di Mimmo Carratelli
L’analisi di Dinamo-Napoli, la pagella degli azzurri. Jorginho e David Lopez fantastici a centrocampo. Continua la maledizione del gol per Callejon. Difesa senza affanno.
ANDUJAR s.v. – Non ha dovuto compiere un solo intervento da ricordare. Solo ordinaria amministrazione Sicuro in un paio di uscite. Tre parate facili, senza alcuna difficoltà, sui tiri di Hubocan, Dzsudzsak, Valbuena. In gita a Mosca.
MAGGIO 6 – Con la fascia di capitano (Hamsik in panchina), in campo dopo quattro partite saltate. Sulla sua corsia tenta di sfondare la Dinamo con le divagazioni di Valbuena, le discese del terzino Buttner e gli inserimenti del centrocampista Dzsudzsak. Tiene bene la zona, concede poco. Ma si mangia un gol in apertura di match quando colpisce male di testa, davanti alla porta di Gabulov, sul corner di Gabbiadini. Entra in area e viene messo giù da Buttner, rigore non accordato (80’). Ammonito per un fallo su Zhirkov.
ALBIOL 6,5 – Partita autorevole. Superato di testa una sola volta da Kuranyi (1,90) con palla alta. Salva in corner una puntata di Kokorin e un’altra di Kuranyi.
BRITOS 6,5 – Koulibaly indisponibile, tiene bene il ruolo di centrale difensivo. Chiunque sia dei due attaccanti della Dinamo che lo puntano, chiude sempre con sicurezza. Svetta sui corner. Litiga con Samba dopo un calcio d’angolo.
GHOULAM 6 – Un paio di salvataggi in area, poco incisivo in avanti. Gioca tranquillo. Era diffidato, non rischia il “giallo”.
JORGINHO 7 – Finalmente vivo, mobile, grintoso e pronto al passaggio filtrante. Una bella partita, personalità e iniziativa. Lancia Callejon in gol, ma lo spagnolo prende il palo (15’). Qualche imprecisione nel finale.
DAVID LOPEZ 7 – Onnipresente a centrocampo. Preferito a Inler, sfodera una gran partita. Non si contano i palloni giocati. Insuperabile in marcatura, si scambia con Jorginho il centrocampista avversario che avanza. Partita di contenimento con poche apparizioni sul fronte offensivo.
CALLEJON 5,5 – Continua a non essere brillante e il gol è diventata una maledizione. Stampa sul palo lontano il primo tiro, si fa parare dal portiere il secondo mancando due invitanti palle-gol. Un’altra conclusione la batte altissima. Si sacrifica in copertura.
GABBIADINI 6 – Hamsik resta in panchina e Manolo fa il centrale dietro Higuain. Non brilla molto, ma gioca di sostanza. Un tiro parato e una conclusione alta. Un magnifico recupero difensivo. Però non trova mai lo spazio per battere a rete alla sua maniera. Esce a venti minuti dalla fine.
HAMSIK 6 – Entra al 71’ per Gabbiadini, non si fa notare molto, ma offre una palla-gol a Callejon che la spreca. Il connazionale Hubocan gli mura un rabbioso tiro dal limite.
MERTENS 5,5 – Non brillante come all’andata contro Kozlov. Colpisce la traversa con un tiro a giro dopo avere evitato il difensore russo. Non riesce a puntare la porta di Gabulov. Fuori dopo poco più di un’ora.
DE GUZMAN 5 – Entra per Mertens (63’). Batte un corner sul portiere. Si muove molto, ma è impreciso.
HIGUAIN 6 – Dribbla il portiere, mira la porta vuota, ma alza oltre la traversa il pallonetto. Prende una botta alla caviglia destra. Cerca spesso di combinare l’attacco con Callejon e Gabbiadini. Nelle puntate in area non sfonda. Si prende la soddisfazione di superare Samba (1,93) in un duello aereo fuori area. Esce e non è contento di non giocare gli ultimi dieci minuti.
ZUNIGA s.v. – A sorpresa sostituisce Higuain (81’). Fermato al limite dell’area mentre cerca di piazzare il tiro. Un gran fuga nel recupero con palla servita inutilmente a De Guzman. Non ancora protno per una partita intera.
BENITEZ 6,5 – Sfodera la squadra offensiva con Callejon, Gabbiadini, Higuain e Mertens. Se non ci fossero stati i due pali e le tre palle-gol fallite da Maggio, Higuain e Callejon sarebbe stato il suo trionfo. Una vittoria che avrebbe fatto rumore. Ma il rumore non c’è stato. Nella ripresa, la squadra forse è stanca e retrocede, però difende senza affanno. Alterna Mertens con De Guzman, poi Gabbiadini con Hamsik e si concede la stravaganza di richiamare Higuain all’81’ dando spazio a Zuniga. Il Pipita non gradisce molto, ma Rafa vuole saggiare le condizioni di Zuzù. Porta a casa la qualificazione ed era l’obiettivo minimo dopo il 3-1 al San Paolo e la pochezza della Dinamo nel ritorno.










