di Carlotta D’Amato
I Pink Floyd (210 milioni di dischi venduti in tutto il mondo) che sono stati uno dei gruppi più importanti della storia del rock cantavano Ibiza bar. Vollero dedicare una canzone all’isola che per anni è stata il simbolo dello sballo e del divertimento.
Ad agosto, circa a metà del mese, molti, moltissimi italiani avranno avuto la sensazione di incontrare in vacanza, decine miglia lontano da casa, il condomino del secondo piano, il lattaio, il fruttivendolo, quel compagno di scuola che evitano da anni, la cugina di terzo grado che non vedevano dal Natale 2008, il collega del lavoro; non si tratta di un deja-vù, né dell’apertura di uno squarcio spazio temporale. Semplicemente sono andati in vacanza ad Ibiza!
Ma quanti vanno in vacanza ad Ibiza? (anche se il binomio è Ibiza – Formentera). Perché? E soprattutto, quanto è grande Ibiza che riesce a contenere milioni di persone e a far fronte ad uno sbarco così consistente?
Bellezze naturali e paesaggistiche a parte, non capisco cosa spinga le persone ad andare tutti gli anni lì. Senso di solitudine? Vedere le stesse facce anche il 15 agosto attorno al falò? Nostalgia degli schiuma parties? Arcano…. Vorrei davvero qualcuno me lo spiegasse, e per qualcuno, intendo qualcuno dai 18 anni in su.
Sarà perché la mia idea di vacanza è più maresolerelaxspiaggiacibo, insomma, dolce far nulla, ma fare le 8 tutti i giorni e avere un mal di testa post sbornia costante, proprio vacanza non sembra. Ma sarò limitata io, eh.
Certo è che Formentera ed Ibiza sono prese d’assalto tutti gli anni da giugno a settembre. Vip e non vip, chi cerca di abbordare da un lato, chi fa da “finta” preda dall’altro, non si trova un posto neanche a cercarlo, a meno che non si è disposti a spendere una fortuna, e dico proprio una fortuna. Perché se non sei Paris Hilton che di quelle isole è un habituè, e non dimori in una villa da 3 milioni di dollari e non hai uno yacht che ne costi il doppio, finisci per stare in 8 in una stanza, come cantava Tony Tammaro nella canzone “Scalea”.
Oppure si spera di essere immortalato da un paparazzo appostato per fotografare la Marcuzzi e Vieri in vacanza, così da avere qualcosa da raccontare agli amici al ritorno (quei pochi amici che non hai incontrato).
Moda? Spirito di emulazione? Ci vado anche io perché ci vanno tutti? Se non sei andato al Pacha almeno 20 volte nella vita sei out, uno sfigato?
Vero è che sei hai lavorato 11 mesi e 2 settimane come un matto, senza respiro, ritmi frenetici, mille cose da fare, incontri, meeting, scadenze, davvero voglia di fare queste cose, a mio parere, non è che ne hai molta. Al contrario, invece, la frenesia di una vacanza così può anche avere il suo fascino. Forse.
O forse non ho uno spirito altrettanto “giovane” o prendo troppo sul serio il significato della parola “vacanza”, cioè “vacante”, vuoto e tutto questo movimento richiederebbe un’altra settimana a casa solo per riprendersi dalle fatiche di quella passata. O forse perché si hanno altre priorità, altre ambizioni.
Insomma; trovare una motivazione plausibile così su due piedi, non mi riesce. E nemmeno agli internauti che chiedono la stessa cosa sul sito Yahoo Answers (provare per credere).
Tant’è. Fatto sta che questa settimana si riprende al lavoro, riaprono i negozi, la città piano piano si ripopola. Volete mettere l’entusiasmo nel rivedere il macellaio o la parrucchiera? Ah, chi va ad Ibiza, tutto questo se lo perde. Poveri loro.










