Giuseppe Merlino

Giuseppe Merlino

Ingegnere Chimico ha insegnato per 35 anni nelle scuole superiori. Ha un blog di successo (Progetto Scienza e Conoscenza)

Da Geithner a Zapatero
In Italia fu “colpo di stato”

 di Giuseppe Merlino

Prima le rivelazioni dell’ex ministro del tesoro americano Timothy Geithner, ora quelle del socialista Luis Zapatero. Il mosaico della manovra che portò alle dimissioni di Berlusconi continua ad arricchirsi di particolari ed indizi…

Tre e quattro novembre 2011, Cannes (Francia), riunione del G20, ci sono tutti i big del mondo. Berlusconi e Tremonti si comportarono da eroi in difesa dell’Italia, lo racconta l’ex premier spagnolo Luis Zapatero nel suo libro “El Dilemma, 600 dias de vertigo (600 giorni di vertigine) “.

I fatti. L’atmosfera era pesantissima. I ricatti, le minacce ed i rimproveri all’Italia violenti e senza precedenti, perfino con riferimenti alla seconda guerra mondiale. L’Europa pretendeva che l’Italia richiedesse al Fondo Monetario Internazionale un finanziamento di 85 miliardi di euro, accettando la supervisione della Commissione europea, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, la famosa Troika, come avevano già fatto Cipro, la Grecia ed il Portogallo.

L’Europa era preoccupata soprattutto per la politica estera indipendente dell’Italia con la sua amicizia con la Libia e la Russia, a tutto discapito degli interessi economici dell’Europa “che contava”. Nei corridoi, tra il personale tecnico, già si parlava di contatti della Troika con Napolitano e Monti. Obama dava l’aria di non interessarsi al problema, non voleva far vedere che si occupasse della politica europea. Ma la vicenda la seguiva molto da vicino…

jose luis rodriguez zapatero

Jose Luis Rodriguez Zapatero, socialista

“Momenti di tensione, seri rimproveri, invocazioni storiche, perfino invettive sul ruolo degli alleati dopo la seconda guerra mondiale… Davanti a questo attacco – racconta l’ex leader socialista spagnolo – ricordo la strenua difesa, un catenaccio in piena regola di Berlusconi e del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Entrambi allontanano il pallone dall’area, con gli argomenti più tecnici Tremonti o con le invocazioni più domestiche di Berlusconi, che sottolineava la capacità di risparmio degli italiani. Mi è rimasta impressa una frase che Tremonti ripeteva: conosco modi migliori di suicidio. Alla fine si raggiunge un compromesso, con Berlusconi che accetta la supervisione del Fmi ma non il salvataggio”. La riunione terminò in un’atmosfera di freddezza e di imbarazzo. Dice Zapatero: “due eroi avevano difeso l’Italia”.

Timothy Geithner

Timothy Geithner, democratico

Se ci ricordiamo di quello che ha scritto Timothy Geithner, ex ministro del Tesoro americano del governo Obama, nel suo saggio “Stress Test”, il quadro è completo. “Nell’autunno del 2011 funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere; volevano che noi [gli Stati Uniti, ndr] rifiutassimo di sostenere i prestiti del Fmi all’Italia, fino a quando non se ne fosse andato…”
Maturò in questa atmosfera il “colpo di stato” (una tesi sostenuta anche dall’americano Edward Luttwak, esperto di geopolitica e da sempre voce in Italia delle amministrazioni Usa e dall’inglese Ambrose Evans-Pritchard, uno dei massimi analisti di economia internazionale) orchestrato in borsa: la Bundesbank si mise a vedere miliardi di Titoli di Stato Italiani. Lo spread tra Btp e Bund, salì alle stelle arrivando a quota 470. Quello stesso spread che oggi con tutti, ma tutti gli indicatori economici del Paese molto più gravi rispetto ad allora, galleggia stabilmente intorno ai 140 punti…

Fu così che  Berlusconi dopo l’approvazione della legge di stabilità alla Camera, pur avendo ancora la maggioranza in Parlamento, si dimise al termine di una giornata ad altissima tensione. Il 13 novembre gli subentrava alla presidenza del Consiglio il professor Mario Monti, due giorni prima nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica. Fu cosi che da allora nessuno degli ultimi tre presidenti del Consiglio è stato più votato dagli italiani.

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