Franco Esposito

Franco Esposito

Giornalista e scrittore, inviato speciale de Il Mattino e del Corriere dello Sport. Presente a cinque edizioni dei campionati del mondo, 106 volte inviato al seguito della nazionale italiana di calcio e 34 viaggi negli Stati Uniti per i grandi appuntamenti di pugilato, Vincitore del Premio Coni 2011 e un record: tre finali consecutive al Premio Bancarella Sport

Le Cirque, la favola di Sirio

di Franco Esposito

Hanno compiuto gli anni insieme. Ottantaquattro anni lui,  quarantaquattro il locale che ha inventato nel 1970, il 24 marzo, elevandolo a tempio della buona vera cucina italiana negli States. Le Cirque, il ristorante, non un ristorante come tanti a New York City e nel mondo.

Un locale cult, eccellenze italiane, piatti toscani e scampoli di cucina francese. Il tempio del gusto, orgoglio d’Italia nella Grande Mela, a One Beacon Court, sulla 59ma, fra Park Avenue e Lexington. Italiano il proprietario, uno dei nostri che ce l’hanno fatta alla grande, successo e ricchezza.

0U7G5979-230x405

Sirio Maccioni, toscano di Montecatini, ha svoltato e si è creato un’invidiabile posizione, proprietà a New York e Las Vegas, un ristorante anche in India, a Nuova Delhi. In cucina adesso c’è il figlio adottivo indiano; era uno scricciolo quando lo portarono a casa lui e la moglie Egdiana Palmieri, ex cantante. Sono sposi felici da oltre 50 anni. Il bambino è diventato uno chef strapagato. L’arte della cucina e dello stare in cucina imparata all’istituto alberghiero di Montecatini. Dove studiò anche Sirio Maccioni, una vita che è un romanzo.

Francia e Germania gli hanno offerto la luna, con annessa la proposta di diventare cittadino francese o tedesco. Secco il rifiuto, nella sua testa c’era solo l’America. “Non vorrei essere americano e neppure tedesco; sono toscano, italiano, europeo”.

Le celebrità hanno pranzato o cenato da lui, a Le Cirque. Aristotele Onassis, armatore greco miliardario, fasciato nel suo impeccabile doppiopetto gessato, elegante e austero. Jacqueline Kennedy, la vedova del presidente Usa John Kennedy, poi vivace e ancora bella compagna del greco miliardario, e Nancy Reagan (“Le mandavo dei biscottini toscani per il marito Ronald, già gravemente ammalato”), Hillary Clinton, il Duca di Windsor, e altri. Praticamente tutti, i più famosi, ma non sempre i migliori del pianeta.

05_11_12-lifestyle-NY_Le_Cirque_Ristorante-IT

La star system è passata da lui, artisti, star dello spettacolo e del cinema, uomini politici, esponenti dell’alta finanza. Papa Giovanni Paolo II, il Santo Padre, ha potuto apprezzare de Le Cirque la cucina, l’atmosfera e la cantina del ristorante delle celebrità. “Noi italiani, quando ci mettiamo, siamo i migliori di tutti”.

Festa doppia a Le Cirque, per i 40 anni del locale e dell’anniversario di Sirio Maccioni, preda dello sconforto solo quando legge i giornali italiani. “No, nei miei ristoranti non avvertiamo la crisi”. Beato lui e le succursali della casa madre, sempre piene di gente, nel Nevada come in India. “Lavoriamo come mai prima, il venticinque per cento in più rispetto al periodo cosiddetto d’oro”.

19REST1-articleLarge

All’interno del locale, Woody Allen ci ha girato un film. Le Cirque è finito anche in una scena di Wall Street.Centocinquanta gli ospiti invitati alla doppia festa nel nuovo Le Cirque. Il primo ebbe sede all’interno dell’hotel The Pierre.

