di Alessio Buccafusca
Per anni è stata il volto di Amici insieme a Kledi, due veri e propri testimonial della danza al grande pubblico, quello televisivo. Ma non solo. Sono anche stati i simboli della speranza, due ragazzi albanesi, che dopo aver frequentato l’accademia nazionale della danza a Tirana, sono venuti in Italia per inseguire il loro sogno.
Anbeta Toromani è stata per dieci anni alla corte del Maria De Filippi, prima come concorrente (arrivò in finale) poi come prima ballerina. Ha vinto il Premio Gino Tani (2004) per le arti dello spettacolo ed il Premio Danza & Danza (2005).
Ci piace ricordare “Anbeta & José – Tour 2009” uno spettacolo dove danzava insieme gruppo di danzatori provenienti dalle Migliori compagnie di danza del Mondo. Nel 2010 al Teatro San Carlo di Napoli per alcune serate e allo Sferisterio di Macerata per “I Lombardi all’ultima crociata” con regia di Pier Luigi Pizzi e la coreografia di Gheorghe Iancu. Per due anni di fila è stata testimonial per la danza del Giffoni Film Festival. Ed ancora l’anno scorso ospite all’Opera di Bratislava per “Romeo e Giulietta” di Massimo Moricone. E ad inizio 2015 al San Carlo per “Lo Schiaccianoci” con Giuseppe Picone, Alessandro Macario e Jurgita Dronina, la musica di Pëtr Il’ic Cajkovskij e la coreografia di Alessandra Panzavolta da Marius Petipa e Lev Ivanov.
Col San Carlo, come non sottolinearlo, un feeling speciale. “ Napoli è una città straordinaria, meravigliosa, accogliente e calorosa. Rischio di essere banale, ma mi piace sottolineare le sensazioni che ho provato io. Per me, è stato magico ballare al San Carlo, magico ritornarci..”
E con tutte le componenti del teatro il rapporto come è stato? “Si sa che la riuscita di uno spettacolo dipende da una serie di diverse componenti, tutto deve funzionare al meglio, deve esserci una perfetta armonia. In particolare ringrazio i ballerini del corpo di ballo, che mi hanno fatto sentire una di loro e la direttrice Alessandra Panzavolta che ha creduto in me ! “
Come ti sei avvicinata al mondo della danza? “Io non mi ci sono avvicinata nel mondo della danza, mi ci sono ritrovata catapultata dagli eventi. Voglio dire che non è stata una mia scelta. Io ero una ginnasta, poi un infortunio mi fece dirottare sulla danza. E’ cominciata così, una sorta di “ripiego” voluto dalla sorte. La mia maestra di danza classica decise di mandarmi all’Accademia. E da li è iniziato tutto… “
Insomma un meraviglioso ripiego…? “Attenzione, non vorrei essere fraintesa. Sono arrivata alla danza in modo fortuito ma questo non vuol dire che non l’abbia amata sin dal primo momento. Perché se non si ama la danza, se non c’è passione non si può danzare..”
Che cosa non ti piace di questo mondo? “Questo è un mondo meraviglioso. Che meriterebbe però più attenzione da parte di tutti. La danza sta vivendo un momento molto particolare, inutile negarlo. Un momento difficile, perché difficili sono questi tempi. Penso che questa meravigliosa arte abbia bisogno di sostenitori e di persone che credono nel loro lavoro e nella loro passione. Lo voglio ripetere senza passione la danza non esiste. E’ già morta”
Una passione che in Italia sembra andare scemando…In Italia la danza è la cenerentola dell’arte, mentre all’estero è, invece, tenuta in grande considerazione. “In questo momento sono in difficoltà tutte le forme d’arte, lo ripeto la realtà è questa. Di certo all’Italia non manca nulla, la cultura, la tradizione e la voglia di ritornare ad essere la “culla“ dell’arte e della bellezza. Secondo me basterebbe solo avere le persone giuste al posto giusto.“
C’è un momento che ricordi in particolare della tua carriera? “ Non c’è solo un momento particolare, è stata una serie di esperienze, di incontri fortunati. Come un libro, un capitolo dopo l’altro, tutto in punta di piedi… “
Amici, indubbiamente è stata la svolta? “E come potrei negarlo. Ha rappresentato per me, come per tanti altri giovani, uno straordinario trampolino di lancio. Per la danza, per i ballerini, Amici ha avuto un ruolo decisamente importante. Ha fatto entrare la danza in tutte le case, ha creato proseliti, ha acceso nuove passioni e fantasie. Noi di Amici, si potrebbe dire, siamo stati gli ambasciatori della danza…”















Bellissima storia su Anbeta che non conoscevo ! Mi piace ciò che dice e condivido la sua opinione. Auguriamoci che l’Arte della danza venga sempre più apprezzata e valorizzata per ciò che si merita.
Buon Anno !
Auguroni !
L’ho apprezzata sin dalla sua prima apparizione televisiva. Nella 《scuola》 delle magie mediatiche della De Filippi entrò da fuoriclasse e come tale rimase sempre. Era chiaro a chi di danza ne capiva almeno un po’ che il suo talento non sarebbe rimasto circoscritto a quel contesto così aperto e limitante al tempo stesso. Artisticamente generosa, tecnicamente ineccepibile, deliziosa, umile e ammirevolmente anti-diva, ha saputo fare avvicinare alla danza in punta di piedi anche i meno competenti, destando una genuina ammirazione scevra da condizionamenti pilotati e da banali fanatismi. Il felice risvolto di una scelta che si supponeva forzata, ma che si è poi rivelata salvifica e inaspettatamente sorprendente.
Brava, Anbeta!