di Carlotta D’Amato
Allevare un cane per l’intera vita (stimata in 13 anni di media) costa, secondo una ricerca realizzata da una compagnia assicurativa per “pet” inglese, all’incirca 23.500 euro pari, appunto, a 1.800 euro l’anno. Ma senza strafare
Il cane, si sa, è il miglior amico dell’uomo. Fedele, affettuoso, il primo ad accoglierti quando torni a casa. Ma quello che fino ad oggi non si sapeva è che il cane è il miglior amico anche nel lutto. Alcune imprese di pompe funebri negli USA hanno deciso di “assumere” cani addestrati appositamente per alleviare le sofferenze dei clienti. Pare che la vicinanza di un amico a quattro zampe, anche se solo in prestito per qualche ora, sia d’aiuto per superare la dipartita di una persona cara. Al prezzo di cinquemila dollari e per la durata di un anno, è possibile addestrare un cane ed utilizzarlo per alleviare le pene di chi soffre.
La cosa di per sé, non è nuova. Che la vicinanza di un cane faccia bene all’umore è cosa nota. Sempre più aziende utilizzano cani e gatti per la pet therapy in ufficio. Passare qualche momento coccolando un animale domestico aiutare a distrarsi e a combattere lo stress sul lavoro. Alcune aziende, anche in Italia, consentono ai dipendenti di portare al lavoro il proprio cane con dei risvolti, pare, significativi perla felicità e la produttività stessa dei lavoratori.
E per la gestione di Fido, proprio non si bada a spese. Allevare un cane per l’intera vita (stimata in 13 anni di media) costa, secondo una ricerca realizzata da una compagnia assicurativa per “pet” inglese, all’incirca 23.500 euro pari, appunto, a 1.800 euro l’anno.
Si potrebbe obiettare che gli inglesi subiscono il fascino del cane da sempre. A partire dalla famiglia reale. L’ultimo quattro zampe “reale” a comparire in una foto ufficiale è stato Lupo, il cane di William e Kate, per il primo scatto di famiglia col principino George. Ma risulta che tutti gli inglesi proprietari di un cane sono disposti a fare follie per il loro amico.
E gli italiani? Le ultime indagini rivelano che anche noi facciamo di tutto per concedere una vita più che dignitosa ai nostri quattro zampe. E in tempo di crisi sono ancora in tanti a dichiararsi disposti a rinunciare a qualcosa per sé piuttosto che rinunciare a comprare il cibo preferito o il regalo per Natale e per il compleanno. Senza contare l’abbigliamento per l’amico a quattro zampe. Completi, mantelle, felpe ed ancora guinzagli griffati, collari, cucce e cuscini; le grandi firme della moda hanno collezioni dedicate a cani e gatti a prezzi non proprio abbordabili.
Ma la cura per gli animali di casa non si ferma a questo. L’amore dei loro padroni, infatti, si manifesta anche dopo la morte. Sono sempre più numerosi i cimiteri per gli animali domestici, cani, gatti, conigli. In Italia, il più grande “pet cemetery” si trova a Milano, dove in 6.000 mq di verde e giardini riposano gli animali d’affezione. E per chi non può permettersi una lapide con tanto di foto ed epitaffi che ricordano quanto sono stati amati in vita i nostri amici, c’è addirittura un cimitero virtuale.
Certo è che allevare e crescere un animale domestico ha innumerevoli benefici sul fisico e sulla mente. Scompare il senso di solitudine, aumenta la felicità, si diventa più socievoli, ci si sente più utili e responsabili. Inoltre, i cani, in particolare, ti “costringono” al movimento e all’attività fisica, insomma sono dei perfetti personal trainers.
Secondo alcuni, però l’amore verso gli animali è una zoomania, un sentimento equilibrato e sempre corrisposto che, spesso, però sfocia in un amore esagerato, quasi morboso ed esasperato, insomma una vera e propria mania che tende ad “umanizzare” l’animale domestico, troppo diffusa che sta purtroppo assumendo contorni patologici.
E spesso ad amici e fidanzati (o presunti tali) non sono pochi quelli che preferiscono la compagnia di un animale. Sono più fedeli, meno impegnativi, fanno bene all’umore e alla linea e “al guinzaglio”, tirano anche di meno. E davanti a certi uomini, come si può non amare di più gli animali? Lo sanno bene le donne giapponesi, in visibilio per l’arrivo nello zoo di Nagoya, dello scimpanzè Shabani, nel giro di pochi giorni diventato un “divo” grazie al suo sguardo “sexy da morire”.
D’altronde, ad alcuni primati è stato insegnato a contare, a disegnare, a riconoscere le forme ed i colori, hanno capacità cognitive sviluppatissime; molto di più di quanto si possa chiedere a certi uomini, più o meno evoluti.










