Gerardo Mazziotti

Gerardo Mazziotti

Architetto, giornalista e scrittore. Per 20 anni docente all’Università di Salerno. Premio internazionale per il giornalismo civile. E’ considerato “ la coscienza critica della città”.

Napoli parallela

di Gerardo Mazziotti

La Carta di Atene del 1932 conserva tutta la sua validità nonostante il tempo trascorso. Elaborata da Le Corbusier introduce, tra i punti dottrinari approvati anche dai Ciam (Congressi Internazionali di Architettura Moderna), un principio in grado di rivoluzionare la cultura e la prassi urbanistica dei nostri tempi. Il pedone deve potere usare strade a lui riservate, diverse da quelle destinate alle auto e ciò costituisce una riforma radicale del traffico urbano.

12165714_10206792192396674_1445263809_nIl corollario, introdotto dagli urbanisti nordeuropei e giapponesi, postula la convenienza di destinare il sottosuolo delle grandi città alle strade carrabili e ai parcheggi e a tutte quelle attrezzature che non necessitano di aria e luce naturali. E di riservare gli spazi urbani “en plain air” esclusivamente alle persone. E, nei casi di emergenza, ai mezzi di soccorso: ambulanze, vigili del fuoco, polizia.

tunnel-02Città con tanto verde e silenzio, senza rumori e senza smog, dove i pedoni tornano ad essere i padroni assoluti dei viali alberati e dei parchi, delle strade commerciali,dei lungomari e dei centri storici, città a misura d’uomo sono già prossime a diventare una realtà nei paesi nordeuropei che hanno applicato i princìpi della “urbanistica a tre dimensioni”.

Napoli_sotterranea_(scala_scavata)A Napoli siamo all’anno zero, se non addirittura alla preistoria. A dispetto del fatto che il sottosuolo cittadino sia “naturalmente” propizio ad accogliere, non solamente le metropolitane ma anche strade carrabili a scorrimento veloce, nuove reti fognarie, parcheggi, depuratori e inceneritori e tutte quelle strutture urbane necessarie per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

ingressoxxxxxxxxxxxxxxL’esistenza di una Napoli “parallela”, fatta di caverne e di lunghi tunnel, la rilevò nel 1880 l’ingegnere Guglielmo Melisurgo, che la studiò a fondo e che la riporto in una cartografia di estremo interesse, che è stata aggiornata negli anni ’70, su iniziativa dell’ amministrazione comunale, e pubblicata col titolo “Napoli sotterranea”. Nessun’altra amministrazione si è più occupata del sottosuolo cittadino. E pensare che basterebbe studiare una rete stradale sotterranea, utilizzando anche le cavità e i tunnel esistenti, per avviare a soluzione uno dei più gravi problemi cittadini. Quello del traffico e dei parcheggi. E, nel contempo, quello non meno grave dell’inquinamento acustico e atmosferico.

1216571Sulla base delle numerose esperienze europee un gruppo di architetti e di ingegneri napoletani hanno progettato nel 2000 un’autostrada sotterranea da Bagnoli a San Giovanni, e viceversa, da percorrere in circa 10 minuti. Il progetto si basa sul principio che il sottosuolo rappresenta una risorsa per i trasporti automobilistici, così come lo rappresenta per i trasporti ferroviari metropolitani, ma con risvolti urbanistici più interessanti grazie alla maggiore elasticità offerta dal sistema su gomma. L’idea è quella di portare “l’automobilista” in qualsiasi punto della città, compreso il suo centro antico, per farlo però emergere “pedone”.

Naples-UndPer dare all’itinerario la massima fruibilità al flusso veicolare proveniente dalle periferie e allo stesso traffico cittadino sono previsti ampi parcheggi sotterranei nei pressi delle maggiori piazze cittadine, con uscite/entrate a mezzo di ascensori e scale mobili. Nelle cavità naturali sono previste un insieme di attrezzature che non abbisognano di aria e luce naturali (centri commerciali, cinema, teatri, discoteche, emergency, depositi, palestre e bagni pubblici). Il progetto è stato pubblicato sui maggiori quotidiani cittadini e sulle riviste specialistiche. Ed è stato sottoposto all’ attenzione degli amministratori comunali e regionali.

4_18Quest’autostrada renderebbe “pedonalizzabile” l’intero centro storico e non solamente via Caracciolo. Perciò da quindici anni i progettisti ne sollecitano la realizzazione. Ma con esiti deludenti. E pensare che nell’America del Sud è stato approvato il progetto di un’autostrada che unirà la costa del Pacifico a quella dell’Atlantico e uno dei tratti passerà sotto le Ande tra il Cile e l’Argentina con due tunnel scavati nella roccia a 1750 metri di profondità.

 

 

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