Sirio Maccioni è diventato nel tempo un mito della ristorazione conosciuto in tutto il mondo. Il 5 maggio è stato premiato in occasione di un Gran Gala al Lincoln Center for the Performing Arts a Manhattan dalla James Bard Foundation.  Ha ricevuto il “Lifetime Archievement Award” dal sindaco di New York, Michael Bloomberg in persona. Il riconoscimento è motivo di grande orgoglio e vanto per l’Italia.

Ma qual è il segreto del successo di Sirio Maccioni? “Avere in cucina un buon cuoco e in sala il proprietario. Bisogna esserci sempre nel ristorante. Adesso succede sempre più spesso che il titolare non ci sia e i buoni cuochi siano sempre meno”.

lecirque-480

Le finezze dell’arte le ha imparate in Francia, guardando e seguendo grandi chef come il leggendario Bocusse. A Parigi lavora al Flobert e in tasca tiene una lettera della nonna per Yves Montand, leggendario chansonnier francese, a quel tempo già famoso per i suoi concerti all’Olympia. È la Parigi della grandeur, Mouling Rouge, Crazy Horse, Moulin La Fayette. No, Montand e lui non sono cugini, come invece hanno riferito frettolosi biografi.  La nonna di Sirio, Filomena, lei sì, è larga parente di Montand, il destinatario della lettera. Yves Montand, Ivo Livi di Monsummano, in Valdinevole. Bene, lui prende coraggio, avvicina l’artista idolo di Francia, gli consegna la lettera e si guadagna sei mesi di ospitalità a casa Montand, in Rue Fauborg. Diventano amici, poi si perdono di vista. Si rivedono nel 1976 a New York, dove lui arriva con tre valigie piene di abiti, di enormi preoccupazioni e grandi incertezze. Porta il bagaglio a destinazione, un piccolo albergo gestito da una famiglia toscana, poco alla volta, in tre fasi, a piedi. Una faticaccia. Non ha i soldi per il taxi.

Al The Colony, New York, dove non si accettavano prenotazioni, il primo incarico importante. Gino Cavaliero, il proprietario italiano, lo promuove subito all’accettazione clienti. Successo immediato, con qualche intoppo. Fa sedere Frank Sinatra al tavolo che Aristotele Onassis occupa abitualmente e si becca un po’ d’insulti. “Sei un italiano bastardo, hai dato il tavolo a lui perché è italiano come te”. Di classe la reazione e la risposta. Un gesto elegante: scende in cucina, prepara prosciutto toscano e lo serve ad entrambi”. Presi per la gola, Onassis e Sinatra diventano buoni conoscenti.

le-cirque-restaurant-new-york

I più grandi chef del mondo secondo Maccioni, sosia spiaccicato di John Wayne? “Le donne italiane”. Robert De Niro e Tony Bennet hanno chiesto spiegazioni: possibile mai? Provare per credere, Sirio li ha invitati a cena a casa sua. Da quella sera, i due, e anche Ivana Trump e Paris Hilton, hanno chiesto con insistenza di tornare, ritenendosi incapaci confessi di rinunciare ai sublimi fiori di zucca che frigge la signora Egy, moglie di Sirio. Sofia Loren è una frequentatrice di casa Maccioni quando capita a New York. Cena all’italiana servita da Sirio e dai suoi tre figli. Marco è il motore moderno de Le Cirque.

imagesULRI1877

Consumata la doppia festa a New York, sarà festa unica il 15 ottobre a Las Vegas. Una grande serata, gonfia di emozione e commozione. Ai fornelli alcuni cuochi tra i migliori al mondo, tre ex chef de Le Cirque diventati enormi personaggi della gastronomia internazionale: Daniel Boulod, francese, l’alter ego del celebre Bocousse, l’indiano Sotha Khunn e Jacques Torres, l’inventore della creme brulèe come la mangiamo oggi. Prepareranno un menù a sei mani, l’omaggio al grande maestro Sirio Maccioni.

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore