a “Il Mattino”, oltre che vicedirettore del “Guerin Sportivo”.

Benitez bocciato

di Mimmo Carratelli

 L’analisi di Milan-Napoli. Il tecnico ritocca la squadra negli ultimi venti minuti, ma ormai è troppo tardi per recuperare il risultato. Per il tecnico azzurro questa volta 4 in pagella

 RAFAEL s.v – Guarda i due palloni che finiscono in rete e non può far nulla contro i “buchi” dei difensori. Una uscita alta in mischia. Non deve fare nessuna parata. Poli lo grazia due volte.

Giandomenico Mesto (Centrocampista)

MESTO 3,5 – Sostituisce Maggio squalificato e fa addirittura rimpiangere l’assente. Disastroso nella doppia fase. Difende male, è in ritardo nella copertura sul primo gol, non c’è su Armero che crossa per il raddoppio milanista. Insicuro nelle sovrapposizioni sulla fascia destra, male sui cross. Una sola buona giocata quando allunga la palla a Callejon alla mezz’ora.

ALBIOL 4 – Continuano le prestazioni deludenti dello spagnolo che si fa anche ammonire (fallo su Bonaventura), era diffidato, salterà la partita col Parma. Comincia con due buone chiusure, poi evapora. Clamoroso “liscio” al 28’. Non c’è proprio con la testa. Si fa scappare Bonaventura nell’azione del primo gol rossonero. Guarda le stelle, lontano dallo stesso Bonaventura, sul raddoppio milanista.

KOULIBALY 4 – Serata nera anche per il francese, forse condizionato dal primo “buco” quando si fa bruciare sullo scatto da Menez che porta in vantaggio il Milan. Perde sicurezza in un reparto insicuro in blocco. Prende più di un rischio, perde pericolosamente la palla in attacco aprendo al contropiede rossonero. Con Albiol è troppo largo nella marcatura di Bonaventura che salta da solo, fra i due centrali azzurri, e raddoppia. Ferma un volta Menez. Un errore anche nel finale su Honda. Partita pasticciata.

GHOULAM 4,5 – Il Milan preme di più sulla sua fascia avanzando con Bonera (Mertens deve retrocedere) e allungandosi con un Honda molto incisivo. Contro il giapponese la prende raramente. E, quando va avanti, i suoi cross sono avventurosi, affrettati o in ritardo.

DAVID LOPEZ 4 – Degno di partecipare alla trasmissione “chi l’ha visto?”. Dopo la gran “botta”dal limite respinta da Diego Lopez, sparisce a centrocampo. Non trova mai la posizione, gira a vuoto. Un’ombra.

JORGINHO 4,5 – Tenta di fare il regista, ma non ne ha ancora la tempra. Tocchi e tocchettini mai incisivi. Perde il duello con Bonaventura che non ferma nell’avvio dell’azione del primo gol del Milan. Impreciso nei disimpegni. Gioca molti palloni, ma a fari spenti. Si dà da fare, si inserisce, porta palla ma poi conclude nulla. Un tiro alto. Esce dopo un’ora di scarso rilievo.

HAMSIK 5 – Escluso per far posto a De Guzman, entra per Jorginho al 60’. Gioca avanzato, si fa vedere, ma difficilmente supera l’avversario. Inzaghi, poi, gli mette Poli a marcarlo stretto. Qualche guizzo, ma alla fine neanche Marek incide.

CALLEJON 6 – Dà molto, ma è più lavoro “sporco” che giocate degne di lui. Diego Lopez gli respinge una delle sue quattro conclusioni, molto ravvicinata, una conclusione anche di testa nel finale (fuori). Gioca molto a sostegno del centrocampo. Ha di fronte Armero, ex azzurro, e lo lascia andar via sul cross del colombiano per il raddoppio milanista. Scarsa intesa con Mesto. Quando si allarga in avanti per ricevere palla non gliene arriva una buona.

Jonathan De Guzman

DE GUZMAN 3,5 – Gioca al posto di Hamsik e fallisce la prova. Fa da seconda punta, ma né attacca né difende. Un “buco” a centrocampo, una presenza impalpabile da attaccante. Esce al 76’.

GARGANO 5 – Entra per De Guzman quando Benitez ritocca la squadra nel finale. Dà sostanza al centrocampo col Milan che ormai è tutto dietro, gioca molti palloni, cerca l’imbucata decisiva, ma ha di fronte il muro rossonero. Almeno è attivo, ma la qualità lascia a desiderare.

MERTENS 6,5 – Mentre l’intera squadra latita, è l’unico a dar corpo alla partita del Napoli. Difende anche, ma è in avanti che scoppietta e impegna il Milan. Evita Bonera, si accentra, cerca il tiro e il passaggio. Attorno ha il deserto azzurro. Due, tre conclusioni. Esce immeritatamente al 72’.

ZAPATA 6 – Entra per Mertens, gioca da prima punta, si fa valere fisicamente e finalmente la difesa del Milan viene impegnata. Dà modo a Higuain di giocare da seconda punta con più spazio e meno marcato da vicino. De Jong fa quasi autogol su una sua conclusione. E’ in un buon momento. Sarebbe stato utile dall’inizio.

HIGUAIN 4,5 – Né bandiera, né trascinatore. Non è nella sua indole. Col Napoli che arranca si rende poco utile, si innervosisce, protesta. L’accoppiata d’attacco con De Guzman non funziona. Il Pipita trattiene poco la palla, non fa salire la squadra (che per conto suo non sale!), perde i contrasti. Statico, rientra poco per avviare l’azione. Scocca un vero tiro, una fiondata da fermo, solo all’86’ sul quale Diego Lopez vola a parare. Con l’ingresso di Zapata si rianima.

Benitez rafa

BENITEZ 4 – Sbaglia formazione. Esclude Hamsik, ma De Guzman, il sostituto di Marek, fallisce. Schiera un centrocampo impalpabile, Gargano e Inler avrebbero dato più sostanza di Jorginho e David Lopez. Gioca con un 4-4-1-1 ma l’apporto di De Guzman avanzato di rincalzo a Higuain è nullo e il Pipita “buca” l’appello del tecnico che lo sollecitava ad essere il trascinatore della squadra, la bandiera del Napoli. Quando passa al 4-4-2 con Zapata prima punta e Higuain seconda, la squadra si assesta meglio, ma è troppo tardi per riparare alla sconfitta. Sostituisce Mertens che era stato l’azzurro più “vivo”. Si arrende ad un Napoli senza grinta, senza carattere, senza più gioco. Attesta la squadra in attesa per colpire in ripartenza abbassando Callejon e Mertens, ma il Milan va subito in vantaggio e il piano fallisce anche perché il Napoli non sa più ripartire, arriva tardi sui palloni, è impreciso. Col senno di poi, c’è da dire che avrebbe potuto cominciare col 4-4-2 degli ultimi venti minuti, Zapata e Higuain di punta, centrocampo con Gargano e sostenuto anche da Hamsik. Si teme che il feeling con la squadra sia al tramonto. Il Napoli non vince in campionato da quattro partite. La Supercoppa con la Juve è già un incubo.

 

 

 

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